Conversazione telefonica. Privacy? No, diritto di difesa

Accolta la richiesta di un medico a cui era stata negata copia della trascrizione di una telefonata in cui i carabinieri gli chiedevano una valutazione su un fermato. Il sanitario che aveva negato l'esame perché specialistico è finito sotto inchiesta

Il medico, per difendersi in sede disciplinare, ha il diritto di ottenere una copia della trascrizione della conversazione telefonica che lo riguarda. A chiarirlo è stata la quinta sezione del Tar Campania con la sentenza 7475/06 depositata lo scorso 13 luglio e qui leggibile nei documenti correlati . I giudici partenopei hanno accolto il ricorso di un medico convenzionato di continuità assistenziale, una guardia medica, che a maggio del 2005 aveva ricevuto una chiamata dalla stazione dei Carabinieri di Fonteblanda, in provincia di Grosseto, per valutare la capacità di intendere e di volere di una persona appena fermata. Il medico, tuttavia, si rifiutava di intervenire sostenendo che la valutazione richiesta costituiva una prestazione specialistica di psichiatria che non rientrava nei suoi compiti. In seguito, l'Asl di Grosseto aveva aperto nei confronti del sanitario un procedimento disciplinare. Il medico, quindi, per difendersi aveva chiesto una copia della trascrizione della conversazione telefonica che l'Azienda sanitaria locale aveva, però respinto poiché le intercettazioni conterebbero dati sensibili in ordine allo stato della persona fermata. Di diverso avviso i magistrati amministrativi. Del resto, ha aggiunto il Tar campano, se è vero che nel caso di atti idonei a rivelare l'origine razziale ed etnica, le convinzioni religiose, politiche, lo stato di salute o la vita sessuale di terzi, l'articolo 16 comma 2 D.Lgs 135/99 ora articolo 60 D.Lgs 196/03 prescrive che l'accesso è possibile solo se il diritto che il richiedente deve far valere o difendere è di rango almeno pari a quello della persona cui si riferiscono i dati stessi, tuttavia, tale giudizio di bilanciamento deve essere effettuato dal Giudice solo in presenza di concrete e non altrimenti ovviabili ragioni di conflitto, cioè quando, in considerazione dell'oggetto dell'istanza di accesso, l'ostensione degli atti richiesti comporterebbe un sicuro ed inevitabile pregiudizio della privacy dei terzi . Inoltre, hanno concluso i giudici napoletani, tale ineludibile situazione di conflitto non si rinviene poiché il ricorrente dichiara di aver interesse ad accedere alla copia della trascrizione de qua solo al fine di appurare l'effettiva tipologia di intervento che gli è stato richiesto . Per cui tale richiesta potrà essere soddisfatta senza alcun pregiudizio per la riservatezza della persona fermata dai Carabinieri. cri.cap

Tar Campania - Sezione quinta -sentenza 15 dicembre 2005 - 13 luglio 2006, n. 7475 Presidente D'Alessandro - relatore Palatiello Ricorrente Persico Fatto Il dott. Pasquale Persico presta servizio presso la A.S.L. 9 di Grosseto quale medico convenzionato di Continuità Assistenziale Guardia Medica . In data 10.7.2005, intorno alle ore 21 e 35, la Stazione dei Carabinieri di Fonteblanda chiamava la Centrale Operativa del 118 chiedendo l'invio di un medico al fine di valutare la capacità di intendere e di volere di una persona appena fermata. L'operatore di Centrale in servizio, alle ore 21 e 39 circa, contattava telefonicamente il dott. Pasquale Persico, il quale, tuttavia, si rifiutava di intervenire sostenendo che la valutazione richiesta costituiva prestazione specialistica di psichiatria non rientrante nei suoi compiti. A seguito dell'accaduto, la Centrale Operativa del 118 inviava una relazione all'Ufficio Servizio Continuità Assistenziale della A.S.L. Grosseto n. 9 sollecitando l'adozione delle più opportune iniziative disciplinari nei confronti del ricorrente. Al fine di predisporre le proprie difese in sede disciplinare e giudiziaria il dott. Persico, con istanze in data 5.8.2005 ed in data 16.9.2005, chiedeva copia della trascrizione della conversazione telefonica avvenuta il giorno 