La riforma professionale chiede più spazio al Congresso

Lettera aperta dell'Anf per recuperare il dibattito su una proposta lungimirante e aggiornata che tenga conto della legge Bersani

Dal Congresso nazionale forense dovrà uscire una seria proposta di moderna e lungimirante riforma dell'ordinamento professionale. L'Associazione nazionale forense ha scritto ed inviato una lettera aperta a tutti i delegati e i partecipanti del prossimo Congresso pubblicizzando in anticipo la mozione con le proposte di riforma che verranno sottoposte al libero confronto. Viste le inquietanti derive profilate in sede politica - scrive il segretario Anf Bruno Sazzini - tutte le componenti della nostra categoria hanno convenuto che l'unica risposta praticabile risieda in una seria proposta di moderna e lungimirante riforma dell'ordinamento professionale da discutere nella sessione di Roma in un confronto effettivo, anche aspro, se necessario, ma concreto . Alla base della lettera aperta lo spazio esiguo destinato all'intervento dei delegati e dei congressisti, ragione che ha indotto l'Anf a pubblicizzare con anticipo le sue proposte. Senza contare che la categoria allo stato non ha un progetto di base sufficientemente aggiornato, anche quelli più recenti - riporta la lettera - non considerano in alcun modo il quadro generale che si è determinato a seguito della conversione in legge del decreto Bersani e neppure considerano le recentissime aperture da una parte della politica ha fatto, con la presentazione di proposte di legge aventi ad oggetto il riordino complessivo delle professioni intellettuali . Ieri intanto è iniziato il primo dei sei giorni di sciopero indetti dall'Organismo unitario dell'avvocatura. Il Governo continua ad ignorare le proteste dell'Avvocatura ha detto il presidente Oua Michelina Grillo aggiungendo che la protesta non si fermerà questa settimana . Riteniamo infine provocatorie - ha continuato - le parole del ministro della Giustizia, Clemente Mastella, che pensa di risolvere i problemi riducendo le garanzie e ha in mente una riforma degli ordini professionali che ne azzererebbe l'autonomia riportando tutto sotto il controllo del suo ministero . Grillo informa inoltre che l'Oua si riserva anche di valutare l'opportunità, oggi consentita proprio dalle avversate disposizioni del decreto Bersani, di attuare una volta al mese una giornata dell'avvocatura per la tutela dei diritti , nella quale fornire consulenza gratuita ai cittadini, adeguatamente pubblicizzata, diffondendo nell'occasione un documento per evidenziare l'interesse primario dell'utente a sostenere in prima persona le ragioni della protesta . p.a. Sull'argomento Congresso vedi tra gli arretrati del 16 settembre 2006

