Pa, le competenze sui concorsi

Le Sezioni unite hanno chiarito che i concorsi interni misti, quelli che consentono la partecipazione di candidati della stessa e di altre aree, rientrano nella giurisdizione dei Tar e del Consiglio di Stato

Giurisdizione divisa sui concorsi interni alla pubblica amministrazione, ma su quelli misti la parola passa al magistrato amministrativo. La Cassazione ricorda come il contenzioso relativo alla progressione in carriera che comporta il passaggio da un'area funzionale ad un'altra spetta alla giustizia amministrativa. Mentre, le controversie che determinano il passaggio da una qualifica ad un'altra ma nell'ambito della stessa area vanno alla giudice ordinario. Detto questo, però, la Suprema corte fa un'ulteriore precisazione i concorsi interni misti , cioè quelli che consentono la partecipazione sia di candidati appartenenti alla stessa area che di candidati appartenenti ad area diversa, rientrano nella giurisdizione dei Tar e del Consiglio di Stato. È quanto emerge da un importate verdetto, emesso in tema di concorsi interni presso le pubbliche amministrazioni, con cui le Sezioni unite civili di piazza Cavour hanno ripercorso le tappe significative dell'evoluzione giurisprudenziale in materia. Con l'ordinanza 9168/06 - depositata il 20 aprile scorso e qui integralmente leggibile tra i documenti correlati - resa in sede di regolamento preventivo di giurisdizione, il massimo Consesso del Palazzaccio ha, infatti, confermato il precedente orientamento giurisprudenziale che devolve alla giurisdizione del giudice ordinario i concorsi interni che riguardino la progressione verso una qualifica superiore appartenente all'ambito della stessa area ovvero verso una qualifica superiore tout court, se la contrattazione collettiva nazionale non utilizza il modulo organizzativo dell' area e al giudice amministrativo i concorsi misti , così chiamati perché aperti all'esterno. Non solo, anche i concorsi interni misti , che riguardano sia la progressione nell'ambito della stessa area, che tra aree diverse sono attratti nella giurisdizione del giudice amministrativo in ragione di un generale principio di economicità processuale per il quale non è consentito che delle medesime operazioni concorsuali possano conoscere, contemporaneamente, sia il giudice ordinario che quello amministrativo.

Cassazione - Sezioni unite civili - ordinanza 16 marzo-20 aprile 2006, n. 9168 Presidente Carbone - Relatore Amoroso Ricorrente Brocchi ed altri Ritenuto in fatto 1. Brocchi Roberto e gli altri ricorrenti, dipendenti del Comune di Torino, appartenenti al Corpo di Polizia Municipale, con ricorsi nn. 1626/03, 1627/0, 1628/03, 8522/03 8523/03, 8524103 riuniti all'udienza del 16/12/03 avanti al Giudice del Lavoro del Tribunale di Torino fra di loro ed altresì ai ricorsi n. 5876/02, 861/03, 862/03, 863/03, 864/03, 865/03 , contestavano, sotto svariati profili, il concorso per la nomina ad ufficiali di Polizia Municipale categoria D1 bandito dal Comune di Torino con provvedimento in data 11 maggio 2001 n. 33 del Direttore Generale del Comune medesimo, concorso riservato a sottoufficiali di categoria D e a vigili urbani di categoria C con nove anni di anzianità. In questo giudizio, nell'instaurato contraddittorio con il Comune Torino e numerosi controinteressati, il ricorrenti hanno proposto regolamento di giurisdizione ai sensi dell'articolo 41 Cpc. Espongono i ricorrenti di avere interesse a che sia individuato i via preventiva e definitiva il Giudice ordinario o amministrativo competente a pronunziarsi sulle loro domande ciò al fine di evitare pronunce contrastanti, in punto giuri dizione, di giudici diversi, nonché per fare constare - ad ogni fine - che l'originari, scelta di adire il Giudice Ordinario era più che giustificabile, al momento in cui le azioni erano state introdotte, sulla base dei consolidati indirizzi giurisdizionali precedenti al revirement operato da Cassazione, Su, 15403/03, con conseguente applicabilità, al caso di specie, dell'istituto dell'errore scusabile avanti al Giudice amministrativo