Riforma salernitana del processo civile: abrogate le udienze

A Salerno funziona si fa per dire solo il penale per decreto del presidente del tribunale. Avvocati civilisti e magistrati prima trasferiti in un asilo, poi in aule già occupate infine bloccati. Una vicenda sconcertante con un ministero latitante

Anticipiamo la conclusione, consapevoli che alcuni ed è già tanto leggeranno solo le prime righe Diritto e Giustizia nell'interesse del diritto, e della giustizia, chiede al Guardasigilli ingegnere e al magistrato responsabile dell'ufficio ispettivo di via Arenula di disporre un'ispezione straordinaria al tribunale di Salerno. Per facilitare il compito per la serie mi può dare un aiutino ricapitoliamo l'oggetto dell'ispezione una storia che all'inizio era sconcertante, è diventata drammatica trasformandosi poi in grottesca e infine in un'ignobile farsa. Una farsa della quale potrebbe e dovrebbe interessarsi anche il Consiglio superiore della magistratura la commissione per l'organizzazione degli uffici giudiziari ora che si è ripreso dalle fatiche della telenovela per il superprocuratore. Sono quasi cinque mesi che le udienze civili del tribunale di Salerno sono sospese un decreto del presidente del tribunale il numero 463 del 20 ottobre le ha bloccate tutte dopo un precedente periodo di fermo biologico disposto con un precedente provvedimento fino al 5 novembre ad eccezione delle udienze presidenziali e di quelle relative ai procedimenti cautelari. Ma è molto probabile che il 5 novembre il problema non sarà risolto neanche un po'. E perché a Salerno non si può fare udienza? Si chiederanno i nostri piccoli lettori. Allora c'era una volta il tribunale civile di Salerno le aule erano scalcagnate e malconce un po' come dappertutto in un Mezzogiorno dove la giustizia lascia spesso il posto alle regole del Far West ma si tirava avanti. Prologo Un giorno, qualche tempo fa, si decide vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole, Divina Commedia, Inferno, Canto V che le udienze civili non si svolgeranno più nel tribunale, ma in un asilo voleva essere una metafora satirica? . Lo sconcerto Comincia così un calvario per giudici e avvocati sempre aule sono, quelle dell'asilo, ma destinate ad altro. E poi c'è da convivere con bambini, mamme, maestri e maestre, bidelli dividersi gli spazi non è facile. Le udienze solo formalmente si svolgono nelle aule dell'asilo ma in realtà si organizzano delle pantomime nel parcheggio, con i fascicoli appoggiati sulle auto, con i verbali compilati e sottoscritti senza più alcuna forma una sorta di futurismo della giustizia, una destrutturazione che potrebbe essere filosofica se non fosse fuorilegge perdete ogni speranza o voi ch'entrate, Divina Commedia, Inferno, Canto III . Il paradosso è didascalico per amministrare la legge si vìola la legge. Capitolo primo A febbraio scorso il primo allarme si dice che le aule della scuola stiano per crollare giustizia e istruzione, insieme, non possono che causare crolli e disastri . Per tre settimane tutto fermo bisogna verificare. L'allarme rientra ma i cancellieri no l'orario di apertura delle cancellerie viene ridotto in autonomia ah, la devolution perché il personale deve smaltire l'arretrato. Si arriva alla rivolta degli avvocati che forzano il blocco, proprio come i no global. Capitolo secondo Un allarme tira l'altro, come le ciliegie, e a luglio cominciano i lavori a quello che pomposamente e burocraticamente viene definito il plesso civile volgarmente detta scuola . Per fare spazio agli operai del mattone gli operai del diritto traslocano armi e bagagli tutti i processi, le cartelline, i documenti che formano tutti i fascicoli, vengono ordinatamente - più o meno - riposti in grandi scatole che rischiano di rompersi e spostati ah, già - devono aver pensato - e dove li spostiamo? Idea! Nelle aule