""Sfregiati"" centinaia di siti occidentali per protesta contro le vignette anti-Islam

Una forma di ritorsione apparentemente innocua. Ma per un giovane di origine maghrebina arrestato in Francia ha realizzato oltre 600 defacement il processo, se le accuse più gravi fossero provate, potrebbe concludersi con una pesante condanna

Le cronache sono purtroppo ancora affollate dalle ritorsioni violente alla pubblicazione, da parte di un giornale danese poi ripetuta da altre testate, in vari Paesi occidentali di vignette che il mondo islamico più ortodosso ha ritenuto offensive nei confronti del profeta Maometto e quindi, di riflesso, irrispettose verso tutti i musulmani. Ma se queste ritorsioni hanno rappresentato e tuttora continuano a essere la reazione più dura e incivile - unanimemente condannata anche dai musulmani moderati - molte altre forme di dissenso per le caricature che hanno scherzato sulla religione islamica sono state attuate in queste settimane. Una in particolare, finora sottaciuta, è stata condotta attraverso il defacement la modifica della Homepage di siti Internet, dispregiativa in sé in quanto prova di mancanza di difese, ma talora anche scherzosa di innumerevoli pagine Web di aziende, istituzioni e soggetti vari, soprattutto danesi ma non solo, attuato per protesta contro le vignette. Si tratta, secondo stime che ancora non sono definitive - visto che il fenomeno è in costante moltiplicazione - di un attacco sferrato e portato a termine contro migliaia di pagine on-line, comprese quelle di accesso Homepage di molti siti occidentali. È per questa attività - in genere appannaggio di hacker e cracker che dimostrano così la vulnerabilità di molti siti, lasciando in genere una firma ironica - che in Francia è stato arrestato tre giorni fa e rilasciato in attesa del processo un giovane maghrebino al quale vengono addebitati, in virtù del nickname con il quale si è firmato e che lui stesso non disconosce, oltre seicento defacement . La questione, tuttavia, non è per niente scherzosa, sia perché tale tipo di intervento fraudolento fatto per gioco oppure no può rientrare a pieno titolo tra le possibili fattispecie di violazione di sistemi informatici - tutte penalmente rilevanti - sia perché, nel caso specifico, tra le accuse formulate nei confronti del giovane arabo sono state anche indicate due ipotesi incitazione all'odio razziale e apologia della guerra che, ove dimostrate, appesantirebbero ulteriormente la sua posizione esponendolo a condanne piuttosto severe. Il tenore medio dei testi che corredano i defacement legati alla questione vignette, in verità, è caratterizzato da notevole moderazione e, anzi, sottolinea nei propri contesti la differenza tra gli sfregi in gioco quelli contro la religione e quelli contro l'integrità dei siti. Un esempio pratico su un sito danese è stata sostituita la pagina originale con una contenente questo testo Vous avez osé faire des caricatures de notre prophète Muhammed Que la paix et le salut soient sur lui sans vous soucier des conséquences que celà peut engendrer, nous nous permettons, à notre tour, de repliquer à vos actes à notre manière, l'Islam a toujours était une religion qui incite à la paix, on n'acceptera jamais que quelqun qui ère sur cette terre sans but comme une vache de salir l'image de notre religion. Vous avez commencé, à vous d'assumer . Nondimeno, nel caso di quelli ritoccati dal giovane arrestato dalla gendarmeria francese, certune espressioni avrebbero motivato le accuse più pesanti. In ogni caso, comunque, anche la violazione delle pagine Web in alcuni casi modificate, in altri casi sostituite è passibile in Francia, come in Italia alla luce della normativa vigente, di sanzioni piuttosto pesanti anche in considerazione della reiterazione su scala industriale dell'effrazione. Quanto alle dimensioni della protesta on-line contro le vignette mediante defacement dei siti, chiunque può rendersi conto facilmente della situazione. Il sito Zone-H - leggibile in versione plurilingue - cataloga in tempo reale questi tipi di attacchi consentendo di vedere gli effetti delle modifiche mano a mano che le varie azioni-pirata vengono segnalate. Per vedere questa rassegna che comprende anche le modifiche attuate per altre ragioni o semplicemente per scherzo basta seguire i link a partire dalla pagina www.zone-h.org/defacements scegliendo l'opzione desiderata view o mirror . È la prova, se non altro, di quanta poca attenzione venga riservata alla protezione da attacchi esterni da parte dei gestori di migliaia di siti Internet. Non è un caso, infatti, che in passato siano state sfregiate pagine di istituzioni e aziende celebri in tutto il mondo, comprese alcune delle maggiori agenzie per la sicurezza. m.c.m.