nell'ipotesi che a decidere la controversia de qua fosse ritenuto competente il Giudice amministrativo. Richiamati i principi espressi nella citata pronuncia e dalla successiva conforme giurisprudenza delle Su i ricorrenti rappresentano che il ricorso interno in questione consente la progressione verticale verso il profilo di funzionario di Polizia Municipale cat. D1 . Consegue da tale previsione che - nel caso - per i dipendenti in categoria C la progressione si appalesava - effettivamente - come verticale in quanto si trattava di passare da una qualifica ad altra appartenente ad una categoria superiore con conseguente giurisdizione del giudice amministrativo. Per contro per altri concorrenti non vi era alcuna progressione verticale da una categoria ad un'altra, in quanto si trattava di progressione nell'ambito della stessa categoria D con conseguente giurisdizione del giudice ordinario. D'altra parte apparirebbe - quanto meno - discutibile una tesi che rimettesse al Giudice amministrativo l'impugnativa dei concorrenti di gruppo C ed al Giudice ordinario, quella proposta dai dipendenti di gruppo D. 2. L'intimato Comune di Torino non ha svolto alcuna difesa. 3. I ricorrenti hanno depositato memoria ex articolo 378 Cpcomma . Il Pg ha concluso per l'affermazione della giurisdizione del giudice amministrativo rilevato che si è in presenza di una selezione verticale che, almeno per parte dei concorrenti vigili urbani in categoria C implica il passaggio da un'area C a quella superiore D . Considerato in diritto 1. Il regolamento è ammissibile. Come questa Corte ha già affermato Cassazione, Su,12412/04 il regolamento preventivo di giurisdizione può essere proposto da ciascuna parte, e quindi anche dall'attore nel giudizio di merito, in presenza di ragionevoli dubbi nella specie, insorti a seguito della contestazione del convenuto sui limiti esterni della giurisdizione del giudice adito. 2. Nel merito - in conformità delle richieste del Pg - va affermata la giurisdizione del giudice amministrativo. La delimitazione della giurisdizione in tema di concorsi interni presso le Pa articolo 63, comma 4, D.Lgs 165/01 è stata oggetto di un revirement da parte delle Su di questa Corte Cassazione, Su, 15403/03 , in seguito costantemente ripreso dalla giurisprudenza successiva Cassazione, Su, 18886/03, 3948/04 10183/04 6217/05 10605/05 20107/05 , quanto alle controversie aventi ad oggetto i concorsi cosiddetti interni , ossia quelli riguardanti la progressione di qualifica del personale già in servizio nelle amministrazioni pubbliche, in precedenza ritenute sempre e comunque ricadenti nella giurisdizione del giudice ordinario Cassazione, Su, 128/01 15602/01 9334/02 . Si è infatti affermato che il riferimento all'assunzione, contenuto nel citato comma 4 dell'articolo 63, va inteso in senso non strettamente letterale, ma - considerato c la giurisprudenza costituzionale ha ipotizzato un' assunzione nella qualifica anche in caso di concorsi interni ai quali partecipano coloro che sono già dipendenti de l'amministrazione pubblica segnatamente Corte costituzionale, 2/2001 e quindi ha indicato un'interpretazione costituzionalmente orientata - esso è comprensivo delle prove selettive dirette a permettere l'accesso del personale già assunto ad una fascia o area superiore Cassazione 15403/03 cit. . Si è quindi ritenuta la giurisdizione del giudice amministrativo quando si tratti di concorsi per soli interni che comportino passaggio da un'area ad un'altra , mentre rimangono attratte alla generale giurisdizione del giudice ordinari le controversie attinenti a concorsi interni che comportino il passaggio da una qualifica ad un'altra, ma nell'ambito della medesima area Cassazione 3948/04 e 10183/04 cit. , ossia - ha precisato Cassazione 18886/03 cit. - senza novazione oggettiva del rapporto di lavoro . Ricorrente è l'affermazione del seguente quadro comprensivo risultante dall'interpretazione del comma 4 dell'articolo 63 cit. a indubbia giurisdizione del giudice amministrativo sulle controversie relative a concorsi per soli e