Credito d'imposta, il nuovo ramo d'impresa può ereditare l'agevolazione

L'Agenzia delle Entrate interviene sugli incentivi riservati alle aree svantaggiate del Paese introdotti dalla Finanziaria 2001

Il credito d'imposta segue il destino del progetto d'investimento in caso di trasferimento del ramo d'azienda la nuova società, nata da una scissione parziale di quella che originariamente aveva ottenuto l'agevolazione, eredita oltre al bonus maturato fino al momento della riorganizzazione societaria anche la quota di sgravi che corrisponde agli investimenti da realizzare per completare l'originario programma. Lo chiarisce l'Agenzia delle entrate, intervenendo sugli incentivi riservati alle aree svantaggiate del Paese introdotti dalla Finanziaria 2001 la risoluzione 22/2006 è qui integralmente leggibile fra i documenti correlati . Investimenti agevolati. Il provvedimento della Direzione centrale normativa e contenzioso prende le mosse da un'istanza d'interpello proveniente da un'azienda che chiedeva di continuare a beneficiare di un credito d'imposta pari al 26,25 per cento dell'investimento totale. Ecco, in sintesi, la vicenda nell'aprile 2002 la società ottiene il via libera all'agevolazione e comunica il piano degli investimenti che intende realizzare fino al 2006. Ma nel frattempo deve ricorrere a un riassetto organizzativo che prevede un'operazione di scissione parziale proporzionale con la costituzione di una nuova società alla quale è assegnato tutto il ramo d'azienda cui fanno riferimento gli investimenti agevolati. Il credito d'imposta già maturato al momento della scissione si trasferisce automaticamente alla società neonata il fisco, su questo punto, è d'accordo da tempo cfr. risoluzioni 179/03 e 143/03 . Il punto era capire se accadesse altrettanto agli investimenti da realizzare, come chiedeva l'impresa. Posizioni soggettive. Perché le Entrate accolgono la soluzione interpretativa prospettata dal contribuente? Il caso, osservano gli esperti dell'amministrazione finanziaria, è analogo a quello in cui una società incorpora un'altra che ha realizzato parzialmente l'investimento agevolato la prima matura il credito d'imposta relativo alla quota di investimento da portare a termine cfr. risoluzione 11/2003 . Nella vicenda alla base dell'istanza d'interpello la nuova società mantiene l'originaria destinazione dei beni e ha l'obbligo di completare il progetto d'intervento. Il diritto di fruire della agevolazione maturato dall'azienda prima della scissione rientra - spiega il provvedimento delle Entrate - fra le posizioni soggettive connesse specificamente ad elementi del patrimonio trasferito . E fra quelle posizioni rientra anche la titolarità del progetto d'investimento ceduta alla nuova società dopo la scissione a quest'ultima, dunque, va riconosciuta anche la quota residua dei crediti d'imposta sugli interventi da realizzare d.f. .

