Trattamenti cumulabili per i lavoratori precari ultracinquantenni

di Manuela Rinaldi

di Manuela Rinaldi I lavoratori ultracinquantenni, che si trovano in cassa integrazione guadagni o in mobilità, e che svolgono attività lavorative temporanee ed occasionali anche contratti di collaborazione coordinata e continuativa , potranno cumulare il loro trattamento previdenziale indennità INPS e reddito da lavoro , con le retribuzioni e i compensi nel limite dell'ultima retribuzione percepita. È quanto contenuto nel Dl 68/2006 che riguarda, appunto, misure urgenti per il reimpiego dei lavoratori ultracinquantenni e la proroga dei contratti di solidarietà, nonché disposizioni finanziarie. Per poter accedere al piano di ricollocazione lavorativa di tali lavoratori, prevista dal decreto, le imprese, le organizzazioni sindacali ed il Ministero del Lavoro dovranno stipulare degli accordi entro il 15 marzo 2006 mentre le attività orientate al reinserimento dei lavoratori over 50 , che, cioè, compiranno i cinquanta anni entro il 31 dicembre 2006, saranno svolte dalle agenzie per il lavoro, dai centri per l'impiego delle competenti province, dalle regioni e dai Fondi interprofessionali per la formazione continua, enti autorizzati dal D.Lgs 276/03. Per l'applicazione della normativa non è necessario tale accordo per tutti i lavoratori di quelle imprese alle quali sia stata applicata la procedura concorsuale prevista dalla legge 223/91. Il nuovo programma sperimentale di sostegno al reddito finalizzato al reimpiego di 3000 lavoratori , a cui sono interessate, in particolar modo, le aziende industriali sarde circa 1.300 lavoratori ed il polo elettronico abruzzese circa 700 lavoratori , riguarderà tutti quei lavoratori in esubero per un periodo di tre anni quattro anni per il Sud , nel quale gli stessi potranno beneficiare della indennità di mobilità, ma saranno, comunque, monitorati dalle strutture regionali, sotto il controllo del ministero del Lavoro, al fine di ricercare una nuova occupazione, facendo acquisire al lavoratore nuove competenze, in perfetta linea con le esigenze e con la domanda di un moderno e nuovo mercato del lavoro in tale piano di reinserimento è, altresì, previsto un sistema sia di incentivi che di disincentivi incentivi intesi nel senso che nel caso in cui un lavoratore dovesse trovare un altro impiego e, per cause a lui non imputabili, dovesse in seguito perderlo, potrà egualmente rientrare nel programma di protezione sociale previsto dal decreto cosa che prima non era possibile il disincentivo consisterà, invece, nella perdita della indennità di mobilità e in seguito nella uscita dal programma di protezione, nel caso in cui un lavoratore, appunto in mobilità, dovesse rifiutare un lavoro offertogli, a parità sia di mansioni che di retribuzione, e nell'ambito di cinquanta chilometri di distanza da casa. Il lavoratore, entrato nel programma di sostegno al reddito, rimarrà all'interno dello stesso fino al perfezionamento del diritto alla pensione, al raggiungimento dei requisiti previsti dalla legge di riforma 243/04. Per tutti i lavoratori previsti nel decreto sul reimpiego, sarà necessaria una previa verifica del loro stato contributivo, allo scopo di individuare se esistono gli estremi di fuoriuscita dalla crisi mediante accompagnamento alla pensione attraverso l'indennità di mobilità infatti, una tale verifica avrà, appunto, come fine quello di individuare i lavoratori per i quali in base all'effettuato calcolo dell'anzianità contributiva , sia auspicabile il processo di accompagnamento alla pensione, mediante lo strumento della mobilità , permettendo la fuoriuscita dalla cassa integrazione guadagni straordinaria di una parte di lavoratori che più difficilmente potrebbero essere ricollocati nel mercato del lavoro, proprio a causa della loro età. Per ciò che riguarda il cumulo delle indennità INPS e del reddito da lavoro, previsto dal decreto, saranno i datori di lavoro che avranno l'obbligo di comunicare all'INPS i nominativi dei lavoratori decaduti dal beneficio delle indennità di cassa integrazione e mobilità una volta che tale ente avrà ricevuto la comunicazione da parte dei datori di lavoro, potrà emettere la dichiarazione di decadenza di quei lavoratori dai relativi benefici. Il decreto 68/2206 per il reimpiego dei lavoratori cinquantenni in cassa integrazione o in mobilità, pertanto, dovrà riguardare un programma di protezione sociale per tutti i veri lavoratori in esubero , e non dovrà, invece, diventare uno strumento con il quale le aziende potranno nascondere un semplice ricambio generazionale. Pare opportuno specificare, altresì, che in tale decreto è prevista anche una proroga, fino alla fine dell'anno 2006, per i contratti di solidarietà, per tutte quelle imprese industriali che non hanno la cassa integrazione o per quelle imprese non industriali che non prevedono gli ammortizzatori sociali.