penali. Ma come? Lì non ci sono i giudici, i cancellieri e gli avvocati del penale? Beh, insomma, aggiungi un posto a tavola. Tavole vecchie il palazzo di giustizia del penale non è che versi in condizioni migliori Il dramma Ci si rende conto che tutte quelle carte nelle scatole non possono essere tirate fuori facilmente e allora un provvidenziale ordine della presidenza stabilisce che gli avvocati possono accedere ai fascicoli solo presentando una richiesta al presidente del tribunale, dimostrando l'urgenza, e solo allora il cancelliere viene autorizzato a mettere le mani nella scatola. Ma non sono ammessi motivi d'urgenza del tipo devo pur lavorare altrimenti non mangio e il cliente mi picchia. In pratica non si riesce a far nulla. Il grottesco Dopo qualche giorno ci si accorge che nemmeno le udienze urgenti vanno a buon fine giudici e avvocati sono costretti a umilianti peregrinazioni tra corridoi ingolfati di scrivanie, sedie, scatole, carte ammonticchiate, alla ricerca di un'aula libera dai giudici penali. A volte si ammassano, tre o quattro giudici civili, in una stessa aula per me si va tra la perduta gente, Divina Commedia, Inferno, Canto III con decine di avvocati, testimoni, cancellieri, attori non nel senso di saltimbanchi, quelli stanno altrove , convenuti tutti insieme appassionatamente. E qualche altra volta la ricerca di un angolino libero non porta buoni frutti udienza rinviata d'ufficio a data da destinarsi. Capitolo terzo Trascorsa l'estate, tutto il formicaio della giustizia torna ad affacciarsi nelle aule civili sono finiti i lavori? Quasi, un po' di pazienza. Pochi giorni dopo il 20 settembre arriva il via libera guardate che bei locali che vi abbiamo preparato! Qui sì che si farà giustizia! Insomma In ogni caso ora possiamo riprendere a lavorare? Eh, si fa presto a dire. Ora dobbiamo rimettere a posto tutte quelle carte, altrimenti come si fa? Intanto le udienze proseguono - è un eufemismo - nelle aule penali. Si tenta di andare avanti un mese, poi il 21 ottobre nuovo decreto del presidente tutto fermo fino al 5 novembre. Come dire cari avvocati, se non smettete di stare tra i piedi qua non si combina nulla. Su, a casa, sciò! sciò! Certo, il decreto, è bene ribadirlo, non ferma i procedimenti cautelari e le attività urgenti per queste ci si può rivolgere ad un presidio delle cancellerie civili che continua a vegetare negli uffici del penale. Una specie di buco nero che inghiottisce qualunque atto di qualsiasi avvocato e c'è da pregare affinché un giorno ricompaia, magari per sbaglio, da qualche parte. L'ignobile farsa Il giorno prima dell'ultimo decreto di blocco, il presidente dell'Ordine degli avvocati ha convinto il presidente del tribunale per un sopralluogo ma venite a vedere in che condizioni stiamo! Insieme, è arrivata anche la stampa. C'erano giornalisti e telecamere il presidente del tribunale è andato su tutte le furie, non solo ha impedito alla telecamere di riprendere e fin qui è bene sapere che è nelle sue facoltà ma ha anche impedito ai giornalisti di fare domande, minacciando di chiamare i carabinieri. Purtroppo i giornalisti si sono fatti intimidire avrebbero dovuto farli chiamare davvero, i carabinieri e sono andati via. Questo è molto grave. Davvero molto grave. Non si fa. Proprio non si fa. Purtroppo l'Ordine dei giornalisti della Campania non è intervenuto. L'Ordine dei giornalisti della Campania interviene molto di rado, in queste circostanze. Epilogo? Il 5 novembre, sabato dunque il 7 novembre, lunedì tutto dovrebbe tornare alla normalità. Oggi siamo ancora ben lontani dalla normalità. Anche se ciò dovesse accadere, ripetiamo che un'ispezione che chiarisca cosa è successo fino ad ora e perché è necessaria. Noi, in ogni caso, il 7 novembre vi informeremo su cosa è successo. E ci auguriamo che qualcuno chiami i carabinieri. Roberto Ormanni