terni b identica giurisdizione su controversie relative a concorsi misti restando irrilevante che il posto da coprire sia compreso o meno nell'ambito della medesima area funzionale alla quale sia riconducibile la posiziono di lavoro di interni ammessi alla procedura selettiva, perché, in tal caso, la circostanza che non si tratti di passaggio ad un'area diversa viene vanificata dalla presenza di possibili vincitori esterni, secondo il criterio di riparto originario c ancora giurisdizione amministrativa quando si tratta di concorsi per soli interni che comportino passaggio da un area ad un'altra, spettando, poi, al giudice del merito la verifica di legittimità delle norme che escludono l'apertura del concorso all'esterno d invece giurisdizione del giudice ordinario sulle controversie attinenti a concorsi per soli interni, che comportino passaggio da una qualifica ad altra, ma nell'ambito della medesima area ex plurimis Cassazione, Su, 6217/05, cit. . Più recentemente poi - in riferimento alla fattispecie eccettuata di cui al quarto comma dell'articolo 63 cit. - si è precisato che, ove una tale suddivisone in aree delle qualifiche in cui è ripartito il personale delle pubbliche amministrazioni sia identificabile, perché prevista dalla legge per i dirigenti - articolati anche in fasce -nonché - con la mediazione della contrattazione collettiva di coni arto - per i vice-dirigenti o perché introdotta anche per altre qualifiche da contratti accordi collettivi nazionali di cui all'articolo 40 D.Lgs 165/01, la procedura selettiva i tipo concorsuale concorsi c.d. interni per l'attribuzione a dipendenti di Amministrazioni pubbliche della qualifica superiore che comporti il passaggio da un'area a un'altra ha una connotazione peculiare e diversa, assimilabile alle procedure concorsuali per l'assunzione , e vale a radicare - ed ampliare - la fattispecie eccettuata rimessa alla giurisdizione del giudice amministrativo di cui al comma 4 del cit . articolo 63. Fuori da questa ipotesi - ossia laddove il concorso interno riguardi la progressione verso una qualifica superiore appartenente all'ambito della stessa area ovvero verso una qualifica superiore tout court, per il fatto che la contrattazione collettiva nazionale non utilizzi affatto il modulo organizzativo dell' area per accorpare qualifiche ritenute omogenee - non opera la fattispecie eccettuata del quarto comma dell'articolo 63 cit. e conseguentemente si riespande la regola del primo comma della medesima disposizione che predica in generale la giurisdizione del giudice ordinario nelle controversie aventi ad oggetto il lavoro pubblico privatizzato. 4. Nel caso in esame - proprio in ragione del mutato indirizzo giurisprudenziale di questa Corte che ha innovato rispetto a quello precedente che giustificava la proposizione del ricorso al giudice ordinario - deve ritenersi che sussista la giurisdizione del giudice amministrativo. Si tratta infatti di un concorso interno per funzionario di polizia municipale che prevede il passaggio dall'area C all'area D esso quindi all'evidenza implica un mutamento di arca, a nulla rilevando che al concorso suddetto possano partecipare anche sottoufficiali già inquadrati nell'area D che concorrono per la progressione alla qualifica di funzionari. Così come la citata giurisprudenza di questa Corte ha ritenuto che i concorsi misti -tali perché aperti all'esterno - sono attratti alla giurisdizione del giudice amministrativo, analogamente i concorsi interni misti , che riguardano sia la progressione nell'ambito della stessa arca, che tra aree diverse, sono parimenti attratti alla giurisdizione del giudice amministrativo in ragione di un generale principio di economicità processuale che fa escludere che delle medesime operazioni concorsuali possano conoscere contemporaneamente sia il giudice ordinario che quello amministrativo. 5. Non occorre provvedere sulle spese di questo giudizio non avendo il Comune intimato svolto alcuna attività difensiva. PQM La Corte, a Su, dichiara la giurisdizione del giudice amministrativo nulla per le spese.