E adesso per entrare in banca (dipende dove) chiederanno le impronte digitali

La facoltà è concessa, previo avviso ai clienti, in situazioni di rischio che sarebbero, secondo il Garante, legate in prevalenza all'ubicazione dell'istituto bancario e persino alla densità criminale della zona

Per far accedere i clienti le banche possono utilizzare impronte digitali e associarle alle immagini raccolte dalle telecamere soltanto in presenza di effettive situazioni di rischio. Quando si utilizzano tali sistemi, i clienti vanno informati e lasciati comunque liberi di entrare in banca con modalità alternative. I dati raccolti vanno cifrati e le chiavi conservate presso un soggetto indipendente, il vigilatore dei dati . Il Garante per la protezione dei dati personali composto da Francesco Pizzetti, Giuseppe Chiaravalloti, Mauro Paissan e Giuseppe Fortunato ha indicato le regole per l'installazione di sistemi che, a fini di identificazione dei clienti, associano dati biometrici con altri dati personali. Il nuovo provvedimento, di cui è stato relatore Giuseppe Fortunato, segue quello del 2001 e richiama l'attenzione sulle garanzie introdotte dal Codice sulla privacy per i trattamenti di dati che presentano specifici rischi. Queste le regole fondamentali espresse del Garante no all'uso generalizzato di sistemi che associano immagini e impronte digitali per poter installare apparecchiature che consentono l'identificazione delle persone attraverso la combinazione di telecamere e di scanner che raccolgono dati biometrici, occorre che si verifichino condizioni di effettivo rischio ad esesmpio sportelli siti in aree ad alta densità criminale o in aree isolate o posti vicino vie di fuga e che l'obiettivo sia quello esclusivo di elevare il grado di sicurezza di beni e persone. Inoltre le banche dovranno informare i clienti, agli ingressi e all'interno delle agenzie,della presenza di sistemi che acquisiscono impronte digitali e che queste vengono associate con immagini raccolte dalle telecamere. Ai clienti dovrà comunque essere consentito l'accesso all'istituto senza obbligo di prestarsi a tali trattamenti dei dati, ad esempio con l' esibizione di un documento di identificazione. Quanto agli aspetti tecnici, il Garante chiarisce che le telecamere devono essere installate ed orientate in maniera tale da inquadrare esclusivamente l'area di accesso all'istituto di credito. E' sufficiente la raccolta dell'impronta dattiloscopia di una sola delle dita. In ogni caso le immagini e le impronte digitali devono essere crittate prima della loro registrazione in un archivio. Viene inoltre istituito il vigilatore dei dati , un soggetto indipendente esterno alla banca che sarà il depositario delle chiavi crittografiche idonee a decifrare le informazioni conservate dalla banca L'intero processo di cifratura dei dati sarà garantito da questa nuova figura. Ai dati in chiaro - conclude la nota dell'Authority che annuncia il provvedimento - potranno accedere soltanto l'autorità giudiziaria e la polizia. I dati, sia immagini che impronte, dovranno essere cancellati automaticamente - salvo motivi di giustizia o richiesta dell'interessato - entro una settimana. Gli istituti di credito che intendono avvalersi di questi sistemi per il futuro sono tenuti a sottoporre al Garante un'unica richiesta di verifica preliminare per tutti i propri sportelli.