Regime fiscale, le pertinenze seguono le sorti dei beni principali

Esteso per la prima volta al sistema tributario una regola cardine di quello civile

di Debora Alberici Anche per gli aspetti fiscali le pertinenze seguono le sorti dei beni principali. Infatti, entrambe sono soggette allo stesso regime giuridico ed è per questo che è possibile e lecito detrarre la quota di ammortamento di un terreno pertinenza che non può essere scissa da quella del capannone. Lo ha affermato la Corte di cassazione con la sentenza 3516/06, depositata il 17 febbraio e qui leggibile tra gli allegati. L'importanza della pronuncia in rassegna sta nel fatto che ha esteso, per la prima volta al sistema tributario, una regola cardine di quello civile. E cioè che le pertinenze non hanno propria autonomia ma seguono la sorte dei beni principali. Sulla base di queste premesse è stato respinto il ricorso del ministero delle Finanze. Per risolvere il problema il collegio ha ripercorso una serie interessante di norme fiscali fra cui, la più esplicita, in tema di imposta di registro le pertinenze sono soggette alla disciplina del bene principale . Non sono mancati neppure i riferimenti ad alcuni articoli del Tuir secondo cui non si considerano produttive di reddito dominicale ed agrario i terreni che costituiscono pertinenza dei fabbricati urbani . Infatti, hanno concluso i giudici della quinta sezione, dalla lettura di detti articoli si evince che le pertinenze, anche nel sistema tributario, non hanno una propria autonomia né autonoma disciplina ma seguono il regime dei beni principali e ciò risulta chiaramente per quanto attiene alla regolamentazione dell'imposizione fiscale del reddito allo stesso modo gli stessi beni devono seguire lo stesso regime giuridico anche in tema di imposizione fiscale del reddito d'impresa comprensivo delle previste detrazioni . Il caso nasce da un avviso con cui l'amministrazione finanziaria recuperava a reddito, ai fini Irpef, tra gli altri costi, la quota di ammortamento di un capannone con un terreno circostante. Su ricorso del contribuente la commissione provinciale aveva annullato l'avviso deducendo l'utilizzazione del capannone, comprensivo del terreno circostante, pertinenza la cui quota di ammortamento, aveva detto, non può essere scissa da quella del capannone. Decisione, questa, confermata in secondo grado e in sede di legittimità.

