Il rapporto tra Federazioni sportive e dipendenti tecnici periferici ha natura privatistica

di Francesco Antonio Genovese

Il rapporto di lavoro tra la Fit Federazione italiana tennis , quale Federazione sportiva nazionale, ed un dipendente di ufficio periferico con mansioni tecniche, anche prima della legge 91/1981 che, all'articolo 14, prevede espressamente la natura privatistica dei rapporti instaurati dalle Federazioni con personale tecnico e sportivo , aveva natura privata, posto che, anche anteriormente all'entrata in vigore di detta legge, era da escludersi la possibilità che le Federazioni potessero creare ex novo rapporti di pubblico impiego. Le relative controversie, pertanto, sono devolute alla giurisdizione del giudice ordinario. Né in senso contrario rileva la sopravvenuta legge 138/92, atteso che con essa non è stata prevista l'automatica trasformazione dei rapporti privati in rapporti di pubblico impiego bensì solo l'inquadramento nei ruoli del Coni del personale assunto dalle Federazioni sportive nazionali previo superamento di concorso per titoli e prove attitudinali , così come risulta ininfluente che la domanda, con la quale il dipendente tecnico della Federazione abbia chiesto il riconoscimento di spettanze di lavoro o la reintegrazione nel posto di lavoro a seguito di licenziamento illegittimo, sia stata rivolta solidalmente sia contro la Federazione sportiva che contro il Coni. Lo hanno chiarito le Sezioni unite civili della Cassazione nella sentenza 15612/06, depositata il 10 luglio scorso e qui integralmente leggibile tra i documenti allegati. di Francesco Antonio Genovese* Sentenza 125/99. In senso conforme le Sezioni unite della Cassazione, con il precedente in esame, avevano già stabilito che il rapporto di lavoro tra la Fit Federazione italiana tennis ed un dipendente con mansioni tecniche avesse natura privata posto che, anche prima della legge 91/1981 - che, all'articolo 14, prevede espressamente la natura privatistica dei rapporti instaurati dalle Federazioni con personale tecnico e sportivo - era da escludersi la possibilità che le Federazioni creassero ex novo rapporti di pubblico impiego e che le relative controversie fossero devolute alla giurisdizione del giudice ordinario, non rilevando in senso contrario né la sopravvenuta legge 138/92 atteso che tale legge non avrebbe previsto l'automatica trasformazione dei rapporti privati in rapporti di pubblico impiego, bensì l'inquadramento nei ruoli del Coni del personale assunto dalle Federazioni sportive nazionali solo previo superamento di concorso per titoli e prove attitudinali , né il fatto che la domanda con la quale il dipendente tecnico della federazione avesse chiesto il pagamento di differenze retributive fosse stata rivolta solidalmente sia contro la FIT che contro il CONI. Sentenza 3522/93. Sempre le stesse Sezioni unite hanno anche stabilito che il rapporto di lavoro dei lavoratori con mansioni tecniche in servizio presso strutture periferiche di una Federazione sportiva, ove di carattere subordinato il che va accertato alla stregua delle sue effettive modalità di svolgimento ed indipendentemente dalla qualificazione datane dalle parti , ha natura non pubblica ma privata con conseguente devoluzione delle relative controversie alla giurisdizione del giudice ordinario se all'assunzione, ancorché anteriormente alla legge 91/1981, abbia proceduto direttamente la Federazione, essendo in contrario irrilevante la sopravvenuta entrata in vigore della legge 138/92, il cui articolo 3 contiene l'espressa abrogazione dei commi terzo e quarto dell'articolo 14 della citata legge 91/1981 e la previsione dell'inquadramento nei ruoli del Coni peraltro subordinatamente al superamento di concorso per titoli e prova selettiva attitudinale del personale con rapporto di lavoro privato a tempo determinato in servizio alla data del 31 dicembre 1990 presso le Federazioni sportive nazionali. Sentenza 154/99. Con particolare riferimento alla Federazione italiana gioco calcio, la Cassazione ha confermato la natura privatistica - con la conseguente giurisdizione del giudice ordinario - del rapporto di lavoro di lavoro della dipendente che, assunta dalla Lega nazionale dilettanti della Federazione italiana gioco calcio Figc per prestare servizio presso un Comitato regionale, sia ancora dipendente della medesima e non chieda l'accertamento della sopravvenuta costituzione di un rapporto di pubblico impiego con il Coni, Ente pubblico. Nella specie era stata la Figc, convenuta in giudizio, ad avere dedotto che passivamente titolare del rapporto era il Coni e ad eccepire il difetto di giurisdizione rigettata dal giudice di merito l'eccezione di difetto di giurisdizione del giudice ordinario, le Sezioni unite della Suprema corte hanno rigettato il motivo di ricorso relativo a tale questione ed altresì, in punto di giurisdizione , il motivo sulla titolarità passiva del rapporto, rimettendo gli atti alla Sezione lavoro per la decisione sui residui motivi .

