Ordinamento giudiziario, va in scena il pasticcio della sospensiva che non sospende

Avanti adagio per lo stop all'efficacia dei decreti di attuazione della riforma ma la vecchia legge resta abrogata, la nuova funzionerà fino ad agosto 2007 e l'ufficio legislativo si affretta per riempire la parentesi vuota con le modifiche

Nessuna abrogazione della riforma Castelli ma modifiche mirate ai tre decreti delegati più contestati, vale a dire il sistema disciplinare, accesso e progressione e la struttura delle Procure. Ieri sera in Aula al Senato è ripresa la discussione del disegno di legge che sospende l'efficacia dei decreti delegati della riforma dell'Ordinamento giudiziario voluta dall'ex Guardasigilli Roberto Castelli. Nel suo intervento, il ministro della Giustizia Clemente Mastella ha fatto un appello a tutte le componenti politiche affinché collaborino all'elaborazione delle modifiche. Non ci sarà la cancellazione della riforma voluta dal Centrodestra, solo aggiustamenti. Più volte nel suo intervento Mastella ha fatto appello al capogruppo dell'Udc Francesco D'Onofrio che poco prima della ripresa dei lavori in Aula si era dichiarato possibilista sul voto alla sospensiva. Se si tratta di un rapporto tra l'Anm e la maggioranza se la vedano loro - ha dichiarato D'Onofrio - se invece è un rapporto tra l'Anm e il Parlamento allora interessa anche noi . Se insomma la riforma Castelli sarà modificata in alcuni punti, facevano intendere dai banchi dell'Udc, i centristi avrebbero potuto anche votare con la maggioranza, ma se si tratterà invece di un'abrogazione tout court è evidente - ha concluso D'Onofrio - che noi non potremmo votarla . Subito dopo l'intervento del ministro, però, D'Onofrio si è detto rammaricato perché alle modifiche dovrà comunque essere anteposta la votazione della sospensiva. Una questione meramente politica, dunque, quella che il ministro Mastella si è trovato a gestire e che verrà ripresa questa mattina, dal momento che ieri sera i lavori sono stati sospesi dal presidente Franco Marini alle 20, come da calendario. Il Guardasigilli nel suo intervento ha tenuto a precisare che l'abrogazione non ci sarà, che si tratterà invece solo di ricalibrare alcuni meccanismi quindi ha illustrato i punti della riforma che verranno rivisti, dall'accesso al disciplinare, fino alla gerarchizzazione delle procure si eviterà il concorsificio, per la tipizzazione degli illeciti disciplinari si rivedranno alcune fattispecie e si toglierà qualche potere al capo della procura l'intervento è leggibile integralmente tra i documenti correlati . Ma la domanda che è stata rivolta più spesso all'esecutivo, ed in particolar modo al sottosegretario Luigi Scotti, è stata quale norma vivrà al momento dell'entrata in vigore della moratoria? Secondo il sottosegretario Scotti il vecchio ordinamento giudiziario, anche se l'esecutivo ha già presentato un emendamento volto a chiarire ogni dubbio. La modifica infatti introduce l'articolo 4bis con il quale si specifica che fino al 31 luglio 2007 continuano ad applicarsi, nelle materie oggetto dei decreti legislativi di cui all'articolo 1, le disposizioni del regio decreto 30 gennaio 1941, n. 12, e successive modificazioni ed integrazioni, nonché le altre disposizioni in materia di ordinamento giudiziario, ed in particolare gli articoli 2 e 3 del decreto legislativo 16 gennaio 2006, n. 20 . Inoltre al comma 2 si specifica che sono fatti salvi gli effetti prodotti e le situazioni esaurite nel vigore dei decreti legislativi di cui all'articolo 1 . Il destino dell'emendamento, come quello della moratoria è adesso appeso ai voti dell'Aula e al Senato lo scarto tra maggioranza e opposizione è più che mai risicato. Il Centrosinistra dovrà ricorrere a tutte le sue risorse, perché se da un lato il senatore Pallaro indipendente eletto all'estero ha già dichiarato l'intenzione di voler votare la sospensiva, dall'altro il transfuga De Gregorio, eletto con l'Italia dei valori ma divenuto presidente della commissione Difesa con i voti del Centrodestra ed ora intenzionato a dare vita ad un suo partito avrebbe invece detto di non votarla. Il voto decisivo sul provvedimento è stato spostato ad oggi. La maggioranza non sembra intenzionata a voler accelerare, in primo luogo perché da un punto di vista politico non ha intenzione di fare passi falsi su un provvedimento che sospende l'efficacia di tre decreti delegati legati alla riforma Castelli, dall'altra perché gli uffici legislativi di via Arenula stanno già lavorando alle modifiche degli stessi. Ridurre il più possibile lo spazio temporale tra l'approvazione della moratoria e delle modifiche sostanziali alla riforma Castelli potrebbe significare risolvere molte situazioni ambigue. Quella stessa ambiguità che ha indotto l'esecutivo ad esplicitare che nel frattempo verranno applicate le vecchie disposizioni. Al Consiglio superiore della magistratura, dopo l'appello lanciato dal vicepresidente Mancino la scorsa settimana sul rischio ingorgo , di sicuro continueranno a vigilare per capire il da farsi tra vecchio e nuovo ordinamento giudiziario e Parlamento permettendo l'arco temporale di incertezza potrebbe essere molto ridotto. p.a.