Multe milionarie per il ""cartello"" italiano sul mercato del tabacco

Sono state inflitte per complessivi 56 milioni di euro a quattro aziende di trasformazione che per oltre sei anni hanno determinato collusivamente i prezzi da pagare a produttori e intermediari nonchè la ripartizione dei fornitori

La Commissione europea ha inflitto un'ammenda a quattro trasformatori italiani di tabacco per un totale di 56 milioni di euro per aver determinato collusivamente e per oltre 6 anni i prezzi da pagare ai produttori e ad altri intermediari, nonché la ripartizione dei fornitori. Questo tipo di collusione è vietato dal trattato CE che proibisce all'articolo 81 le pratiche restrittive della concorrenza i trasformatori in questione sono Deltafina, Dimon ridenominata Mindo , Transcatab e Romana Tabacchi. La Commissione ha anche inflitto ammende di lieve entità a Apti e a Unitab l'Associazione italiana dei trasformatori di tabacco e, rispettivamente, l'Associazione italiana dei produttori di tabacco per aver svolto negoziazioni collettive in materia di prezzi. La cultura del cartello deve essere estirpata da tutti i settori e l'agricoltura non è un'eccezione. L'anno scorso la Commissione ha inflitto ammende a 5 produttori di tabacco spagnoli. Poiché l'Italia è il più grande produttore di tabacco greggio in Europa, la decisione odierna è ancora più significativa , ha commentato Neelie Kroes, commissario per la Concorrenza. Tra il 1995 e il 2002 i principali trasformatori di tabacco in Italia hanno agito in collusione per quanto riguarda la loro strategia di acquisti complessiva, concordando tra di loro i prezzi di acquisto e ripartendosi su base preferenziale o esclusiva i fornitori sia i produttori che i cosiddetti imballatori terzi, ossia intermediari che forniscono soltanto il trattamento iniziale del tabacco . Inoltre hanno concordato le loro offerte in vista delle aste pubbliche organizzate dallo Stato per la vendita di tabacco nel 1995 e nel 1998. Dopo la prima trasformazione, il tabacco può essere venduto ai fabbricanti di prodotti tabacchicoli in particolare sigarette . I contatti e gli accordi illegali tra i trasformatori di tabacco erano frequenti e sono proseguiti per l'intera durata dell'infrazione. A partire dal 1999 si sono svolte negoziazioni pubbliche tra Apti e Unitab in merito ai prezzi minimi da inserire nei contratti di coltivazione all'inizio di ogni stagione. Tuttavia i trasformatori hanno continuato ad agire in collusione per quanto concerne sia i prezzi finali che avrebbero pagato alla consegna del tabacco che la ripartizione dei fornitori. Il comportamento di tutte le società suindicate è stato radicalmentediverso dalle misure richieste dall'Organizzazione comune del mercato del tabacco greggio istituita nel quadro della politica agricola comune. Tuttavia la Legge italiana n. 88/1988, che prevede la negoziazione collettiva dei prezzi minimi nel settore agricolo, ha chiaramente influito sul comportamento di Apti e Unitab. Per tale motivo a questi due soggetti è stata inflitta un ammenda di soli 1 000 euro. Dato che il comportamento dei trasformatori costituisce un'infrazione molto grave all'articolo 81 del trattato CE, la decisione ha inflitto le seguenti ammende Deltafina 30 milioni di euro Transcatab 14 milioni di euro Mindo Dimon 10 milioni di euro Romana Tabacchi 2,05 milioni di euro. Le ammende comminate a Mindo e Transcatab sono state ridotte in base alla comunicazione della Commissione del 2002 sul trattamento favorevole rispettivamente del 50 e del 30% . A Deltafina è stata concessa l'immunità condizionale all'inizio della procedura in base alla comunicazione sul trattamento favorevole, ma la decisione attuale nega l'immunità finale a causa di una grave violazione, da parte di Deltafina, degli obblighi di cooperazione ad essa incombenti. Infatti, dopo aver ricevuto l'immunità condizionale, Deltafina ha rivelato ai suoi principali concorrenti che aveva presentato richiesta di trattamento favorevole alla Commissione. Ciò è accaduto prima che la Commissione potesse effettuare accertamenti a sorpresa, per cui quando gli accertamenti hanno avuto luogo, la maggior parte delle società interessate erano già al corrente dell'esistenza dell'indagine della Commissione. Ciononostante, tenuto conto delle circostanze specifiche del caso, la decisione riconosce l'effettivo contributo di Deltafina all'individuazione dell'infrazione dei trasformatori e lo considera un fattore atto a giustificare una riduzione dell'ammenda inflitta. È la seconda volta che la Commissione adotta una decisione concernente ammende nel settore del tabacco greggio. Nell'ottobre del 2004 la Commissione aveva inflitto ammende all'Associazione dei produttori e trasformatori in Spagna.