Cassazione - Sezioni unite civili - sentenza 11 maggio-10 luglio 2006, n. 15612 Presidente Prestipino - Relatore De Matteis Pm Iannelli - conforme - Ricorrente De Martino Svolgimento del processo La questione devoluta a queste Sezioni Unite è se la controversia relativa alla sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato quale impiegato amministrativo alle dipendenze di una Federazione sportiva nazionale, svolto presso un ufficio periferico della stessa, appartenga alla giurisdizione del giudice ordinario o piuttosto alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo. La controversia è nata su iniziativa della sig.ra De Martino Brunella, la quale ha convenuto in giudizio dinanzi al pretore del lavoro di Napoli la Federazione Italiana Tennis di seguito Fit , il Coni. e il Comitato regionale campano della Fit, ch1edendo in via principale che il giudice accertasse e dichiarasse la sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato con la Fit, ovvero con il Coni, dal 1978 al dicembre 1994, e che dichiarasse l'illegittimità del licenziamento intimatole in tale data dalla Fit, con ordine di reintegrazione nel posto di lavoro. Assumeva di aver sempre prestato la propria attività lavorativa presso il Comitato regionale campano della federazione, con mansioni amministrative. Il Comitato regionale campano non si costituiva, mentre il Coni. si costituiva eccependo il proprio difetto di legittimazione passiva la Fit, nel costituirsi, eccepiva il difetto di giurisdizione del giudice ordinario negava la sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato, affermando di aver instaurato con la De Martino un rapporto di semplice collaborazione. Il pretore del lavoro di Napoli, in parziale accoglimento della domanda della ricorrente, dichiarava la sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato tra la Fit e la De Martino dal 1987, cioè da quando la ricorrente era stata chiamata a sostituire altra dipendente in maternità, ed ordinava la reintegrazione della stessa nel posto di lavoro quanto al Coni. e al Comitato regionale campano, ne dichiarava il difetto di legittimazione passiva. Proponevano appello sia la Fit sia la De Martino, quest'ultima dolendosi del mancato riconoscimento del rapporto di lavoro subordinato fin dal 1978. Il Tribunale di Napoli rigettava l'eccezione di difetto di giurisdizione del giudice ordinario, affermando che, anche prima della legge 91/1981 Norme in materia di rapporti tra società e sportivi professionisti la federazione sportiva in quanto associazione di diritto privato, era un soggetto giuridico autonomo rispetto al come tale dotata della capacità di costituire rapporti giuridici di natura privatistica. Poiché si controverteva esclusivamente della configurabilità come rapporto di lavoro subordinato privato del rapporto intercorso tra la De Martino e la Fit, affermava la propria giurisdizione, dovendosi ritenere sussistente la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo soltanto se l'oggetto della controversia fosse stato la configurabilità o meno di un rapporto di pubblico impiego con il Coni. In accoglimento dell'appello della Fit, tuttavia, rigettava la domanda proposta dall'odierna ricorrente, affermando la natura autonoma del rapporto di lavoro intercorso tra le parti. La De Martino ha proposto ricorso per cassazione fondato su due motivi di merito. La Fit, oltre a resistere con il controricorso alle avverse argomentazioni nel merito, con il ricorso incidentale condizionato ripropone l'eccezione di difetto di giurisdizione già sollevata nelle fasi di merito, in conseguenza della sua mancanza di legittimazione passiva quale organo del Coni. . La De Martino ha depositato controricorso avverso il ricorso incidentale condizionato, ed una memoria difensiva. La Fit ha depositato note autorizzate. Motivi della decisione Vanno preliminarmente riuniti il ricorso principale ed il ricorso incidentale proposti avverso la stessa sentenza, ai