Conti correnti bancari: costi elevati, trasparenza insufficiente, ostacoli alla mobilità

L'Autorità Garante ha concluso l'indagine conoscitiva riscontrando una spesa media molto al di sopra del resto d'Europa. Indicate le misure prioritarie per consentire ai consumatori le scelte migliori più chiarezza e meno vincoli

Un'enorme variabilità potenziale di prezzi da una banca all'altra per la stessa tipologia di conto corrente alla quale non corrisponde però la possibilità del consumatore di scegliere al meglio secondo le proprie necessità, anche per effetto della diffusione dei conti a canone, risultati meno convenienti di quelli al consumo. Sono alcuni degli elementi che emergono dall'indagine conoscitiva sui prezzi alla clientela dei servizi bancari dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Nella conclusione dell'analisi l'Autorità richiama l'esigenza di una reale trasparenza per consentire ai consumatori le scelte migliori, insieme all'eliminazione di tutti gli ostacoli alla mobilità da una banca all'altra. L'indagine conferma che in Italia il costo medio di tenuta e movimentazione del conto corrente è molto alto rispetto agli altri principali paesi UE. La spesa totale annua media ponderata di sistema rilevata in Italia è pari a circa 182 euro all'anno contro un dato europeo molto inferiore in Olanda è meno di 35 euro, in Belgio e UK meno di 65, in Francia meno di 99, in Spagna circa 108 . Si tratta di risultati che confermano la maggiore debolezza del processo competitivo nel nostro settore bancario rispetto agli altri Paesi e l'assenza di incentivi allo sviluppo di un reale gioco concorrenziale. Non è infatti la numerosità degli operatori attivi a garantire condotte aggressive visto che Paesi come Olanda e Belgio hanno il minor numero di gruppi bancari attivi ma anche il più basso livello di spesa media di conto corrente. Il campione dell'indagine - L'analisi è stata condotta sulla base delle risposte ad un questionario, fornite da 72 banche operanti sul territorio nazionale, con copertura del 68% degli sportelli bancari, su dati al 31/03/2006. Sono state identificate 10 tipologie di correntisti, con caratteristiche socioeconomiche diverse, in grado di determinare differenze nel numero e nelle tipologie di servizi bancari e finanziari richiesti si va dal giovane che svolge lavori saltuari, alle famiglie con uno o più redditi, al pensionato solo che effettua poche operazioni. I risultati - Le elaborazioni effettuate indicano una spesa annua che varia a seconda del profilo dei correntisti dai 76,3 euro ai 208,8 euro, con un valore medio di 182 euro vedi tabella 1 . Si tratta peraltro di valori costruiti sulla base di quelle che le stesse banche hanno definito le migliori condizioni applicabili al profilo indicato. Dall'indagine è inoltre emerso che i conti correnti a canone, la cui diffusione è aumentata per tutte le tipologie di banche, risultano meno convenienti dei conti a consumo per 9 profili su 10 questi ultimi a parità di uso, presentano la spesa annua più contenuta, seguiti dai conti a canone ad operazioni illimitate e quelli a canone con operazioni limitate vedi tabella 2 . I dati analizzati evidenziano che nella gran parte dei casi i conti a canone non appaiono essere dei pacchetti omnicomprensivi bensì delle formule che hanno prevalentemente la funzione di accorpare le spese di tenuta conto. L'apparente semplificazione nell'offerta di conti così strutturati sembra aver agevolato le banche, da un lato, a collocare conti a prezzi ancora più alti rispetto a quanto il correntista realmente informato sui singoli servizi e sulla propria modalità di utilizzo del conto potrebbe sostenere dall'altro, a rendere più complessa la capacità di scelta del conto da parte del consumatore. Infatti, spesso i conti a canone lasciano a carico del consumatore numerosi servizi di tipico uso del conto bonifici, prelievo contante, incasso assegni, ecc o, viceversa, includono servizi non tipicamente legati al conto polizze assicurative, ad esempio , rendendo così onerosa la valutazione complessiva del conto più conveniente . L'analisi dimostra inoltre che ai conti meno convenienti sono generalmente associati tassi attivi più contenuti e/o tassi passivi più elevati. Paradossalmente dunque più un conto è oneroso in termini di sua tenuta e movimentazione, più non è conveniente per il correntista in termini di tassi di interesse. Possibilità di risparmio considerevoli possono essere realizzati ricorrendo ai conti correnti on-line che consentono di ridurre mediamente di circa il 60% la spesa. Va peraltro considerato che non si tratta di prodotti perfettamente sostituibili. Gli ostacoli alla mobilità della clientela - L'analisi ha permesso di rilevare che il problema centrale è costituito dagli ostacoli alla mobilità dei consumatori si tratta di ostacoli di varia natura, che incidono sia al momento della scelta iniziale che quando si vorrebbe cambiare banca. 