Se al cinema il film comincia in ritardo c'è danno risarcibile

Il giudice di pace di Napoli riconosce l'indennizzo anche per l'eccesso di pubblicità prima della proiezione

La proiezione del film inizia in ritardo? Il titolare del cinema può rischiare una condanna al risarcimento dei danni patrimoniali ed esistenziali patiti dagli spettatori. È quanto accaduto al proprietario di un multisala dell'interland partenopeo che si è visto condannare dalla settima sezione civile del giudice di pace di Napoli - sentenza depositata lo scorso 14 maggio e qui integralmente leggibile tra gli allegati - al pagamento di 550,00 euro ciascuno in favore di due ragazzi napoletani che avevano aspettato più di un'ora, rispetto alla programmazione stabilita, per vedere un film. Il fatto. Nel giorno di Natale di tre anni fa, una coppia di fidanzati napoletani decise di andare al BigMaxiCinema, lontano dal centro cittadino, per assistere alla visione del film Natale sul Nilo . Acquistarono i biglietti su internet per l'ultimo spettacolo, quello delle 23.10. Arrivati sul posto, impiegarono circa venti minuti per entrare nella sala e più di mezz'ora per iniziare a vedere il film la sua proiezione, infatti, cominciò solo alle 00.05, dopo l'invio di messaggi pubblicitari e quindi dopo circa un'ora rispetto all'orario indicato sul biglietto. Per questo ingiustificabile ritardo e per l'illegittimo bombardamento pubblicitario , la coppia di rivolse al giudice di pace di Napoli per ottenere il risarcimento dei danni patiti da inadempimento contrattuale, sia patrimoniali che non patrimoniali. La sentenza del Gdp. Nonostante la strenua difesa del titolare del multisala, che non solo non aveva disconosciuto il fatto ma aveva dichiarato che i proventi dei messaggi pubblicitari andavano tutti all'esercizio cinematografico e che sarebbe stato impossibile staccare gli spazi pubblicitari dalla proiezione del film , il giudice partenopeo ha dato ragione ai ragazzi ed ha riconosciuto a carico del proprietario del cinema una responsabilità da ritardo nell'adempimento contrattuale per prevedibilità del danno articolo 1225 Cc . In altre parole, il gestore della sala cinematografica - si legge nero su bianco nella sentenza - conoscendo le difficoltà tecniche relative alla separazione degli spot pubblicitari dalle pellicole dei films e prevedendo imprevisti come quello prospettato dalla convenuta nel corso dell'istruttoria processuale avrebbe dovuto premunirsi di bobine già svincolate dagli spot pubblicitari attesa la prevedibilità della notevole affluenza di gente nelle sale cinematografiche per il periodo natalizio. Tale situazione ha prodotto non solo un'ipotesi di responsabilità contrattuale, ma anche un vero e proprio danno alla sfera esistenziale dei soggetti. Danni entrambi risarciti secondo equità in euro 550,00 cadauno oltre la rivalutazione monetaria e gli interessi legali dalla domanda e fino al soddisfo .