sensi dell'articolo 335 Cpc. La causa, assegnata alla Sezione lavoro, è stata rimessa a queste Su, in quanto il ricorso incidentale condizionato investe una questione di giurisdizione la quale va decisa prioritariamente ex plurimis Su 444/96 . Le parti hanno depositato memoria sulla questione di giurisdizione. La Federazione italiana tennis sostiene in proposito che le federazioni sono organi del Coni, e non un soggetto giuridico autonomo e distinto da questo, dotato di una propria autonoma capacità negoziale e di stare in giudizio, e che di conseguenza, essendo il Coni un ente pubblico non economico, tutte le eventuali controversie relative ai rapporti di lavoro apparterrebbero alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo. Osserva poi che, se anche dovesse ritenersi mutata la situazione a seguito della legge 91/1981 Norme in materia di rapporti tra società e sportivi professionisti , nel caso di specie il rapporto di lavoro subordinato, secondo la stessa ricorrente, sarebbe iniziato nel 1978, quando le federazioni erano meri organi del Coni. Ne discenderebbe sia un difetto di legittimazione passiva della Fit, che il difetto di giurisdizione del giudice adito, perché il rapporto di lavoro subordinato del quale si chiede l'accertamento sarebbe un rapporto di pubblico impiego, venuto in essere nel 1978. Sul punto la ricorrente principale sostiene invece che la Fit, già prima della legge 91/1981, era un soggetto giuridico di diritto privato, autonomo rispetto al Coni, capace di instaurare autonomamente con i terzi rapporti giuridici di diritto privato. Afferma quindi che deve essere dichiarata la giurisdizione del giudice ordinario. Il ricorso incidentale deve essere rigettato. La Corte osserva che per la decisione della questione di giurisdizione rilevano tre circostanze di fatto che la De Martino lavorava presso un ufficio periferico della Fit che la domanda decorre dal 1978, e cioè da data anteriore all'entrata in vigore della legge 91/1981 che ella non chiede la declaratoria dell'esistenza di un rapporto di pubblico impiego. Ciò posto, per il periodo anteriore all'entrata in vigore della legge 91/1981, la giurisprudenza di queste Su rilevava che le Federazioni sportive sono sorte come soggetti privati associazioni non riconosciute, o società , ma sono qualificate organi del Coni dall'articolo 5 della legge 426/42 Costituzione e ordinamento del Comitato Olimpico Nazionale Italiano - Coni esse dunque, in quanto composte da società, da un lato, e in quanto organi del Coni, dall'altro, svolgono una complessa attività che per certi aspetti o per certi settori è pubblica e per altri è privata Su 3092/86 125/99 . Detta giurisprudenza riconosceva quindi alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo, in ragione della qualità di dipendente pubblico, le controversie inerenti al rapporto di lavoro del personale, sia amministrativo che tecnico, già alle dipendenze del Coni. e passato mediante tramutamento, distacco, comando o figure simili alle Federazioni sportive nazionali quali organi del Comitato Olimpico Nazionale Italiano, ente pubblico non economico e la giurisdizione del giudice ordinario, in ragione della , natura privatistica del rapporto di lavoro, per le controversie relative al personale assunto direttamente dalle Federazioni nazionali, essendo dette Federazioni prive della possibilità di bandire concorsi per la costituzione di nuovi rapporti di pubblico impiego Su 125/99 3522/93 7037/88 931/88 9566/97 . Per il periodo successivo all'entrata in vigore della legge 91/1981 Norme in materia di rapporti tra società e sportivi professionisti , il problema è risolto per tabulas dall'articolo 14 di tale legge, il quale distingue per l'espletamento delle attività di amministrazione da parte degli uffici centrali, le federazioni sportive nazionali si avvalgono di personale del Coni, il cui rapporto di lavoro è regolato dalla legge 70/1975 viceversa per le attività di