Dl 6 marzo 2006, n. 68 Misure urgenti per il reimpiego di lavoratori ultracinquantenni e proroga dei contratti di solidarietà, nonché disposizioni finanziarie Articolo 1 1. Al fine di garantire l'occupabilità dei lavoratori adulti che compiono cinquanta anni entro il 31 dicembre 2006, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali promuove, in collaborazione con la propria agenzia tecnica strumentale Italia lavoro, un Programma sperimentale per il sostegno al reddito, finalizzato al reimpiego di 3.000 lavoratori sulla base di accordi sottoscritti entro il 15 marzo 2006 tra le imprese, le organizzazioni comparativamente più rappresentative dei lavoratori e il Ministero del lavoro e delle politiche sociali. Il Programma si articola nei periodi di cui al comma 3. Tali accordi individuano i lavoratori che, previa cessazione del rapporto di lavoro, passano dall'impresa al Programma di reimpiego e le modalità di partecipazione al Programma stesso delle aziende interessate, nonché gli obiettivi di reimpiego da conseguire. Il Ministro del lavoro e delle politiche sociali approva entro il 31 marzo 2006 il piano di riparto tra le imprese interessate del contingente numerico di cui al presente comma. 2. Le attività orientate al reimpiego dei lavoratori di cui al comma 1 sono svolte dalle agenzie del lavoro e dagli altri operatori autorizzati o accreditati ai sensi degli articoli 4, 5, 6 e 7 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, anche avvalendosi della Borsa del lavoro, incaricati dalle imprese che conferiscono al Programma lavoratori in esubero ovvero, anche in raccordo con gli operatori autorizzati o accreditati, dai centri per l'impiego delle province competenti, dalle regioni e dai Fondi interprofessionali per la formazione continua. I soggetti pubblici operano sulla base dei compiti istituzionali e delle risorse finanziarie ordinarie. 3. Al termine dei periodi di cui all'articolo 7, commi 1 e 2, della legge 23 luglio 1991, n. 223, e al termine del triennio successivo, gli accordi di cui al comma 1 sono sottoposti a verifiche per quanto attiene alle attività di reimpiego e, sulla base dei risultati raggiunti, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali procederà per i lavoratori interessati alla eventuale proroga delle successive fasi del Programma sperimentale per il sostegno al reddito finalizzato al reimpiego. 4. Il sostegno al reddito dei lavoratori nel periodo del Programma di cui al comma 1 è assicurato per i periodi successivi a quelli di cui all'articolo 7, commi 1 e 2, della legge 23 luglio 1991, n. 223, nella misura dell'ultima mensilità di mobilità erogata al lavoratore interessato, fino al perfezionamento dei processi di fuoriuscita del Programma e comunque non oltre il raggiungimento dei requisiti di cui ai commi da 6 a 9 dell'articolo 1 della legge 23 agosto 2004, n. 243. Al termine dei periodi di cui all'articolo 7, commi 1 e 2, della legge 23 luglio 1991, n. 223, gli oneri relativi al sostegno al reddito dei lavoratori di cui al comma 1, che ricomprendono la contribuzione figurativa, sono posti a carico delle imprese, con l'esclusione delle imprese sottoposte alle procedure concorsuali di cui all'articolo 3 della legge 23 luglio 1991, n. 223, ed alle procedure di cui al decreto legislativo 8 luglio 1999, n. 270, ed al decreto-legge 23 dicembre 2003, n. 347, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 febbraio 2004, n. 39. A tali imprese sono riservate 1.000 delle unità indicate nel comma 1. 5. Ai lavoratori di cui al comma 1, il diritto di precedenza di cui all'articolo 15, sesto comma, della legge 29 aprile 1949, n. 264, come modificato dall'articolo 6, comma 4, del decreto legislativo 19 dicembre 2002, n. 297, si applica per i primi 24 mesi di attuazione del Programma. 6. Ai lavoratori di cui al comma 1 si applica l'articolo 1-quinquies del decreto-legge 5 ottobre 2004, n. 249, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 dicembre 2004, n. 291. 