Intercettazioni illegali, l'incertezza della distruzione

A sorpresa emendamenti del Governo poi ritirati che spostano la cancellazione al passaggio in giudicato della sentenza. L'esame slitta a oggi

Ma il Governo, quando vuole distruggere le intercettazioni illegali? Ieri al Senato se lo sono chiesti in molti, dopo il giallo degli emendamenti del Governo, prima presentati a sorpresa lunedì il sottosegretario Li Gotti aveva dichiarato che l'esecutivo non avrebbe presentato modifiche e che si sarebbe rimesso al Parlamento poi ritirati. In effetti la presentazione dei tre emendamenti aveva lasciato tutti di sorpresa, maggioranza compresa. Il presidente della commissione Giustizia Cesare Salvi, infatti, alla vista delle modifiche governative, aveva aggiornato i lavori di commissione per riflettere sulle novità mettendo in forse il via libera del provvedimento previsto per ieri sera e atteso in Aula questa mattina. Le proposte emendative, del resto, riscrivevano completamente l'articolo 1 del provvedimento la distruzione delle intercettazioni illecite veniva posticipata a dopo il passaggio in giudicato della sentenza, oppure ad un anno dopo la data di deposito del decreto di archiviazione onde contemperare nella migliore misura possibile le esigenze di tutela del materiale probatorio e di riservatezza . Pene aggravate inoltre per il reato di intercettazioni illegali e procedura d'ufficio se il responsabile è un pubblico ufficiale o un incaricato di pubblico servizio. Impossibile, a quel punto, per il presidente Salvi portare il decreto in Aula, che riapriva i termini per la presentazione di sub emendamenti e aggiornava la seduta all'indomani stamattina definendo scherzosamente l'atteggiamento governativo una sorta di ravvedimento operoso . Il presidente della commissione Giustizia osservava pure che comunque le modifiche andavano incontro alle critiche già formulate e che gli altri emendamenti presentati in commissione andavano nella stessa direzione. Sconcerto durato poche ore perché il governo è tornato sui suoi passi emendamenti ritirati, tutto come prima, tranne i tempi di discussione del provvedimento che a questo punto torna sul tavolo della commissione questa mattina. I primi a mostrare forti perplessità sulle modifiche governative erano stati i senatori di Rifondazione comunista che suggerivano addirittura di rinunciare al decreto per riprendere la strada del disegno di legge destinato a regolare la materia nel suo complesso tra intercettazioni legali ed illegali. Dicevano che le intercettazioni illegali dovevano andare al rogo - ha affermato l'ex Guardasigilli Roberto Castelli - oggi non è più cosi, ora dice che vanno conservate fino alla sentenza passata in giudicato, vale a dire anche per nove o dieci anni. Un ribaltamento assoluto, non si capisce nemmeno perchè ci voglia un decreto urgente . Dopo il ritiro, il presidente dei senatori Udc, Francesco D'Onofrio ha parlato di incredibile voltafaccia, il capogruppo di An, Altero Matteoli di farsa ormai non sappiamo più con chi interloquire , mentre per Renato Schifani Fi evidentemente c'è qualcuno che rema contro la maggioranza e preme perchè le intercettazioni restino nei cassetti per anni . Dopo i colpi di scena, comunque, questa mattina alle 9,30 la commissione Giustizia riprenderà l'esame degli emendamenti, mentre l'Aula attenderà il provvedimento per le 11,30. Se la commissione non dovesse riuscire a chiudere l'esame del Dl, l'Aula lo aspetterà per le 15. p.a.