Tagliare un grado di giudizio civile per risolvere i problemi? È pura follia

Gli avvocati civilisti bocciano senza speranze l'idea lanciata dal Guardasigilli. Meglio, piuttosto, semplificare i riti e convocare subito la Conferenza sulla Giustizia

Pura follia. Gli avvocati civilisti non hanno accolto positivamente la proposta lanciata la scorsa settimana dal Guardasigilli Clemente Mastella di tagliare un grado di giudizio per risolvere il problema della lunghezza dei processi civili. Da anni l'Italia è sotto stretta osservazione da parte della Commissione europea per l'efficienza della giustizia che a fine settembre presenterà il rapporto sui sistemi giudiziari europei. Il nostro Paese, come già successo in occasione dei precedenti rapporti, probabilmente ne uscirà malamente, come del resto dimostrano le relazioni di inaugurazione dell'anno giudiziario da diversi anni a questa parte. Soprattutto in materia civile, dove una causa può durare anche alcuni decenni non a caso la Commissione europea per i diritti dell'uomo ci ha condannato ripetutamente per violazione del diritto ad un'equa durata dei procedimenti. Per risolvere il problema, il Guardasigilli Mastella ha proposto di tagliare un grado di giudizio ma l'iniziativa non è stata colta di buon grado dagli addetti ai lavori. Il nostro cavallo di battaglia - ha illustrato Anna Fiorentino, dell'Unione nazionale delle camere civili - condiviso anche dall'Associazione nazionale magistrati è la semplificazione dei riti e l'unicità della giurisdizione . Secondo Fiorentino, c'è piuttosto la necessità di epurare e rendere la giustizia meno farraginosa, meno tecnica ma non bisogna invece arrivare alla giustizia rimedio . Non si può pensare ad un taglio dei riti, noi abbiamo al primo grado il giudice monocratico e spesso l'appello rappresenta un'ancora di salvezza. Tagliare i gradi di giudizio per risolvere il problema dei tempi mi sembra follia pura . Anche secondo Andrea Pasqualin, segretario dell'Organismo unitario dell'avvocatura, i problemi della giustizia civile non si risolvono cambiando le regole e tagliando i gradi. Da tempo - ha affermato Pasqualin - stiamo chiedendo di convocare una conferenza sulla Giustizia per capire cosa realmente si vuole fare, quale disegno strategico si dovrà intraprendere per risolvere i problemi del civile. Tagliare i gradi di giudizio significa solo riversare un oceano di ricorsi in Cassazione . Per affrontare seriamente la patologia del civile, invece, Pasqualin propone di iniziare dalle motivazioni delle sentenze Molto spesso non servono venti pagine per spiegare un principio, le sentenze dovrebbero essere più stringate. Per questo si potrebbe ipotizzare una formazione ad hoc per i magistrati per la stesura di sentenze concise e chiare. È illusorio poter pensare di risolvere il problema del civile tagliando i gradi, mentre è essenziale convocare al più presto una Conferenza sulla Giustizia. Dopo le ultime iniziative legislative, come il decreto Bersani che ha tagliato anche le risorse, vedremo adesso a questo governo quanto sta a cuore la giustizia civile . Risorse che invece sono necessarie per l'Associazione italiana giovani avvocati secondo la quale occorre destinare maggiori investimenti all'apparato giudiziario. Occorre, secondo l'Aiga, sviluppare il progetto del processo civile telematico che durante lo scorso quinquennio ha subito tagli drastici ed una semplificazione delle fasi processuali mediante la eliminazione della anacronistica distinzione tra la giurisdizione ordinaria e quella amministrativa, il cui contenzioso assorbe ingenti risorse e dilata i tempi delle cause senza alcun apprezzabile utilità per il cittadino oltre alla concentrazione dei numerosi riti processuali oggi esistenti. La richiesta che accomuna tutti gli operatori del settore è che l'ennesima ed indispensabile riforma della giustizia civile sia proceduta da un confronto serio e costruttivo con tutti i soggetti della giurisdizione che implichi il pieno coinvolgimento dell'Avvocatura. p.a.