7. All'articolo 1-quinquies del decreto-legge 5 ottobre 2004, n. 249, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 dicembre 2004, n. 291, dopo il comma 1 sono aggiunti i seguenti 1bis. Nei casi di cui al comma 1, i responsabili della attività formativa, le agenzie per il lavoro ovvero i datori di lavoro comunicano direttamente all'Inps e, in caso di mobilità, al servizio per l'impiego territorialmente competente ai fini della cancellazione dalle liste, i nominativi dei soggetti che possono essere ritenuti decaduti dai trattamenti previdenziali. A seguito di detta comunicazione l'Inps dichiara la decadenza dai medesimi, dandone comunicazione agli interessati. 1ter. Avverso gli atti di cui al comma 1bis è ammesso ricorso entro trenta giorni alle direzioni provinciali del lavoro territorialmente competenti che decidono, in via definitiva, nei venti giorni successivi alla data di presentazione del ricorso. La decisione del ricorso è comunicata all'Inps e, nel caso di mobilità, al competente servizio per l'impiego. 1quater. La mancata comunicazione di cui al comma 1bis è valutata ai fini della verifica del corretto andamento dell'attività svolta da parte delle agenzie per il lavoro ai sensi dell'articolo 4, comma 5, del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276. . 8. I lavoratori di cui al comma 1 che sono transitati ad un altro rapporto di lavoro, comunque definito, hanno diritto a rientrare nel Programma di sostegno al reddito nel caso in cui questo rapporto di lavoro sia venuto meno per cause non imputabili alla volontà del lavoratore. 9. I lavoratori di cui al comma 1 possono prestare attività lavorativa temporanea ed occasionale cumulando il trattamento di sostegno al reddito con la retribuzione o il compenso spettante, nel limite massimo complessivo dell'ultima retribuzione aggiornata sulla base dell'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati calcolato dall'ISTAT. Gli importi percepiti superiori al limite complessivo di cui al comma 1 riducono l'ammontare del trattamento di sostegno al reddito. In capo al datore di lavoro o al lavoratore in caso di lavoro autonomo permane l'onere contributivo per l'ammontare percepito dal lavoratore con contestuale riduzione percentuale dell'accantonamento da parte dell'INPS dei contributi figurativi. 10. Agli oneri derivanti dall'attuazione dei commi da 1 a 9, pari a 1 milione di euro per l'anno 2006, a 2 milioni di euro per l'anno 2007 e a 12 milioni di euro a decorrere dall'anno 2008, si provvede a valere sulle risorse di cui all'articolo 68, comma 4, lettera a , della legge 17 maggio 1999, n. 144, come modificato dall'articolo 78, comma 18, della legge 23 dicembre 2000, n. 388. Le predette risorse, pari a 1 milione di euro per l'anno 2006, a 2 milioni di euro per l'anno 2007 e a 12 milioni di euro a decorrere dall'anno 2008, affluiscono al bilancio dell'Istituto nazionale della previdenza sociale INPS , e ad esse viene data apposita evidenza contabile. L'INPS provvede al monitoraggio delle domande di accesso al sostegno al reddito di cui al comma 4. Le risultanze del monitoraggio sono comunicate al Ministero del lavoro e delle politiche sociali ed al Ministero dell'economia e delle finanze, anche ai fini dell'adozione dei provvedimenti correttivi di cui all'articolo 11ter, comma 7, della legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive modificazioni, ovvero delle misure correttive da assumere ai sensi dell'articolo 11, comma 3, lettera iquater , della medesima legge n. 468 del 1978. Limitatamente al periodo strettamente necessario all'adozione dei predetti provvedimenti correttivi, alle eventuali eccedenze di spesa si provvede mediante corrispondente rideterminazione, da effettuare con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, degli interventi posti a carico del Fondo per l'occupazione di cui all'articolo 1, comma 7, del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236. 