carattere tecnico e sportivo nonché per quelle presso gli organi periferici, le federazioni sportive nazionali possono avvalersi, laddove ne ravvisino l'esigenza, dell'opera di personale assunto in base a rapporti di diritto privato. L'articolo 3 legge 31 gennaio 1992 n. 138 ha abrogato il terzo e il quarto comma dell'articolo 14 della legge 91/1981, sopra riassunti, ed ha disposto. che il personale in servizio presso le federazioni sportive nazionali alla data del 31 dicembre 1990, con rapporto di lavoro di diritto privato a tempo indeterminato, è inquadrato, previo concorso per titoli e prova selettiva attitudinale tendente ad accertare la qualificazione degli interessati e la loro idoneità alle mansioni da svolgere, nei ruoli del personale del Coni, nel rispetto, anche ai fini previdenziali, dell'anzianità acquisita in base al precedente rapporto di lavoro. L'articolo 15 D.Lgs 242/99 Riordino del comitato olimpico nazionale italiano ha stabilito che le federazioni sportive nazionali hanno natura di associazione con personalità giuridica di diritto privato. Dal quadro normativo brevemente cennato deriva che il rapporto di lavoro tra una federazione sportiva nazionale ed un dipendente di ufficio periferico, anche prima della legge 91/1981, ha natura privata, posto che, anche prima di tale legge, era da escludersi la possibilità che le federazioni creassero ex novo rapporti di pubblico impiego le relative controversie pertanto sono devolute alla giurisdizione del giudice ordinario. Né in senso contrario rileva la sopravvenuta legge 138/92, atteso che tale legge non ha previsto l'automatica trasformazione dei rapporti privati in rapporti di pubblico impiego, né il fatto che la domanda con la quale il dipendente tecnico della federazione ha chiesto il pagamento di differenze retributive sia stata rivolta solidalmente sia contro la federazione sportiva che contro il Coni Cassazione, Su, 1904/89, idem 125 in specifica controversia nei confronti della Federazione Italiana TennisFit con riguardo a dipendenti di uffici periferici di altre federazioni sportive vedi Cassazione, Su, 390/99, idem 154/99 . Nel caso di specie non è mai stato controverso che il rapporto in questione sia sorto direttamente, ed abbia avuto esclusivo svolgimento, con la Fit, sede periferica campana. A tale rilievo si collega la terza circostanza di fatto la De Martino non ha mai chiesto la declaratoria della sussistenza di un rapporto di pubblico impiego con il Coni. Ciò posto, costituisce jus receptum che nelle controversie di lavoro, la giurisdizione si determina alla stregua del petitum sostanziale, alla stregua cioè di quanto sia stato effettivamente domandato dall'attore, al di là della mera prospettazione. Esula dalla giurisdizione del giudice ordinario ed è devoluta a quella del giudice amministrativo la cognizione della domanda, il cui sostanziale contenuto tenda all'accertamento dell'avvenuta instaurazione di un rapporto di pubblico impiego, quale conseguenza dell'inserimento del prestatore di lavoro, in posizione di subordinazione e con carattere di continuità, nell'ambito dell'organizzazione dell'ente pubblico Su, 7832/93 . Ma nel caso in esame, come si è visto, non si è neppure mai allegato che il rapporto fosse sorto con il Coni., ragion per cui, essendo stata dedotta in giudizio la costituzione di un rapporto di lavoro privato direttamente in capo alla Fit, quale titolare di situazioni giuridiche soggettive e non quale organo del Coni, deve essere dichiarata la giurisdizione del giudice ordinario. Consegue a quanto esposto il rigetto del ricorso incidentale condizionato gli atti devono trasmettersi alla sezione Lavoro della Corte, competente per la decisione dei restanti motivi dei ricorsi riuniti. PQM La Corte, decidendo a Su, rigetta il ricorso incidentale condizionato dichiara la giurisdizione del giudice ordinario ordina trasmettersi gli atti alla sezione Lavoro della Corte per la decisione dei restanti motivi.