Pubblicità ingannevole: una volta scoperta o si smette... o si paga

Scatta per la prima volta una procedura con le nuove adeguate sanzioni per inottemperanza ai provvedimenti del Garante. Riguarda un'enfatica pubblicità sul lancio del digitale terrestre ancora on-line alcuni mesi dopo le bacchettate dell'Authority

Prima applicazione, da parte dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, della nuova normativa sulla pubblicità ingannevole che consente di irrogare sanzioni pecuniarie da diecimila a cinquantamila euro in caso di inottemperanza alle delibere dell'Autorità stessa. È stato infatti avviato il procedimento per l'eventuale sanzione nei confronti dell'Associazione Italiana per lo Sviluppo del Digitale Televisivo Terrestre. Con un provvedimento del 14 ottobre 2004 l'Antitrust aveva infatti ritenuto che la pubblicità contenuta sul sito Internet dell'Associazione Italiana fosse pubblicità ingannevole vedere anche nella sezione Arretrati nell'edizione del 3 novembre 2004 in quanto presentava un contenuto informativo gravemente carente per chiarezza e completezza , soprattutto considerando l'omessa indicazione della natura, al momento solo sperimentale, del servizio televisivo offerto e della consequenziale carente copertura territoriale del segnale a fronte della grande enfasi conferita alle pretese caratteristiche di attualità, generale fruibilità e gratuità della televisione digitale terrestre . Era stata conseguentemente vietata ogni ulteriore diffusione del messaggio ingannevole senza però prevedere sanzioni perché all'epoca la Legge numero /2005, nota come la legge Giulietti, non era ancora entrata in vigore . Sulla base delle denunce presentate il 24 e il 26 maggio 2005 dal movimento Difesa del Cittadino e da Adiconsum, l'Autorità ha però accertato che in quei due giorni sul sito continuava ad essere presente la pubblicità censurata. Di qui l'apertura del procedimento per inottemperanza che dovrà concludersi entro 120 giorni dall'avvenuta notifica alle parti. Il procedimento aperto rappresenta il primo caso nel quale l'Autorità può utilizzare i nuovi strumenti sanzionatori riconosciuti dalla nuova legge nei casi di ripetuta inottemperanza si può arrivare fino alla sanzione della sospensione dell'attività dell'impresa. La nuova legge prevede inoltre sanzioni per pubblicità ingannevole che possono variare da mille a centomila euro, tenuto conto della gravità e della durata della violazione. Nel caso dei messaggi pubblicitari ingannevoli che riguardino bambini e adolescenti o prodotti pericolosi la sanzione minima prevista è di venticinquemila euro.