Cassazione - Sezione tributaria - sentenza 19 dicembre 2005-17 febbraio 2006, n. 3516 Presidente Saccucci - Relatore Marigliano Pm Destro - conforme - Ricorrente ministero delle Finanze - Controricorrente Ridolfi Fatto L'ufficio distrettuale II.DD di Terni recuperava a reddito, ai fini Irpef, per l'esercizio 1991, nei confronti di Ridolfi Giorgio, tra gli altri costi, la quota di ammortamento di un capannone con terreno circostante. Ricorreva il contribuente e la Ctp di Terni accoglieva il ricorso deducendo che l'utilizzazione del capannone, comprensivo del terreno circostante, pertinenza la cui quota di ammortamento non può essere scissa da quella del capannone, ai sensi dell'articolo 67 Dpr 917/86, costituisce il presupposto per il riconoscimento della deducibilità dell'ammortamento . Su gravame dell'Ufficio la Ctr dell'Umbria confermava la sentenza di primo grado. Avverso detta decisione propone ricorso per cassazione il ministro delle Finanze sulla base di un unico motivo. Resiste con controricorso il contribuente. Diritto Con l'unica doglianza l'Amministrazione finanziaria dello Stato deduce la violazione e falsa applicazione dell'articolo 67 Dpr 917/86, nonché illogica ed insufficiente motivazione per avere ritenuto la Ctr ammortizzabile il terreno circostante al capannone anche se i terreni non sono per loro natura suscettibili di perdita o di deterioramento e, pertanto, non rientrano nella categoria dei beni ammortizzabili, tanto più che non sono compresi nelle tabelle emanate in applicazione della norma citata. Né, peraltro, può giustificarsi detta tesi solo sulla base del vincolo pertinenziale, dato che i principi di cui all'articolo 917 Cc riguardano solo i rapporto di diritto civile e non sono estensibili al settore tributario. Il ricorso è infondato e deve essere respinto. La Ctr, con apprezzamento di fatto insindacabile in questa sede di legittimità in quanto esente da incongruità o illogicità, ha accertato la natura pertinenziale del terreno rispetto al capannone indus triale cui accedeva e, sulla base di tale vincolo, ha ritenuto che la pertinenza dovesse avere lo stesso regime giuridico del bene principale. Tale tesi è condivisibile in quanto, a differenza di quanto affermato dall'Amministrazione finanziaria ricorrente, non risponde a verità che il regime previsto dall'articolo 917 Cc riguardi solo i rapporti di diritto civile e non sia estensibile anche al settore tributario. Per comprovare questa affermazione basta scorrere alcune norme del diritto tributario quali gli articoli 24, 29, 33 e 39 Dpr 917/86, relativi alle imposte sui redditi di beni immobili, che, rispettivamente, così statuiscono Non si considerano produttive dei reddito dominicale ed agrario i terreni che costituiscono pertinenze di fabbricati urbani Articolo 24, comma 2, e 29 comma 4 Dpr cit. Per unità immobiliari urbane si intendono i fabbricati e le altre costruzioni stabili e le loro porzioni suscettibili di reddito autonomo. Le aree occupate dalle costruzioni e quelle che ne costituiscono pertinenze si considerano parti integranti delle unità immobiliari articolo 33, comma 2 Dpr 917 Non si considerano produttive di reddito di fabbricati le costruzioni o porzioni di costruzioni rurali e le relative pertinenze, appartenenti articolo 39 Dpr 917 ed ancora l'articolo 17, comma 3 legge 97/1994 Le costruzioni rurali e relative pertinenze destinate ad agriturismo in terreni montani sono assimilati alle costruzioni di cui all'articolo 39 Dpr 917/86 e, persino più chiaramente, l'articolo 23, comma 3 Dpr 131/86, sull'imposta di registro Le pertinenze sono soggette alla disciplina del bene principale . Dalla lettura di detti articoli di legge si evince che le pertinenze, anche nel sistema tributario, non hanno una propria autonomia né autonoma disciplina ma seguono il regime dei beni principali e ciò risulta chiaramente per quanto attiene alla regolamentazione dell'imposizione fiscale del reddito, da sopra evidenziato allo stesso modo gli stessi beni devono seguire lo stesso regime giuridico anche in tema di imposizione fiscale del reddito d'impresa comprensivo delle previste detrazioni. Peraltro l'altra censura avanzata da parte ricorrente che le pertinenze, costituite da terreno, non rientrerebbero tra i beni ammortizzabili perché non deteriorabili non risponde a verità in quanto anche un'area scoperta è suscettibile di manutenzione ed a maggior ragione un'area pertinenziale di un capannone industriale verosimilmente destinato a deposito, a parcheggio ed alla manovra di camions ed altri veicoli industriali. È, infine, inammissibile per genericità e mancanza di autosufficienza la censura con la quale si sostiene che i terreni non sarebbero compresi nelle tabelle emanate in applicazione della norma di cui si sostiene la violazione. Parte ricorrente, infatti, non ha nemmeno indicato gli estremi nel Dm al quale faceva riferimento, obliterando, peraltro, che l'articolo 16 Dpr 600/73 relativo all'accertamento nel disciplinare il registro dei beni ammortizzabili fa riferimento a beni immobili senza alcuna specificazione od esclusione. Conclusivamente il ricorso deve essere respinto. Si ritiene equo compensare le spese del giudizio, data la novità della controversia. PQM La Corte rigetta il ricorso e compensa le spese.