Dipendenti pubblici: ecco come raggiungere il minimo contributivo

Con la nota protocollo n. 15888 del 4 aprile 2013, il Dipartimento della Funzione Pubblica ha fornito alcuni chiarimenti in merito alla possibilità di totalizzare i contributi o trattenere in servizio un dipendente che non abbia raggiunto il minimo contributivo di 20 anni per la pensione.

I 20 anni possono essere raggiunti sommando le anzianità contributive. Secondo la Funzione pubblica, bisogna anzitutto valutare la situazione contributiva complessiva del dipendente, distinguendo due ipotesi fondamentali se il dipendente non raggiunge il minimo contributivo considerando il rapporto in essere con la p.a. presso cui presta servizio, ma riesce ad arrivare ai 20 anni di anzianità in quanto titolare di altri rapporti contributivi, l’amministrazione deve verificare l’ammontare complessivo dei contributi versati, anche consultando gli altri enti previdenziali di riferimento se la somma raggiunge il minimo di 20 anni, il lavoratore può ricorrere alla totalizzazione o al cumulo contributivo. In questo caso, l’amministrazione deve collocare a riposo il lavoratore al compimento dell’età limite di permanenza in servizio, se il dipendente matura un qualsiasi diritto a pensione prima del 31 dicembre 2011 in caso contrario si applica il nuovo regime previsto dalla l. n. 214/2011. Anzianità insufficiente possibile prolungare il rapporto fino a 70 anni. Se invece l’anzianità contributiva del dipendente risulta insufficiente a raggiungere il minimo contributivo per la pensione di vecchiaia, l’amministrazione deve verificare se prolungando il rapporto di lavoro oltre il requisito anagrafico per la pensione di vecchiaia, il dipendente possa raggiungere il predetto requisito entro i 70 anni di età in caso di risposta negativa, il lavoratore deve essere collocato a riposo una volta raggiunto il limite ordinamentale dei 65 anni.

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