Castellano, avviata la procedura di trasferimento. Scontro sui riferimenti a Toro

La prima commissione prolunga l'istruttoria su Paolo Mancuso, mentre il presidente del Tribunale di sorveglianza di Milano è accusato di aver compromesso il prestigio dell'ordine giudiziario

Per il giudice Francesco Castellano è stata avviata la procedura di trasferimento d'ufficio, per Paolo Mancuso la procedura va ancora avanti. Ieri la prima commissione del Consiglio superiore della magistratura si è occupata dei due magistrati, il primo di Unicost accusato di aver passato informazioni all'ex presidente di Unipol Giovanni Consorte, il secondo di Magistratura democratica è stato coinvolto in alcune intercettazioni con personaggi sospetti di avere rapporti con clan camorristici. Il fascicolo di Paolo Mancuso fu aperto nove mesi fa e ieri la prima commissione avrebbe dovuto decidere se archiviare la pratica oppure proporre al plenum il trasferimento d'ufficio. La commissione ha deciso a maggioranza di andare avanti con l'istruttoria e sulla vicenda lunedì prossimo sarà ascoltato il procuratore generale di Napoli, Vincenzo Galgano. Mancuso era finito sotto inchiesta davanti alla procura di Roma per aver partecipato ad alcune battute di caccia alle quali avrebbero preso parte anche persone sospette di legami con clan. La procura capitolina ha archiviato non riconoscendo penalmente perseguibile il magistrato, pur sottolineando la promiscuità con personaggi appartenenti a clan camorristici. Più complicata la discussione del caso Castellano, dove la prima commissione ha deciso all'unanimità di avviare la procedura di trasferimento d'ufficio per il giudice, convocandolo per il prossimo 24 gennaio perché risponda alle accuse che gli vengono contestate. L'organo di autogoverno contesta al presidente del Tribunale di sorveglianza di Milano non solo anomali interessamenti o interventi su vicende giudiziarie, ma anche inopportune richieste di favori all'ex presidente di Unipol Consorte. Secondo la commissione, Castellano avrebbe sollecitato in più occasioni l'interessamento di Consorte per risolvere questioni di suo interesse a cominciare dalla posizione di un giovane, cui si fa riferimento in una intercettazione telefonica. Tra gli anomali interessamenti c'è l'aver passato a Consorte la voce di una presentazione di azioni legali contro Unipol da parte del Banco di Bilbao, rivale della compagnia assicurativa nella scalata a Bnl, ma anche aver riferito a Consorte l'oggetto dell'esposto, ossia il fatto che gli spagnoli intendevano contestare il presunto utilizzo da parte di Unipol delle riserve tecniche necessarie a risarcire i sinistri. Al giudice milanese si contesta anche il contenuto di una intercettazione con Consorte in cui il magistrato milanese farebbe presente all'interlocutore il sospetto di essere sotto controllo. Secondo il Csm inoltre, Castellano avrebbe anche offerto consigli sull'interpretazione della legge sull'insider trading a Consorte mentre questi era sottoposto a procedimento penale davanti alla procura di Milano, esaminando alcune carte che l'allora presidente di Unipol gli aveva mandato. Tutti comportamenti che avrebbero compromesso il prestigio dell'ordine giudiziario e hanno pregiudicato l'autorevolezza delle funzioni direttive di presidente del tribunale di sorveglianza e i rapporti d fiducia con i magistrati della stessa sede e in particolare della procura e del tribunale di Milano. A nulla dunque è servita, rispetto alla posizione del giudice milanese, l'audizione del procuratore d Roma Ettore Ferrara, ascoltato dal Csm poco prima. Ma se la procedura di trasferimento è stata unanime, il confronto tra i consiglieri si è acceso sulla formulazione del capo di incolpazione. I consiglieri di Unicost, infatti, non hanno condiviso la scelta del relatore alla pratica, Francesco Menditto Md di inserire nel testo riferimenti al procuratore aggiunto di Roma Achille Toro, nei cui confronti la prima commissione ha aperto lunedì scorso il fascicolo, dopo l'iscrizione nel registro degli idagati della Procura di Perugia per rivelazione del segreto d'ufficio, per il quale però non è stata avviata ancora alcuna attività istruttoria. A maggioranza è stato deciso di togliere quei riferimenti favorevoli alla soppressione i togati di Unicost Lanfranco Tenaglia e Luigi Riell, il laico dello Sdi Gianfranco Schietroma, astenuto Paolo Arbasino dei Movimenti e contrario solo il relatore Menditto. Visto il voto di ieri, se le posizioni dovessero rimanere le stesse la procedura di trasferimento per Toro difficilmente potrà essere aperta.