11. All'articolo 1, comma 162, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, le parole 31 dicembre 2005 sono sostituite dalle seguenti 31 dicembre 2006 . A tale fine è autorizzata per l'anno 2006 la spesa di 35 milioni di euro a valere sul Fondo per l'occupazione di cui all'articolo 1, comma 7, del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236. Articolo 2 1. Al fine di assicurare l'espletamento degli interventi a carattere indifferibile, anche tenuto conto degli adempimenti connessi all'attuazione del decreto-legge 29 marzo 2004, n. 79, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 maggio 2004, n. 139, volti a far fronte alla condizione di rischio derivante dalle grandi dighe fuori esercizio, il Registro italiano dighe è autorizzato a derogare, nel limite di 50 milioni di euro, all'articolo 1, comma 57, della legge 30 dicembre 2004, n. 311. Alla compensazione degli effetti finanziari che ne derivano sui saldi di finanza pubblica, relativi all'indebitamento e al fabbisogno, si fa fronte mediante corrispondente riduzione dell'importo complessivo previsto dall'articolo 1, comma 33, della legge 23 dicembre 2005, n. 266. Articolo 3 1. All'articolo 1, comma 32, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, le parole 1.700 milioni sono sostituite dalle seguenti 1.913 milioni . 2. Alla compensazione degli effetti finanziari derivanti dal comma 1 sui saldi di finanza pubblica, relativi all'indebitamento ed al fabbisogno, si fa fronte, quanto a 100 milioni di euro, mediante riduzione dell'importo complessivo di cui al comma 33 dell'articolo 1 della legge 23 dicembre 2005, n. 266, e, quanto a 113 milioni di euro, mediante corrispondente riduzione dei pagamenti per spese relative ad investimenti fissi lordi con conseguente rideterminazione della percentuale stabilita dal comma 34 dell'articolo 1 della citata legge n. 266 del 2005. Articolo 4 1. Una quota pari a 170 milioni di euro delle disponibilità in conto residui relative all'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1, comma 4, della legge 18 giugno 1998, n. 194, come rifinanziata dalla tabella D della legge 30 dicembre 2004, n. 311, è versata all'entrata del bilancio dello Stato, nell'anno 2006, per essere destinata quanto a 70 milioni di euro, ad integrazione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 9ter della legge 5 agosto 1978, n. 468, come determinata dalla tabella C della legge finanziaria 23 dicembre 2005, n. 266 quanto a 100 milioni di euro, all'assegnazione allo stato di previsione del Ministero della difesa sugli specifici fondi relativi ai consumi intermedi e agli investimenti fissi lordi di cui all'articolo 27, comma 13quinquies, del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326. 2. Una quota pari a 10 milioni di euro, a valere sull'autorizzazione di spesa per l'anno 2005 di cui all'articolo 32bis, comma 1, del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, è conservata in bilancio e versata in entrata nel 2006, per essere destinata al finanziamento della prosecuzione dei lavori per la realizzazione del Centro per la documentazione e valorizzazione delle arti contemporanee . Articolo 5 1. In ragione delle nuove competenze attribuite all'Autorità garante della concorrenza e del mercato in materia di concorrenza bancaria dalla legge 28 dicembre 2005, n. 262, il numero dei contratti a tempo determinato, di cui all'articolo 11, comma 4 della legge 10 ottobre 1990, n. 287, è incrementato di quattro unità. Per le medesime finalità è autorizzata l'assunzione straordinaria di otto dipendenti a tempo indeterminato mediante procedura concorsuale pubblica ed è consentito l'istituto del comando per professionalità non rinvenibili in numero sufficiente presso l'Autorità. La presente disposizione non comporta un aumento del numero dei posti nella pianta organica dell'Autorità. 2. Le assunzioni di cui al comma 1 possono essere effettuate previo accertamento della sussistenza delle occorrenti risorse ai sensi dell'articolo 1, comma 69, della legge 23 dicembre 2005, n. 266. Articolo 6 1. L'articolo 59, comma 2, della legge 17 maggio 1999, n. 144, è sostituito dal seguente 2. Ai complessivi oneri derivanti dall'attuazione del presente articolo, valutati in lire tre miliardi annui dall'anno 1999 al 2005, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per l'occupazione di cui all'articolo 1, comma 7, del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236. Per la medesima finalità è autorizzata la spesa di tre milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2006, al cui onere si provvede mediante corrispondente riduzione del predetto fondo. . Articolo 7 1. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sarà presentato alle Camere per la conversione in legge. Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.