10.7.2005 alle ore 21,39 circa tra lui, l'operatore di Centrale Operativa 118 in servizio e la dott.ssa Iulia Segatori. Il Direttore Generale dell'Azienda Unità Sanitaria Locale n. 9 di Grosseto, con note in data 22.9.2005 prot. n. 19736 ed in data 1.9.2005 prot. n. 18292, respingeva le istanze in quanto carenti di motivazione e poiché la trascrizione richiesta conterrebbe dati sensibili circa lo stato di salute della persona fermata. Il dott. Pasquale Persico, con ricorso notificato il 15/10/05 e depositato il 5/11/05, ha impugnato tali dinieghi, chiedendone l'annullamento per violazione degli articoli 21,24, 97 e 98 della Costituzione violazione e falsa applicazione degli articoli 3 e 22 e ss. legge 241/90, dell'articolo 60 D.Lgs 196/03 del vigente accordo collettivo nazionale per la disciplina dei rapporti con i medici di medicina generale eccesso di potere per assoluto difetto dei presupposti di fatto e di diritto difetto di motivazione errore nei presupposti assunti e per sviamento. Benché ritualmente intimata, la A.S.L. Grosseto n. 9 non si è costituita in giudizio All'udienza del 15 dicembre 2005 il ricorso è stato trattenuto in decisione. Diritto Come esposto in narrativa, con il ricorso in trattazione, il dott. Pasquale Persico -medico convenzionato di Continuità Assistenziale Guardia Medica presso la postazione AlbiniaOrbetelloimpugna le note in data 22.9.2005 prot. n. 19736 ed in data 1.9.2005 prot. n. 18292, con le quali il Direttore Generale dell'Azienda Unità Sanitaria Locale n. 9 di Grosseto ha respinto le sue istanze in data 5.8.2005 ed in data 16.9.2005, intese ad ottenere il rilascio ex articolo 25 legge 241/90 di copia della trascrizione della conversazione telefonica avvenuta il giorno 10.7.2005 alle ore 21,39 circa, tra il medesimo ricorrente, l'operatore di Centrale Operativa 118 in servizio e la dott.ssa Iulia Segatori. La domanda di accesso è stata respinta in quanto carente di motivazione e poiché la trascrizione richiesta conterrebbe dati sensibili circa lo stato di salute della persona fermata. A sostegno del gravame, il dott. Persico deduce di essere portatore di un interesse personale e concreto alla conoscenza del contenuto della trascrizione de qua al fine di poter allestire le più opportune difese in sede disciplinare ed in sede giudiziaria e che la richiesta di intervento è stata effettuata dalla Stazione dei Carabinieri di Fonteblanda senza indicare il nominativo dell'utente, né dati idonei a rivelarne lo stato di salute onde non sussisterebbe alcuna esigenza di tutela della riservatezza di terzi incompatibile con l'istanza di accesso. Il ricorso è fondato. Ed invero, l'articolo 2 Dpr 352/92 -applicabile ai fatti di causa ratione temporis-, in puntuale applicazione del disposto dell'articolo 22, legge 241/90, esige, quale presupposto necessario per il riconoscimento del diritto di accesso, la titolarità, in capo all'istante, di un interesse personale e concreto per la tutela di situazioni giuridicamente rilevanti . Nella fattispecie, contrariamente a quanto asserito dall'azienda resistente, tale interesse è stato puntualmente evidenziato nell'istanza di accesso in data 16.9.2005, nella quale il ricorrente ha manifestato l'intenzione di acclarare quanto realmente avvenuto per la difesa in ogni sede dei propri diritti anche professionali e di immagine . ciò che deve ritenersi più che sufficiente ai fini della legittimazione a proporre l' actio ad exhibendum, ove si consideri che l'articolo 24, comma 7, legge 241/90 garantisce in modo specifico l'accesso ai documenti amministrativi la cui conoscenza sia necessaria per curare o per difendere i propri interessi giuridici . Quanto alla seconda ragione di diniego, incentrata sul rilievo che la trascrizione richiesta conterrebbe dati sensibili circa lo stato di salute della persona fermata, osserva il Collegio che, se è vero che nel caso di atti idonei a rivelare l'origine razziale ed etnica, le convinzioni religiose, politiche, lo stato di salute o la vita sessuale di terzi, l'articolo 16 comma 2 D.Lgs 135/99 