Giudice di Pace di Napoli - Sezione settima - sentenza 16 marzo-14 maggio 2005 Giudice Rachiglio Attore Cava ed altro - convenuto Big maxi cinema Lucky Strike Srl Svolgimento del processo Con atto di citazione, ritualmente notificato Cava Maria ed Esposito Ernesto hanno convenuto in giudizio la convenuta affinché ritenuta la responsabilità della stessa per i danni causati agli istanti fosse condannata al risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali patiti. Più in particolare quanto ai presupposti di fatto e di diritto dedotti a sostegno della domanda hanno esposto che il giorno 25 dicembre 2002 gli istanti si recavano presso il Big Maxi cinema per assistere allo spettacolo delle 23.10 del film Natale sul Nilo dopo aver prenotato il biglietto su Internet. Giunti sul posto, però, l'accesso alla sala avveniva solo dopo venti minuti e la proiezione del film iniziava solo alle 00.05 circa, dopo l'invio di messaggi pubblicitari prima dell'inizio del film e quindi, dopo circa un'ora rispetto all'orario indicato sul biglietto. Per tale ingiustificabile ritardo e per l'illegittimo bombardamento pubblicitario si richiedeva il risarcimento dei danni da inadempimento contrattuale sia patrimoniali che non patrimoniali patiti. Si costituiva la convenuta tramite i propri procuratori e difensori impugnando la domanda e chiedendone il rigetto con ogni conseguenza di legge. Ammesse ed assunte le prove dedotte, deferito ed espletato l'interrogatorio formale del legale rappresentante della Società convenuta, sulle conclusioni di cui all'epigrafe e previa discussione la causa è stata introitata a sentenza. Motivi della decisione La domanda è fondata e merita accoglimento. La fattispecie in esame è regolata dagli articoli 1218, 1225 e 2059 Cc. Dalla compiuta istruttoria sono emerse a carico della convenuta varie inadempienze che hanno sufficientemente provato la responsabilità della stessa per i danni lamentati dagli istanti. Ed invero dall'istruttoria processuale svoltasi con l'audizione di cinque testimoni, due per parte attrice e tre per parte convenuta, e con il deferito interrogatorio formale al legale rappresentante della convenuta è emerso e non è stato disconosciuto da alcuno che vi fu un ritardo di circa un'ora nella proiezione dello spettacolo programmato. Il diligente tentativo, da parte del convenuto di eliminare, nel corso del giudizio, l'imputabilità dell'adempimento alla convenuta è stato smentito dallo stesso legale rappresentante, della Società convenuta che in sede di interrogatorio formale non solo non disconosceva il fatto ma espressamente dichiarava che i proventi dei messaggi pubblicitari vanno tutti all'esercizio cinematografico niente ai produttori . Ed aggiungeva non è possibile staccare gli spazi pubblicitari dalla proiezione del film senza smontarlo in quanto ci vogliono mezzi tecnici e troppo tempo per tagliare la pubblicità dal film . Tutte circostanze confermate dal tecnico di parte nominato dal convenuto che nella relazione versata agli atti, e non disconosciuta nel contenuto dagli attori, conferma in pieno quanto dichiarato dal legale rappresentante della Società convenuta. Ebbene ai sensi dell'articolo 1225 Cc è ravvisabile nella fattispecie che ci occupa sicuramente un danno prevedibile nel momento in cui è sorta l'obbligazione e, quindi, evitabile con l'ordinaria diligenza. I gestori di sale cinematografiche, conoscendo le difficoltà tecniche relative alla separazione degli spot pubblicitari dalle pellicole dei films e prevedendo imprevisti come quello prospettato dalla convenuta nel corso dell'istruttoria processuale, secondo l'id quod plerumque accidit, avrebbe dovuto premunirsi di bobine già svincolate dagli spot pubblicitari attesa la prevedibilità degli eventi narrati come eccezionali dalla convenuta ed il periodo di notevole affluenza nelIe sale cinematografiche di cui al caso che ci occupa. Nulla di tutto questo è però emerso dall'istruttoria processuale condotta. Il mancato o ritardato adempimento degli obblighi contrattualmente assunti incide negativamente sulla vita del creditore cosicché quotidianamente, nell'esecuzione dei rapporti che interessano la vita di ognuno, si determinano inadempimenti alle prestazioni o più frequentemente ritardi, parziali o inesatti adempimenti che, oltre a configurare ipotesi di responsabilità contrattuale, generano un vero e proprio danno alla sfera esistenziale del soggetto, come nel caso esaminato. La possibilità di riconoscere ed inserire profili di danno non patrimoniale in ipotesi di inadempimento contrattuale, così come richiesto dagli istanti, è ammissibile sia ai sensi dell'articolo 1174 Cc che fa riferimento ad interessi non patrimoniali suscettibili di tutela, sia alla luce della più recente giurisprudenza della Corte Costituzionale cfr. Corte costituzionale 233/03 e della Corte di Cassazione cfr Cassazione 8827/03 cfr Cassazione 8828/03 che ricomprendono nella misura del danno non solo il valore del bene danneggiato ma la completa restituito in integrum della sfera giuridica del danneggiato, con ciò intendendo ogni pregiudizio giuridicamente protetto, corrispondente alla lesione di interessi patrimoniali e non della persona. A tale logica non si sottrae la valutazione, determinazione e liquidazione del danno emergente nelle cosiddette small claims, come la vicenda di cui è causa, per cui la considerazione di un danno ulteriore al danno patrimoniale da inadempimento contrattuale, ravvisabile nel danno non patrimoniale nella nuova lettura data dalle sentenze citate, che danno una nuova luce all'articolo 2059 Cc, non può essere negato nel caso analizzato e proposto. Affermata la responsabilità esclusiva della convenuta così come rilevato nel corso dell'istruttoria dibattimentale, la stessa è tenuta al risarcimento del danno patrimoniale e non patrimoniale provato. La somma richiesta nei limiti di euro 1.100,00 appare eccessiva e dunque tenuto conto di dati di comune esperienza appare congruo quantificare il danno in euro 550,00 cadauno oltre rivalutazione monetaria ed interessi come per legge dovuti. Le spese seguono la soccombenza e vengono liquidate come da dispositivo. PQM Il GdP di Napoli della settima Sezione Civile Dr. Giuseppe Rachiglio, disattesa ogni altra richiesta ed eccezione, definitivamente pronunciando sulla domanda proposta da Cava Maria e Esposito Ernesto così provvede Accoglie la domanda e dichiara l'esclusiva responsabilità della Srl Big Maxi Cinema Lucky Strike in p.I.r.p.t. nella produzione dei danni patrimoniali e non patrimoniali patiti dagli istanti e per l'effetto la condanna a pagare a Cava Maria e Esposito Ernesto la somma complessiva di euro 550,00 cadauno oltre rivalutazione monetaria ed interessi legali dal giorno del fatto al soddisfo, nonché alla rifusione delle spese del presente giudizio liquidate in complessivi euro 950,00 di cui euro 30,00 per spese, euro 270,00 per diritti, euro 650,00 oltre Iva e Cpa per onorario di avvocato con attribuzione al procuratore costituito ed antistatario.