Civilisti e penalisti, dieci giorni di sciopero contro il decreto Bersani

L'avvocatura per la prima volta compatta decide di scendere in campo contro l'abrogazione delle tariffe minime e la possibilità di fare pubblicità. Mastella si dice pronto al dialogo

Dieci giorni di sciopero per l'Avvocatura contro il decreto Bersani. Ieri l'assemblea del Consiglio nazionale forense, allargata ai presidenti degli Ordini e alle associazioni forensi, ha dato mandato all'Organismo unitario dell'avvocatura di indire dieci giorni di astensione dalle udienze dal 10 al 21 luglio prossimo la delibera è leggibile tra i documenti correlati . Un'avvocatura compatta e molto combattiva contro il provvedimento licenziato dal Consiglio dei ministri del 30 giugno scorso. Era il minimo che si potesse fare ha detto il segretario del Cnf Giuseppe Bassu, che si è detto molto preoccupato per il futuro e spaventato per come vengono affrontate le cose e per come vengono mantenute le promesse del programma . Nell'intestazione del decreto s legge testualmente - ha continuato Bassu - che si tratta di misure per il mercato. Ecco noi avvocati non facciamo parte del mercato . Tutti d'accordo con la protesta più dura, come ha spiegato anche il presidente dell'Oua Michelina Grillo La posizione dell'avvocatura è stata unanime nel dare mandato all'Oua perché confermi l'astensione non è un problema corporativo, perché noi siamo per la modernizzazione della professione purché l'avvocatura sia coinvolta nella riforma. Di questo decreto non ci piace innanzitutto il metodo, la mancata concertazione . Una mancanza di concertazione che in realtà ha lamentato persino il ministro della Giustizia Clemente Mastella, per questo Grillo si augura che almeno il Guardasigilli si avvicini alle posizioni degli avvocati. Effettivamente, alla notizia dello sciopero degli avvocati, Mastella ha reso noto che la sua disponibilità sulla strada del confronto e del dialogo non verrà mai meno l'obiettivo del ministro è quello di individuare le vie a seguire nella riqualificazione degli ordini professionali, che nessuno vuole in alcun modo mettere in discussione . Se infine, sarà necessario arrivare al più presto ad un incontro, Mastella si è detto pronto sin d'ora . Le richieste dell'avvocatura sono chiare ritirare i passaggi più controversi, non ultimo quello sulle spese di giustizia che tagliano drasticamente i fondi e riaprire il confronto. Una battaglia che adesso si sposterà in Parlamento, dove il decreto dovrà essere convertito. All'assemblea di ieri erano presenti tutti, dall'Unione delle camere penali all'Associazione italiana giovani avvocati all'Associazione nazionale forense. Il presidente dell'Aiga, Valter Militi ha chiesto un passo indietro al Governo perché le norme non vanno di sicuro a favore dei giovani avvocati come qualcuno ha voluto far credere. L'Anf ha appoggiato la protesta purché la manifestazione sia anche accompagnata da una piattaforma concreta di proposte da consegnare all'esecutivo. Anche le Camere penali condividono le ragioni della protesta purché siano sempre nel rispetto delle regole che la commissione di garanzia detta. Presente all'assemblea allargata anche alcuni deputati-avvocati come l'ex presidente del Cnf Emilio Nicola Buccico, oggi senatore per An, l'ex sottosegretario Maria Grazia Siliquini An e l'ex Guardasigilli Fabrizio Biondi Fi che ovviamente, rappresentando attualmente la minoranza in Parlamento, hanno promesso battaglia al provvedimento governativo. Nei prossimi giorni si vedrà come la discussione parlamentare evolverà e soprattutto se la Commissione i garanzia darà l'autorizzazione allo sciopero così a stretto giro. p.a.

Assemblea generale degli Ordini forensi Deliberato 5 luglio 2006 L'Assemblea generale degli Ordini Forensi, convocata in Roma alla presenza del Consiglio Nazionale Forense, dell'Organismo Unitario dell'Avvocatura, della Cassa Forense, delle Associazioni Forensi, in relazione al Dl 223/2006 Fa proprio il documento pubblicato dal Consiglio Nazionale Forense nel Corriere della Sera del 4 luglio u.s. che viene allegato al presente deliberato , che fa riferimento, tra l'altro, alla violazione di diritti costituzionali, nonché la denuncia che il Dl in questione riduce gli stanziamenti per la Giustizia articolo 21 Visto il comma 3 dell'articolo 2 della Regolamentazione provvisoria dell'astensione collettiva degli Avvocati Ritenuta l'indubbia gravità della situazione determinata dall'approvazione del Dl 223/06 e dalle violazioni di diritti e prerogative anche costituzionalmente protetti, si giustifichi l'esclusione del preavviso Delibera un piano generale di mobilitazione dell'Avvocatura che preveda l'astensione dalle udienze civili, penali e amministrative - salvi i procedimenti urgenti e garantendo i servizi essenziali nel rispetto della vigente normativa - con decorrenza da lunedì 10 luglio fino al 21 luglio p.v. compreso, dando mandato all'Organismo Unitario dell'Avvocatura ed alle Associazioni Forensi di procedere alla immediata proclamazione della stessa Invita il Governo ad eliminare, con stralcio dal testo, la parte del Dl che riguarda la professione forense, nonché le norme che dispongono riduzioni degli stanziamenti per la Giustizia Si dichiara disponibile a definire con il ministro della Giustizia un testo di riforma della Professione Forense, una volta stralciate le parti del Dl che riguardano le professioni Da' mandato ad un Comitato generale dell'Avvocatura, composto dal Consiglio Nazionale Forense, dall'Organismo Unitario dell'Avvocatura, dalla Cassa Forense, dalle Associazioni e dagli Ordini Distrettuali di gestire le iniziative che saranno assunte nel corso della protesta Convoca l'Assemblea generale dell'Avvocatura per il giorno 21 luglio p.v. alle ore 10.00 in Roma Invita gli Ordini Forensi ad indire immediatamente Assemblee locali e distrettuali per assumere ulteriori iniziative di contrasto del Dl 223/06.