Agenzia delle Entrate - Direzione centrale Normativa e Contenzioso Risoluzione 22/E - 6 febbraio 2006 La società XX Srl di seguito Società ha formulato un'istanza di interpello ai sensi dell'articolo 11 della legge 212/00, concernente l'applicazione del credito d'imposta per investimenti nelle aree di cui alle deroghe contenute nell'articolo 87, paragrafo 3, lettere a e b , del Trattato UE, previsto dall'articolo 8 della legge 388/00, e successive modificazioni e integrazioni. QUESITO La Società, sta realizzando un investimento in XY, rientrante nella Disciplina multisettoriale dei grandi progetti di investimento in Guce C 107 del 7 aprile 1998 , debitamente notificato alla Commissione europea e da questa autorizzato in data 9 aprile 2002. In relazione a tale investimento, sta fruendo del credito d'imposta di cui all'articolo 8 della legge 388/00 a tal fine, la Società precisa di aver provveduto ad espletare tutti gli obblighi previsti , compresa la comunicazione dei dati relativi agli investimenti realizzati e da realizzare fino al 2006, da effettuarsi, a pena di decadenza dal contributo, con Mod. Cvs ai sensi dell'articolo 62, comma 1, lettera a , della legge 289/02. I mutamenti intervenuti nel settore in cui opera la società hanno reso necessario un intervento di riorganizzazione da realizzarsi mediante un'operazione di scissione parziale proporzionale con costituzione di una nuova società beneficiaria alla quale verrà allocato tutto il ramo d'azienda nel quale sono inseriti gli investimenti per i quali si intende fruire del predetto credito d'imposta. La società beneficiaria manterrà l'originaria destinazione dei beni già terminati all'originaria struttura produttiva e assumerà l'obbligo di completare il progetto d'investimento . La Società, atteso che nessuna questione si pone in ordine al trasferimento alla società beneficiaria del credito d'imposta già maturato al momento della scissione vedi risoluzioni n. 179/E del 15 settembre 2003 e n. 143/E del 30 giugno 2003 , chiede di conoscere se il contributo in questione possa altresì maturare in capo alla beneficiaria stessa in relazione agli investimenti effettuati per completare l'originario progetto. SOLUZIONE INTERPRETATIVA PROSPETTATA DAL CONTRIBUENTE La società istante ritiene che, in conformità alla generale disciplina della scissione di cui all'articolo 173 del Tuir, si realizzino i presupposti per il trasferimento del bonus già maturato, in conformità alle sopra citate risoluzioni, e che, per effetto della scissione, si trasferisca alla beneficiaria anche la posizione soggettiva consistente nella possibilità di avvalersi del credito d'imposta sugli investimenti in questione pari al 26,25% dell'investimento totale previsto , in quanto specificamente connessa agli elementi del ramo d'azienda ricevuto a seguito della scissione. PARERE DELL'AGENZIA DELLE ENTRATE Si concorda con la soluzione prospettata dalla Società. In ordine alla possibilità di trasferire il diritto a fruire del credito d'imposta in questione, le richiamate risoluzioni n. 179 e n. 143 del 2003 hanno precisato che tale trasferimento è consentito unicamente con riguardo ad operazioni che, in base a specifiche disposizioni giuridiche, prevedono una confusione di diritti e obblighi dei soggetti giuridici interessati ad esempio, in caso di operazioni di fusione, scissione e trasformazione di società . Considerato che il diritto maturato in capo alla società scissa di fruire del credito d'imposta rientra tra le posizioni soggettive connesse specificamente ad elementi del patrimonio traferito, il credito stesso compete alla società cui sia stato attribuito il ramo d'azienda scorporato nell'ambito del quale è stato realizzato l'investimento agevolato, in applicazione del principio generale contenuto nell'articolo 173 del Tuir in virtù del quale le posizioni soggettive della società scissa, ivi compresa quella indicata nell'articolo 86, comma 4, e i relativi obblighi strumentali sono attribuiti alle beneficiarie e, in caso di scissione parziale, alla stessa società scissa, in proporzione delle rispettive quote del patrimonio netto contabile trasferite o rimaste, salvo che trattisi di posizioni soggettive connesse specificamente o per insiemi agli elementi del patrimonio scisso, nel qual caso seguono tali elementi presso i rispettivi titolari . Poiché anche la titolarità del progetto d'investimento e tutti i rapporti che da esso derivano in corso di realizzazione alla data della scissione rientra tra le predette posizioni soggettive , si ritiene che in capo alla società beneficiaria, che porterà a compimento l'investimento avviato e parzialmente realizzato dalla società scissa, sia trasferito il diritto alla futura fruizione del credito d'imposta corrispondente agli investimenti ancora da realizzare. In tal guisa, in capo alla società beneficiaria è trasferito il credito maturato dalla scissa in relazione agli investimenti da questa realizzati fino alla data della scissione matura il credito d'imposta corrispondente agli investimenti che, a decorrere dalla data della scissone, saranno realizzati a completamento dell'originario progetto. Tale soluzione è conforme a quanto chiarito, con riferimento alle operazioni di fusione per incorporazione, nella risoluzione n. 11 del 22 gennaio 2003, secondo la quale la società che incorpora la società che ha parzialmente realizzato l'investimento agevolabile matura il credito d'imposta riferibile alla parte dell'investimento ancora da realizzare. RISOLUZIONE N. 22/E