Incidenti stradali, i diritti (al risarcimento) del possessore

Riconosciuta la legittimazione attiva anche a chi non è proprietario dell'automobile, purché sia provato il danno patrimoniale

Incidenti stradali, anche il possessore dell'auto ha diritto ad una tutela infatti, può legittimamente rivolgersi al magistrato, al posto del proprietario, per ottenere il risarcimento relativo al veicolo danneggiato. Il principio non è nuovo per la giurisprudenza di legittimità, viene difatti richiamato come precedente una sentenza del '97, la n. 10843, ma investe una questione di grande rilevanza pratica nell'ambito del contenzioso per danni da sinistro stradale. Si pensi ai casi di utilizzo di un'auto concessa in leasing finanziario, in noleggio per un lungo periodo o in affitto, secondo una pratica molto diffusa ai giorni d'oggi. Con la sentenza 4003/06 - depositata il 23 febbraio e qui integralmente leggibile tra gli allegati - la Cassazione ha, infatti, accolto il ricorso di un signore napoletano che si era visto respingere dal giudice di pace di Napoli una domanda di risarcimento danni sul presupposto della sua carenza di legittimazione attività, perché non era il proprietario del veicolo. Il ricorrente, infatti, affermava di aver subito un danno di natura patrimoniale in occasione di un incidente che aveva visto coinvolto l'auto da lui guidata, risultata poi non di sua proprietà. Così, dopo il verdetto negativo del giudice onorario, l'attore decide di rivolgersi agli ermellini lamentando la violazione dell'articolo 1140 Cc, perché il primo magistrato non aveva considerato il diritto al risarcimento del danno del possessore del bene. Cioè, di colui che esercita sulla cosa un potere corrispondente a quello proprio del titolare del diritto di proprietà o di altri diritto reale. La terza sezione civile di piazza Cavour gli ha dato ragione ed ha affermato il principio secondo il quale è tutelabile in sede risarcitoria la posizione di chi eserciti nei confronti dell'autovettura danneggiata una situazione di possesso giuridicamente qualificabile come tale ai sensi dell'articolo 1140 Cc . Pertanto, aggiunge la Cassazione, l'applicazione di tale principio ai singoli casi concreti impone al giudice del merito di accertare che l'attore abbia rigorosamente dimostrato, sulla scorta di prove idonee, la esistenza a suo favore di una situazione di possesso, nonché l'incidenza sul suo patrimonio del danno di cui chiede il ristoro . La decisione in esame dovrà quindi essere rinviata ad altro giudice di pace di Napoli, cui spetterà tale approfondita indagine.

Cassazione - Sezione terza civile - sentenza 21 dicembre 2005-23 febbraio 2006, n. 4003 Presidente Vittoria - Relatore Massera Pm Ceniccola - difforme - Ricorrente Ciccarelli Svolgimento del processo Con sentenza in data 20 agosto 2002 il GdP di Marano di Napoli rigettava la domanda proposta da Luigi Ciccarelli, che aveva chiesto la condanna di Maria Domenica D'Alterio, e delle Spa Sarp Assicurazioni in Lca e Generali Assicurazioni, nella qualità di impresa designata dal Fgvs, al risarcimento dei danni conseguenti ad un incidente stradale. Il Giudice rilevava che l'attore non era risultato proprietario dell'auto danneggiata. Avverso la suddetta sentenza il Ciccarelli ha proposto ricorso per cassazione affidato ad un unico motivo. Le resistenti non hanno svolto alcuna difesa in questo giudizio. Il ricorrente ha depositato una memoria. Motivi della decisione Si premette che all'odierna udienza in camera di consiglio il difensore del ricorrente ha partecipato ed ha esposto le proprie argomentazioni a sostegno del ricorso, di cui ha chiesto l'accoglimento. Con unico motivo il Ciccarelli eccepisce violazione degli articoli 1140, 1168, 2043 e 2054 del Cc assumendo che erroneamente il GdP non lo ha ritenuto legittimato ad agire per ottenere il risarcimento del danno relativo all'auto danneggiata. Il ricorso è manifestamente fondato e, quindi, meritevole di accoglimento. La sentenza impugnata ha respinto la domanda sul presupposto che spetti soltanto al proprietario dell'auto danneggiata in un sinistro stradale la legittimazione ad agire per ottenere il risarcimento del relativo danno. Questa affermazione si pone in contrasto con i principi informativi della materia risarcitoria e, quindi, è censurabile in sede di legittimità anche nell'ipotesi di pronuncia secondo equità. Questa stessa sezione già in passato Cassazione, Sezione terza, 10843/97 ha stabilito che il diritto al risarcimento del danno può spettare anche a colui il quale, per circostanze contingenti, si trovi ad esercitare un potere soltanto materiale sulla cosa e, dal danneggiamento di questa, possa risentire un pregiudizio al suo patrimonio, indipendentemente dal diritto - reale o personale - che egli abbia all'esercizio di quel potere nello stesso senso Cassazione, Sezione terza, 14232/99 . Va, dunque, affermato il principio che è tutelabile in sede risarcitoria la posizione di chi eserciti nei confronti dell'autovettura danneggiata una situazione di possesso giuridicamente qualificabile come tale ai sensi dell'articolo 1140 Cc. L'applicazione di tale principio ai singoli casi concreti impone al giudice del merito di accertare che l'attore abbia rigorosamente dimostrato, sulla scorta di prove idonee, la esistenza a suo favore di una situazione di possesso corrispondente a quella sopra descritta, nonché l'incidenza sul suo patrimonio del danno di cui chiede il ristoro. Pertanto la sentenza va cassata con rinvio ad altro GdP di Napoli che dovrà stabilire, con pienezza di indagine e di valutazione, se il Ciccarelli abbia dimostrato un possesso come sopra specificato. PQM Accoglie il ricorso. Cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per le spese del giudizio di cassazione, ad altro GdP di Napoli.