Quasi 200 mila morti all'anno per alcol, l'Europa passa al contrattacco

Troppo miti le misure di contrasto. La Commissione adotta una decisione volta ad aiutare gli Stati membri nella riduzione del danno. Sanità pubblica, ricerca, educazione dei giovani e diffusione di buone pratiche al centro del programma comune

Gli Stati membri devono impegnarsi in maniera più concreta contro i danni causati dall'alcol. È questa l'indicazione della Commissione europea che, con un'apposita comunicazione, ha illustrato la strategia dell'Unione per combattere il fenomeno. Un fenomeno che genera, è il caso di sottollinearlo con evidenza, circa 195 mila persone ogni anno nel territorio dell'Ue e che, inoltre, si sta pericolosamente diffondendo tra i più giovani, solo virtualmente protetti da questo pericolo. Recenti studi commissionati da Bruxelles è qui leggibile, come correlato, la traduzione italiana del rapporto L'alcol in Europa realizzato dll'Institute of Alcohol Studies britannico confermano la gravità della minaccia alcolica. Al centro della strategia comune Bruxelles pone ora la protezione dei giovani compresi i bambini, non più estranei al consumo , la riduzione dell'elevatissimo numero di incidenti stradali - si stima fino ad uno su quattro - ascrivibili all'abuso di alcolici, la riduzione dei danni di salute tra gli adulti. Altri obiettivi, non meno importanti, sono quelli indotti da un'efficiente contrasto, primo tra tutti la riduzione dell'elevatissimo costo sociale del fenomeno che, in concreto, grava sull'economia. Ma è anche fondamentale, secondo la Commissione, riuscire a creare una rete collaborativa in grado di rendere attuali e affidabili tutte le statistiche connesse al fenomeno. In particolare, l'esecutivo dell'Unione ha definito le aree in cui sarà possibile fornire nuovo appoggio e coordinamento all'azione degli Stati membri ad esempio nel finanziamento di programmi di sanità pubblica e di ricerca, ma anche nell'interscambio di buone pratiche sulle modalità di abbassamento dell'età di iniziazione all'alcol. E sempre di una forte collaborazione, a detta di Bruxelles, vi è necessità anche sul piano informativo, anche con campagne che puntino a ridurre e debellare la guida in stato di ebrezza, circostanza diffusa e micidiale con varia incidenza a seconda dei Paesi. Il consumo eccessivo di alcol e la guida offuscati dall'effetto delle bevande sono da considerare, secondo la Commissione, come gravi problemi di sanità pubblica per tutta l'Unione. I numeri, d'altra parte, parlano da soli. Sono circa 55 milioni i soli adulti che bevono alcolici in quantità pericolose sul territorio dell'Ue. Il consumo di alcol è la causa primaria del 7,4 per cento di tutte le malattie e morti premature. Vi sono inoltre effetti rilevanti dall'assenteismo alla pericolosa disattenzione anche sui luoghi di lavoro dovuti ai postumi delle bevute per non considerare i casi limite di chi addirittura consuma alcolici durante l'orario di lavoro. Ma gli effetti nefasti del fenomeno sono molteplici è il caso, per dirne uno, dei casi di abuso, di trascuratezze o di violenze nei confronti di bambini. La Commissione non dimentica poi di sottolineare i danni derivanti dall'assunzione di alcol in gravidanza, quali alterazioni dello sviluppo o deficit intellettivi. Quanto al consumo in generale, si prevede anche di migliorare l'informazione dei consumatori presso i punti vendita che trattano alcolici affinchè tutti siano edotti sui rischi cui vanno incontro inoltre si evidenzia l'assoluta necessità di far rispettare le norme sui limiti di età nella vendita di bevande alcoliche. Quanto alla deterrenza in materia di incidenti stradali, tra le proposte vi è anche quella di introdurre un limite di alcolemia pari a zero per i guidatori più giovani o con minore anzianità di guida. Entro giugno del prossimo anno sarà inoltre realizzato un Forum dedicato al tema per verificare, e soprattutto sostenere, l'attuazione della strategia comune in materia di lotta all'alcol. Nel frattempo si lavorerà anche per armonizzare le azioni in materia di sicurezza stradale e quelle contro la guida in stato di ebrezza. Come una nota singolare stonata, peraltro con una stretta coincidenza temporale, in Italia la Confagricoltura ha intanto diffuso una nota in cui si afferma che il disegno di legge che impedisce la vendita di vini in autostrada è inutile e dannosa . Spiegazioni di maniera a parte, si tratta di una posizione settoriale che non ha bisogno di commenti, a meno di voler credere che quando uno vuole una buona bottiglia di vino italiano, perché solo di questo si tratta in genere va a fare la spesa all'Autogrill. m.c.

Institute of Alcohol Studies, United Kingdom L'alcol in Europa - Una prospettiva di salute pubblica a cura di Peter Anderson e Ben Baumberg [documento in formato Pdf]