La legge Mastella approda in aula

L'opposizione sbatte la porta in commissione dopo la bocciatura dell'emendamento Pecorella

La commissione Giustizia della Camera ha concluso l'esame degli emendamenti al disegno di legge Mastella che ora è atteso in Aula dal 23 ottobre prossimo. La Cdl, ha abbandonato l'aula della commissione per protesta contro la decisione di bocciare l'emendamento presentato da Gaetano Pecorella per correggere un errore materiale del testo, facendo così decadere la maggior parte dei suoi 400 emendamenti. Il presidente della commissione, Pino Pisicchio, ha espresso profondo dispiacere per la decisione del centrodestra di abbandonare i lavori della commissione. Mi dispiace davvero per la scelta della Cdl di abbandonare la commissione - ha detto Pisicchio - Spero comunque che non si sia pregiudicato il rapporto che è stato sinora di grande collaborazione, ho sempre cercato di tenere la porta aperta al dialogo . Sono state calpestate le normali regole del diritto - ha affermato Pecorella - è un comportamento inaccettabile. Inutile restare lì a farci prendere in giro spiega Pecorella. La sua proposta di modifica non è passata per soli quattro voti, perché la Rosa nel pugno ha votato con l'opposizione. Ci dispiace davvero che la CdL abbia abbandonato i lavori della commissione - dichiara il relatore Federico Palomba Idv - ma abbiamo fatto la scelta migliore . Il testo come modificato dal Senato, ha rilevato Pecorella, contiene un errore perché prevede che le sezioni unite civili della Corte di Cassazione dovranno occuparsi di questioni disciplinari seguendo le norme previste dal codice di procedura penale, anziché quello civile come sarebbe logico. Nel decreto Castelli di attuazione della riforma dell'ordinamento giudiziario, si prevedeva infatti che ad occuparsi delle impugnazioni delle decisioni della sezione disciplinare del Csm fossero le sezioni unite penali della Cassazione. A Palazzo Madama, questa previsione, è stata modificata stabilendo che invece questo compito spetta alle sezioni unite civili. Il resto dell'articolo però il 24 della legge numero del 2005 è rimasto uguale laddove si diceva che per questa procedura si dovevano rispettare termini e forme previsti dal codice di procedura penale . I poli sulla discussione dell'emendamento si sono divisi, decidendo infine di sottoporre la questione al comitato per la legislazione che dopo poche ore stabiliva di eliminare l'errore. Secondo Lanfranco Tenaglia Ulivo si trattava solo di una questione di interpretazione, perché l'errore è talmente evidente che non può creare la minima confusione . Tenaglia proponeva quindi di lasciare il testo così com'era, Enrico Buemi Rosa nel pugno si dissociava votando con l'opposizione, ma alla fine l'emendamento veniva bocciato per quattro voti. La parola adesso all'aula.