1 La scarsa trasparenza - Dall'indagine effettuata emerge che il tipo di informazioni e le modalità di informazione sono tali che il correntista ha difficoltà a selezionare, nella fase iniziale di stipulazione del contratto di conto corrente, quello più economico. Lo stesso correntista risulta, inoltre, tipicamente fidelizzato dalla banca una volta acceso il c/c, avendo scarsissimi incentivi a fare ricerca e dovendo superare notevoli difficoltà nel momento in cui decide il cambiamento. La difficoltà di scelta è provata dalla variabilità dei prezzi il correntista può spendere anche 6, in taluni casi anche oltre 10 volte in più per lo stesso uso del c/c a seconda della banca e del conto selezionato. Esiste in sostanza una gran parte di domanda che paga prezzi molto più alti rispetto alla nicchia che seleziona il conto migliore. Questo si traduce nell'assenza di incentivi da parte delle banche a cambiare il sistema , ossia ad informare realmente ed efficacemente i correntisti è evidente infatti che i profitti vengono realizzati sulla domanda fidelizzata non mobile e che ha selezionato conti a costi alti rispetto all'uso. A tale riguardo, le analisi condotte indicano che la quantità di informazioni relative alle condizioni economiche del c/c fornite alla clientela tramite il relativo foglio informativo appare tale da non agevolare una concreta valutazione del servizio richiesto e una sua comparazione tra i diversi fornitori. Ad esempio il 66,6% dei fogli informativi non indica le condizioni riguardanti i bonifici, il 31,9% le condizioni del bancomat quota annua e spese di emissione , il 67,8% dei fogli non riporta le spese del prelievo da ATM di banche diverse da quella di appartenenza, il 57% non indica le condizioni relative alla carta di credito, il 46,3% non riporta le condizioni relative alla gestione/emissione degli assegni, il 32,4% quelle per la domiciliazione o il pagamento delle utenze. Per questo occorre, secondo l'Autorità, un ruolo di indirizzo da parte di soggetti terzi indipendenti, per creare un nuovo contesto dove la domanda sia in grado di innescare l'effettiva concorrenza mettendo a confronto le banche. 2 La fidelizzazione forzosa - L'indagine evidenzia l'esistenza di politiche commerciali da parte delle banche che aggiungono elementi di ulteriore fidelizzazione forzosa del correntista, quali costi di uscita elevati per vari servizi bancari e ulteriori vincoli. Le spese di chiusura del c/c possono arrivare fino a 150 euro e le spese di trasferimento titoli ad 80 euro a codice titolo, a fronte dei 30 centesimi per codice titolo richiesti alla Banche da Monte Titoli per i titoli in forma dematerializzata il 99% dei titoli in circolazione . E' inoltre emerso che, in caso di chiusura del c/c, tutte le banche richiedono la cessazione del servizio di domiciliazione automatica delle utenze, la restituzione della carta Bancomat e della carta di credito. A ciò si aggiunga che il 63,6% delle banche non consente il mantenimento del risparmio amministrato presso la banca, più del 18% non consente di mantenere il mutuo che deve essere rimborsato pagando una penale , il 21% i prestiti personali e più del 4% la polizza vita. Infine, le modalità informative sono poco comprensibili ad esempio, i fogli informativi rinviano spesso a più documenti per risalire ai prezzi dei servizi il prezzo di tali servizi è spesso composto da più voci che il correntista deve conoscere e aggregare per comprendere al reale spesa tipica la spesa di scrittura . Le modifiche necessarie - Per agevolare i consumatori e innescare la necessaria pressione competitiva, occorre, secondo l'Autorità, una maggior trasparenza, anche con misure che agevolino la comparazione dei c/c, sia la riduzione degli ostacoli alla mobilità. In particolare è necessario introdurre 1 la redazione di fogli informativi sintetici con una chiara indicazione delle spese anche in una sola voce di costo 2 l'introduzione di una garanzia di stabilità, almeno per un arco temporale minimo, delle voci di costo di tenuta e movimentazione del c/c 3 la piena comparabilità dei costi secondo le esigenze del singolo consumatore attraverso lo sviluppo di fonti informative, indipendenti dal sistema bancario, con la costruzione di motori di ricerca 4 l'informazione annuale sintetica al correntista della spesa effettivamente sostenuta per la tenuta del conto 5 indicazione della sua variazione rispetto all'anno precedente 6 