Gratuito patrocinio anche per chi sta scontando condanne brevi

Presentata a Milano l'iniziativa promossa dal Tribunale di sorveglianza, dai penitenziari di San Vittore, Bollate e Opera e dal Consiglio dell'Ordine degli avvocati del capoluogo lombardo. Da settembre 280 i legali disponibili per i reclusi indigenti

Non solo misure di clemenza, ma anche offrire un servizio gratuito di consulenza specialistica per chi è in carcere con condanne brevi, soprattutto se non si può permettere un avvocato di fiducia. Questo lo scopo dell'iniziativa presentata ieri nell'Aula magna del Tribunale di Milano e promossa dal Tribunale di sorveglianza, dagli istituti penitenziari milanesi di San Vittore, Bollate e Opera e dal Consiglio dell'Ordine degli avvocati del capoluogo lombardo. Come ha detto il presidente della Corte d'appello Giuseppe Grechi, quello milanese può rappresentare un modello che in futuro potrebbe essere istituzionalizzato a livello legislativo e che per il magistrato di sorveglianza Giovanna Di Rosa, si può e si deve applicare altrove . All'iniziativa hanno aderito circa 280 avvocati, tra quelli iscritti nel registro dei difensori d'ufficio dopo un corso di formazione, saranno loro a tenere colloqui gratuiti con i detenuti indigenti con condanne definitive per reati minimi, allo scopo di informarli sui loro diritti e sulle azioni giuridiche cui possono accedere. L'accesso al patrocinio gratuito a spese dello Stato è previsto soltanto quando un processo è pendente e dunque quando la pena è in fase di esecuzione - ha spiegato Giuseppe Fiorella, consigliere dell'Ordine degli avvocati di Milano - e generalmente i legali credono di aver a questo punto esaurito il proprio compito , quando invece molto si potrebbe ancora fare. Con il nuovo servizio, primo in Italia, gli avvocati potranno così chiedere agli organi di esecuzione, o al tribunale di sorveglianza misure favorevoli previste per legge ai condannati. Il tutto anche con l'obiettivo di alleggerire le strutture carcerarie. Luigi Pagano, provveditore alle carceri lombarde ha illustrato durante la conferenza stampa di presentazione del progetto lo stato delle carceri milanesi, che da sole ospitano 4 mila detenuti, la metà dei quali sono detenuti sociali, cioè condannati per reati semplici, che non comportano allarme e che portano a condanne brevi . Alcuni di loro, ha aggiunto Pagano, non sanno neanche di poter accedere a pene alternative . Secondo il magistrato di sorveglianza Di Rosa, non conoscere il sistema giuridico italiano e spesso anche la lingua, limita la possibilità di rendere effettivo il ruolo rieducativo della pena . L'avvocato Fiorella ha spiegato quindi che esistono nel nostro sistema semplici meccanismi che possono portare, al di là di provvedimenti quali l'amnistia o l'indulto, a ridurre i numeri della popolazione carceraria italiana dietro le sbarre molti potrebbero non starci o non ci dovrebbero stare proprio . Il servizio partirà da settembre, perché fino a metà luglio si terrà il ciclo di lezioni rivolte agli avvocati che hanno aderito volontariamente all'iniziativa dove impareranno a tutelare i diritti di questi detenuti meno fortunati.