ora articolo 60 D.Lgs 196/03 prescrive che l'accesso è possibile solo se il diritto che si intende tutelare con la domanda di ostensione che il richiedente deve far valere o difendere è di rango almeno pari a quello della persona cui si riferiscono i dati stessi cfr., CdS, sesta, 1896/05 , tuttavia, tale giudizio di bilanciamento tendenzialmente pendente a favore delle ragioni di riservatezza dei terzi deve essere effettuato dal Giudice solo in presenza di concrete e non altrimenti ovviabili ragioni di conflitto, cioè quando, in considerazione dell'oggetto dell'istanza di accesso, l'ostensione degli atti richiesti comporterebbe un sicuro ed inevitabile pregiudizio della privacy dei terzi. Nella fattispecie tale ineludibile situazione di conflitto non si rinviene poiché il ricorrente dichiara di aver interesse ad accedere alla copia della trascrizione de qua solo al fine di appurare l'effettiva tipologia di intervento che gli è stato richiesto Trattamento Sanitario Obbigatorio o valutazione della capacità di intendere o di volere della persona fermata dai Carabinieri onde tale richiesta potrà essere soddisfatta senza pregiudizio per la riservatezza della persona fermata dai Carabinieri attraverso l' esibizione di una copia della trascrizione della telefonata in questione privata -mediante apposizione di opportuni omissis - di ogni riferimento idoneo a svelare l'identità del soggetto per il quale venne richiesto l'intervento. Gli altri medici coinvolti nella vicenda dott.ssa Segatori e dott.ssa Marsini non appaiono portatori di qualificate esigenze di tutela della privacy ad essi personalmente riferibili, ostative all'accesso, il quale, peraltro, al di là delle ipotesi tassative di cui all'articolo 60 D.Lgs 196/03, prevale sulla riservatezza dei terzi Per il resto, nella fattispecie, sussistono tutti i presupposti soggettivi ed oggettivi del diritto d'accesso l' actio ad exhibendum è stata proposta nei confronti di una A.S.L., che è senz'altro un ente pubblico ascrivibile al novero dei soggetti di cui all'articolo 23, legge 241/90 tenuti all'osservanza delle norme in materia di accesso e l' atto di cui è stata chiesta l'esibizione e cioè la copia della trascrizione della conversazione telefonica avvenuta il giorno 10.7.2005 alle ore 21,39 circa, tra il ricorrente, l'operatore di Centrale Operativa 118 in servizio e la dott.ssa Iulia Segatori è qualificabile come atto interno funzionale alla cura di pubblici interessi, in quanto tale rientrante nella nozione di documento amministrativo di cui all'articolo 22, comma 1, lett. d legge 241/90, come sostituito dall'articolo 15/2005 Va pertanto ordinata, nei confronti della A.S.L. Grosseto 9 l'esibizione previa eliminazione -mediante apposizione di opportuni omissis - di ogni riferimento idoneo a svelare l'identità della persona fermata dai Carabinieri di Fonteblanda di copia della trascrizione della conversazione telefonica avvenuta il giorno 10.7.2005 alle ore 21,39 circa, tra il ricorrente, l'operatore di Centrale Operativa 118 in servizio e la dott.ssa Iulia Segatori, con le modalità previste dall'articolo 7 del Dpr 184/06 ciò nel termine di giorni trenta dalla comunicazione della presente decisione in via amministrativa o dalla notificazione a cura di parte, se anteriore. In ossequio al principio della soccombenza le spese di lite sono poste a carico della A.S.L. Grosseto 9 nella misura indicata in dispositivo mentre nei rapporti tra il ricorrente e le altre parti possono essere integralemnte compensate. PQM Il Tar per la Campania, Napoli, Sezione Quinta, definitivamente pronunciando sul ricorso 7536/05 indicato in epigrafe, lo accoglie e, per l'effetto, ordina l'esibizione della documentazione richiesta nei limiti e con le modalità indicate in motivazione Condanna la A.S.L. Grosseto 9 a rifondere al ricorrente le spese, gli onorari e le competenze del presente giudizio, che si liquidano in complessivi Euro 1.000,00 =mille,00 oltre I.V.A. e C.P.A. come per legge. Compensa le spese tra il ricorrente e le altre parti. ?? ?? ?? ?? 1