Associazione nazionale forense Lettera aperta ai delegati ed ai partecipanti al XXVIII Congresso Nazionale Forense Roma 13 settembre 2006 Caro Collega, abbiamo deciso di fare appello alla Tua responsabilità di delegato e alla Tua sensibilità di congressista in previsione di un momento congressuale che dovrebbe essere di grande partecipazione e condivisione delle scelte future dell'avvocatura, per esporTi direttamente la posizione di Anf. L'occasione costituita dal Congresso è assolutamente unica pietra angolare per la costruzione di un futuro dell'avvocatura in un momento storico in cui questa si presenta sguarnita nei confronti della politica. La capacità di lottare per il futuro dovrebbe muovere dalla proposta di un modello ordinamentale che contrapponga alle ipotesi superficiali o stravolgenti, formulate dalla politica, un sistema stabile che sia in grado, a tutela di essenziali interessi pubblici, di garantire effettivamente il controllo permanente della qualità tecnica e morale dei professionisti intellettuali fin dall'accesso alla professione. Per questo, tutte le componenti della nostra categoria hanno convenuto che l'unica risposta praticabile alle inquietanti derive profilate in sede politica, risieda in una seria proposta di moderna e lungimirante riforma dell'ordinamento professionale e tutte hanno condiviso la scelta di essere chiamate a discuterne nella sessione di Roma del XXVIII Congresso Nazionale Forense, in un confronto effettivo, anche aspro, se necessario, ma concreto e che porti a decisioni innovative che siano comunque condivise dalla maggioranza degli avvocati, così come democraticamente espressa nel corpo congressuale. Il programma dei lavori, anche se parzialmente modificato a seguito delle pressanti richieste delle associazioni forensi, non lascia adeguato spazio per l'intervento dei delegati, dei congressisti, nonché dei rappresentanti delle associazioni forensi e dei singoli ordini. Non vi è poi un progetto che non sia, quantomeno, datato e anche quelli più recenti, che oggi ci è dato conoscere, pur contenendo qualche elemento di novità, non considerano in alcun modo il quadro generale che si è determinato, a seguito della conversione in legge del decreto cd. Bersani e neppure considerano le recentissime aperture che una parte della politica ha fatto, con la presentazione di proposte di legge aventi ad oggetto il riordino complessivo delle professioni intellettuali. Da queste considerazioni nasce la necessità di anticiparTi fin d'ora, in rapida sintesi, i punti qualificanti della MOZIONE che ANF porterà nel Congresso e che sottoporrà al libero confronto Riteniamo che la difficile situazione politica non dia oggi alcuna possibilità che un'autonoma riforma dell'ordinamento professionale forense venga approvata, se non preceduta da una riforma complessiva delle libere professioni. L'opzione, pertanto, non può che essere l'approvazione di una legge quadro di riforma delle professioni intellettuali, con delega al governo per la riorganizzazione dei singoli ordinamenti professionali e con contestuale richiesta al parlamento di assegnazione di una corsia preferenziale, considerata l'urgenza che proviene dalle novità imposte dalla pretesa liberalizzazione introdotta dal decreto Bersani. Solo una legge quadro, infatti, può contenere i principi comuni a tutte le professioni intellettuali, lasciando poi che siano le singole normative di categoria, a dettare le regole di esercizio delle singole professioni, in relazione agli interessi pubblici rispettivamente sottesi. Questo contesto consentirebbe, peraltro, di affrontare la battaglia non in maniera isolata e corporativa, bensì nell'ambito della valorizzazione della rilevanza sociale ed economica dell'intero mondo delle professioni intellettuali. In questa prospettiva sono elementi assolutamente qualificanti ed irrinunciabili 1. l'affermazione della natura esclusivamente pubblicistica dei consigli degli ordini, dei consigli nazionali delle professioni nonché delle federazioni o unioni degli ordini che, per salvare le ragioni della loro sopravvivenza, debbono abbandonare ogni velleità di rappresentanza politica e di interessi categoriali, per recuperare, in chiave di efficienza, la loro specifica funzione di tutela degli interessi pubblici e di affidamento della collettività nei confronti della professione 2. il riconoscimento della rappresentanza politica in capo ad organi liberamente e democraticamente scelti dai singoli iscritti, con il coinvolgimento ed il concorso delle libere associazioni 3. la riorganizzazione della funzione disciplinare, attraverso appositi organi interni alla categoria, ma con la netta separazione tra funzione requirente e funzione giudicante, con la rottura del rapporto tra controllore e controllato e con l'apertura alla partecipazione dell'utente che sia interessato al procedimento 4. il riconoscimento del pluralismo nell'esercizio della funzione di formazione, aggiornamento e qualificazione professionale che, nell'ambito di direttive omogenee da parte delle istituzioni e con il loro controllo, consenta una varietà di offerte formative lasciate alla libera scelta di ciascun iscritto, coerentemente ai suoi particolari interessi professionali 5. la riorganizzazione di sistemi tariffari che, resi trasparenti e accessibili nei confronti della collettività e garantiti dal controllo e dall'approvazione da parte di istituzioni pubbliche, assicurino comunque - in particolare e soprattutto per la sua rilevanza pubblica, alla professione forense - il mantenimento di livelli minimi e massimi, derogabili solo per espressa pattuizione con il cliente 6. la previsione della possibilità di organizzare l'esercizio della professione in forma societaria anche interdisciplinare, esclusa, però, ogni forma di partecipazione di terzi come meri soci di capitale a tutela, non solo dell'autonomia e indipendenza del professionista, ma, soprattutto, a garanzia dell'utente. Ciò, senza contare che esiste la necessità di discutere ancora I. sull'opportunità di una riorganizzazione dell'albo e delle relative discipline, che consenta la valorizzazione della funzione pubblicistica dell'attività difensiva nelle sedi contenziose funzione che ha bisogno di regole di accesso, di incompatibilità e di deontologia, differenziate rispetto alle più semplici regole che possono governare le attività di mera consulenza e quelle dedicate al campo degli affari e delle imprese eventualmente, con percorsi formativi specifici, ferma rimanendo, però, l'esigenza per motivi sia di controllo deontologico, sia di stabilità del sistema previdenziale , di mantenere in un unico ordine, seppur con norme diverse, gli avvocati che svolgano attività diverse giudiziale e/o stragiudiziale II. sulla ridefinizione delle varie figure professionali ormai diffuse legali parasubordinati o dipendenti , istituendo per le stesse un sistema di garanzie giuridiche ed economiche, anche previdenziali e di avviamento. Confidiamo che Tu possa condividere le nostre indicazioni e sin da ora Ti chiediamo di sostenere la mozione che presenteremo già dall'apertura del Congresso. Cogliamo l'occasione per segnalarTi il numero speciale della Rassegna degli Avvocati Italiani, periodico dell'Anf, che sarà in distribuzione nella sede del Congresso con le nostre linee guida. Grazie per la Tua attenzione e a rivederci a Roma. Il Segretario Generale Bruno Sazzini ?? ?? ?? ??