Quattro cittadini Ue su dieci utilizzano (sebbene poco) Internet

Più del quaranta per cento dei privati si collega alla Rete almeno una volta a settimana. Un quarto delle famiglie e due terzi delle imprese ma non in Italia già dispongono di un accesso a banda larga

Nell'Unione europea dell'allargamento a Venticinque la diffusione della rete Internet appare in netta crescita anche se i rilevamenti effettuati in alcuni Paesi ancora non possono essere considerati sufficientemente affidabili. Il dato che maggiormente risalta nella più recente indagine di Eurostat sull'argomento, diffusa ieri le due tabelle riepilogative sono qui leggibili come documento correlato , è la crescita dei collegamenti a banda larga, quelli cioè che consentono di veicolare comunicazioni particolarmente pesanti , quali le trasmissioni televisive, il Voip comunicazioni in voce su protocolli Internet di qualità, il trasferimento rapido di quantità elevate di dati. Al primo trimestre del 2005 - è questa la datazione dei rilevamenti, nel frattempo c'è stato un significativo incremento ma non si tratta di dati consolidati - secondo Eurostat, l'Ufficio statistico delle Comunità, il 48 per cento delle famiglie disponeva di un accesso alla rete Internet e il 23 per cento poteva già effettuare tale connessione grazie a supporti a banda larga. L'analisi di Eurostat rileva accessi e connessioni da parte di famiglie e imprese negli Stati membri e comprende anche i rilevamenti relativi a Norvegia e Islanda. Il tasso di accesso alla Rete spazia dal 16 per cento medio della Lituania al 78 per cento dei Paesi Bassi. Sono questi ultimi a capeggiare la classifica dei navigatori nazionali, seguiti dal Lussemburgo 77% , Danimarca 75% , Svezia 73% . In bassa classifica , invece, figurano appunto la Lituania, ultima, preceduta nell'ordine da Repubblica Ceca 19% , Grecia e Ungheria 22% e Slovacchia 23% . All'inizio del 2005 le percentuali più elevate di imprese che disponevano di un accesso a Internet è stato registrato in Finlandia con il 98 per cento di aziende dotate di connettività seguita a brevissima distanza da Danimarca, Slovenia e Svezia rispettivamente al 97% la prima e al 96% le altre due . Ma la connessione delle imprese, sia pure non costante, è sostanzialmente un dato di fatto quasi ovunque, in media, e soltanto Lettonia, Ungheria, Cipro, Polonia e Lituania registrano tassi inferiori al 90 per cento. Quanto alla banda larga questa arriva nel 54 per cento delle famiglie dei Paesi Bassi, seguiti da Danimarca, Belgio e Svezia. Per contro la banda larga non arriva proprio nelle case private dei cittadini greci solo l'uno per cento il tasso registrato , ma la situazione non brilla neppure a Cipro 4% , Repubblica Ceca 5% e Slovacchia 7% . Va meglio per le imprese che vedono ancora in testa la Svezia 83% , Danimarca, Finlandia e Belgio mentre si segnalano, in basso, Cipro 40% preceduto in condizioni appena migliori da Polonia e Grecia. Per quanto riguarda il quadro complessivo, nell'Unione più dei tre quarti degli studenti si connette a Internet almeno una volta a settimana, sia dall'abitazione familiare sia da altre postazioni. Il livello di utilizzo più elevato si registra in Svezia, il più basso a Cipro. Sempre a livello complessivo gli uomini sono più internettiani delle donne 49 per cento contro il 38 per cento di navigatrici i Paesi dove lo scarto tra uomini e donne si riduce quasi a zero, parità insomma, almeno in Rete, sono Lettonia, Lituania e Ungheria. Quanto al rapporto tra connessioni e occupazione si collegà più della metà 55% dei salariati contro il 32% dei disoccupati o in attesa di occupazione in questo computo, ovviamente, non si tiene conto degli studenti già censiti a parte. E infine, sempre in termini complessivi vale a dire in tutta l'Ue a Venticinque, la percentuale di chi non si è mai collegato a Internet è al 43 per cento, praticamente pari a coloro che sono da considerare utilizzatori regolari. Tra i non utenti spiccano le donne una su due e i disoccupati ancora uno su due . Per la cronaca, infine, da segnalare il basso dato italiano nell'accesso delle imprese alla banda larga soltanto il 57 per cento. C'è da sperare che, nel frattempo, ci si sia avvicinati un po più alla media europea. m.c.m.