Infermieri professionali: il periodo del corso di diploma non è riscattabile

Palazzo Spada ribalta una statuizione del Tar Campania e chiarisce possono essere ammessi a riscatto solo i periodi di studio successivi al conseguimento del titolo relativo alla scuola secondaria superiore

Il corso per ottenere il diploma di infermiere professionale ha durata biennale e non richiede, per accedervi, alcun diploma post-secondario ma è sufficiente la licenza media di primo grado. Il dipendente pubblico non può essere ammesso a riscattare, ai fini del trattamento di quiescenza, tale periodo di studi. A chiarirlo, con una decisione qui leggibile come documento correlato che ribalta una precedente antitetica statuizione del Tar Campania, è la sesta sezione del Consiglio di Stato. I giudici di Palazzo Spada hanno accolto il ricorso in appello dell'Università Federico II di Napoli che riteneva erronea la sentenza con la quale il Tar Campania aveva annullato il diniego precedentemente opposto dallo stesso ateneo ad una richiesta di riscatto della durata del corso per il conseguimento del diploma di infermiere professionale. Il primo giudice, secondo l'Università ricorrente, avrebbe erroneamente interpretato la sentenza costituzionale n. 52/2000 - estranea alla fattispecie ma dalla quale il Tar aveva enucleato, nella propria lettura, un principio generale - con la quale si dichiarava l'illegittimità costituzionale dell'articolo 13 primo comma del Testo Unico n. 1092/73 e dell'articolo 2 del D.Lgs n. 184/97. I giudici amministrativi dell'appello non hanno condiviso la tesi interpretativa del Tar, sulla considerazione del fatto che la norma che regola l'accesso al corso per infermiere professionale non richiede alcun diploma post-secondario vi si accede con la licenza media inferiore e che il titolo che si ottiene dopo il biennio, con esito favorevole, è equiparabile ad un diploma di scuola media superiore che, per quanto necessario ai fini della qualifica non è riscattabile così come non lo sono tutti i periodi di studio per il conseguimento di un diploma di Stato richiesto per l'accesso al posto . Peraltro, chiariscono i giudici del Consiglio di Stato, la sentenza costituzionale richiamata dal Tar Campania, con erronee conclusioni, enuncia la possibilità di riscatto degli anni necessari per acquisire la preparazione necessaria per lo svolgimento di una determinata funzione subordinandola alla condizione che il diploma relativo sia richiesto in aggiunta ad altro titolo di studio . Ricorso della Federico II accolto, quindi, e dichiarazione di infondatezza per il quello di primo grado. m.c.m.

Consiglio di Stato - Sezione sesta - decisione 13 gennaio-11 aprile 2006, n. 1994 Presidente Giovannini - Estensore Romeo Ricorrente Università degli Studi Federico II di Napoli Fatto e diritto 1. Il Tar Campania, con la sentenza di cui si chiede la riforma, ha accolto il ricorso dell'istante avverso il provvedimento dell'Università appellante, con cui è stato denegato il riscatto della durata del corso necessario al conseguimento del diploma di infermiere professionale . 2. Appella l'Università, la quale chiede la riforma della sentenza impugnata, in quanto il primo giudice avrebbe erroneamente interpretato la sentenza della Corte costituzionale 52/2000 comunque estranea alla fattispecie , con la quale è stata dichiarata la illegittimità costituzionale del comma 1 dell'articolo 13 Tu 1092/73 e dell'articolo 2 del Dl 184/97 per violazione degli articoli 3 e 97 della Costituzione, nella parte in cui non consentono al dipendente dello Stato di riscattare, ai fini del trattamento di quiescenza, il periodo di durata legale del corso di studi svolto presso l'Accademia di belle arti ovvero presso istituti o scuole riconosciuti di livello superiore post-secondario quando il relativo diploma o titolo di studio di specializzazione o perfezionamento sia richiesto, in aggiunta ad altro titolo di studio, per l'ammissione in servizio di ruolo . L'Università conclude che nella specie non poteva essere ammesso a riscatto il periodo di durata del corso per il conseguimento del diploma di infermiere professionale, in quanto sono riscattabili solo i periodi di studio successivi al conseguimento del diploma di maturità o di scuola secondaria superiore. 3.- Il ricorso, trattenuto in decisione all'udienza del 13 gennaio 2006, è fondato. Il primo giudice ha ammesso a riscatto il periodo di durata del corso per il conseguimento del diploma di infermiere professionale, muovendo dalla considerazione che la giurisprudenza costituzionale avrebbe reiteratamente posto in rilievo l'evoluzione della normativa in tema di riscatti sino a ritenere riscattabile ogni periodo di studio necessario per acquisire una maggiore preparazione professionale, richiesta per accedere ad una specifica qualifica superiore. La sentenza della Corte costituzionale 52/2000, secondo il Tar, consente di enucleare un principi generale sulla generale riscattabilità dei periodi di studio post-universitari o post-secondari funzionali alla carriera nell'Amministrazione di appartenenza . La argomentazione non convince, perché la normativa che regola l'accesso al corso per il conseguimento del diploma di infermiere professionale Rd 2330/29, articolo 20 , non richiede il possesso di alcun diploma post-secondario, essendo sufficiente il certificato di licenza media di primo grado, e l'articolo 135 del Tu 1265/39 prevede che alla fine del corso biennale teorico pratico, con relativo tirocinio, venga rilasciato un diploma di Stato per l'esercizio della professione di infermiera. Qualora l'infermiera superi con esito favorevole gli esami del terzo corso, consegue uno speciale certificato di abilitazione. Il diploma, conseguito dall'interessata al termine della durata del corso biennale, può essere considerato un diploma di scuola media superiore, che, seppur necessario ai fini della qualifica ricoperta, non è riscattabile così come non lo sono tutti i periodi di studio per il conseguimento di un diploma di Stato, richiesto per l'accesso al posto. Peraltro, la menzionata sentenza 52/2000 della Corte costituzionale non giustifica la statuizione del Tar, dal momento che il principio enunciato è chiaro nel subordinare la possibilità del riscatto degli anni necessari per acquisire la preparazione necessaria per lo svolgimento di una determinata funzione, alla condizione che il diploma o titolo di studio di specializzazione o di perfezionamento sia richiesto in aggiunta ad altro titolo di studio . Non può, quindi, essere soddisfatta la pretesa della ricorrente di vedersi riconosciuto il riscatto degli anni di studio per acquisire il diploma di Stato, necessario per l'esercizio della professione di infermiere professionale, giacché tale diploma si consegue dopo la frequenza di un corso biennale, al quale si accede con la licenza media di primo grado. Questa situazione consente di ritenere manifestamente infondata la prospettata questione di legittimità costituzionale, in quanto la posizione dell'istante non è omogenea con altre per le quali la normativa prevede la possibilità del riscatto, e neppure con quelle prese in considerazione dalla Corte durata del corso legale di studi svolto presso l'Accademia di belle arti ovvero presso istituti o scuole riconosciuti di livello superiore post-secondario, quando il relativo diploma sia richiesto in aggiunta ad altro titolo di studio , al fine di dichiarare l'illegittimità della normativa avanti indicata, nella parte in cui non consente il riscatto. L'appello va, pertanto, accolto, e, in riforma della sentenza impugnata, va dichiarato infondato il ricorso di primo grado. Sussistono motivi per disporre la compensazione delle spese. PQM Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale, Sezione sesta, accoglie l'appello in epigrafe. Compensa le spese. Ordina che la presente decisione sia eseguita dall'Autorità amministrativa. ?? ?? ?? ?? 2 N.R.G. 10960/2001 FF