individuazione di modalità in grado di mantenere in vita i servizi connessi al c/c per il tempo necessario a completare il trasferimento, per evitare duplicazioni di costo per il correntista 7 definizione di una durata temporale massima per l'esecuzione delle operazioni di trasferimento del c/c 8 l'eliminazione di tutti i vincoli, contrattuali o di fatto, non necessari tra c/c e altri servizi e lo sviluppo di meccanismi che consentano la portabilità del conto corrente. TABELLA numero Spesa annua per il c/c per profilo di utenza valori mediani , dati al 31/03/2006. Profilo spese tenuta conto spesa per commissioni spesa totale* Giovane alla ricerca di primo impiego che svolge lavori saltuari, vive in famiglia, necessita di carta pre-pagata ed effettua operazioni di c/c on-line. 54,6 19,0 76,3 Trentenne con lavoro dipendente, single e senza figli, che necessita di Bancomat e carta di credito, effettua operazioni di c/c on-line e vive in affitto, senza esigenze di scoperto e domiciliazione utenze. 111,5 87,5 189,2 Trentenne con lavoro dipendente, single e senza figli, che necessita di Bancomat e carta di credito, effettua operazioni di c/c on-line e vive in affitto, con esigenze di scoperto e domiciliazione utenze. 109,0 53,0 166,4 Famiglia monoreddito da lavoro dipendente, senza figli, che necessita di Bancomat, con esigenze di finanziamento e mutuo. 87,5 82,7 177,2 Famiglia bi-reddito da lavoro dipendente, con figli minorenni, che necessita di Bancomat e carta di credito, con esigenze di finanziamento, domiciliazione utenze, mutuo e risparmio gestito. 147,5 44,9 196,3 Famiglia monoreddito da lavoro artigiano, con figli minorenni, che necessita di Bancomat, effettua numerose operazioni, con esigenze di finanziamento e risparmio gestito. 84,3 113,7 208,8 Famiglia monoreddito da libera professione, con figli minorenni, che necessita di Bancomat e carta di credito, effettua operazioni di c/c on-line, effettua numerose operazioni, con esigenze di risparmio amministrato. 157,0 35,0 192,3 Pensionato, senza persone a carico, che effettua poche operazioni 48,0 47,8 96,6 Famiglia di pensionati, senza persone a carico, che necessita di Bancomat, domiciliazione utenze e risparmio gestito. 62,0 60,7 125,8 Famiglia di pensionati, senza persone a carico, che necessita di Bancomat e carta di credito, domicilia le utenze, effettua operazioni di c/c on-line, con esigenze di risparmio amministrato. 126,5 15,6 149,7 Nota *la spesa totale può non corrispondere alla somma della spesa per tenuta conto e la spesa per commissioni in quanto si tratta di valori mediani. TABELLA N. 2 Spesa annua per il c/c per tipologia di conto valori mediani , dati al 31/03/2006. Profilo Conti a consumo Conti a canone con un numero illimitato di operazioni Conti a canone con un numero limitato di operazioni Giovane alla ricerca di primo impiego che svolge lavori saltuari, vive in famiglia, necessita di carta pre-pagata ed effettua operazioni di c/c on-line. 57,6 74,3 115,7 Trentenne con lavoro dipendente, single e senza figli, che necessita di Bancomat e carta di credito, effettua operazioni di c/c on-line e vive in affitto, senza esigenze di scoperto e domiciliazione utenze. 182,4 196,0 246,8 Trentenne con lavoro dipendente, single e senza figli, che necessita di Bancomat e carta di credito, effettua operazioni di c/c on-line e vive in affitto, con esigenze di scoperto e domiciliazione utenze. 150,4 164,6 308,8 Famiglia monoreddito da lavoro dipendente, senza figli, che necessita di Bancomat, con esigenze di finanziamento e mutuo. 167,2 175,2 240,5 Famiglia bi-reddito da lavoro dipendente, con figli minorenni, che necessita di Bancomat e carta di credito, con esigenze di finanziamento, domiciliazione utenze, mutuo e risparmio gestito. 175,7 191,7 262,0 Famiglia monoreddito da lavoro artigiano, con figli minorenni, che necessita di Bancomat, effettua numerose operazioni, con esigenze di finanziamento e risparmio gestito. 197,5 206,9 268,9 Famiglia monoreddito da libera professione, con figli minorenni, che necessita di Bancomat e carta di credito, effettua operazioni di c/c on-line, effettua numerose operazioni, con esigenze di risparmio amministrato. 104,2 192,0 284,2 Pensionato, senza persone a carico, che effettua poche operazioni 73,5 96,6 122,8 Famiglia di pensionati, senza persone a carico, che necessita di Bancomat, domiciliazione utenze e risparmio gestito. 111,4 135,8 132,7 Famiglia di pensionati, senza persone a carico, che necessita di Bancomat e carta di credito, domicilia le utenze, effettua operazioni di c/c on-line, con esigenze di risparmio amministrato. 161,8 140,2 278,8 Fonte Elaborazioni AGCM su dati raccolti nel corso dell'indagine.