Imprese e lavoratori autonomi, il numero di partita sui siti web diventa obbligatorio

Con una risoluzione, l'amministrazione ricolve un contrasto nato dal confronto fra il comma 1 e il 2 dell'art. 35 del Dpr 633/72 ed estende l'adempimento anche a chi non si occupa esclusivamente di e-commerce

Professionisti, imprese e artigiani devono indicare il numero di partita Iva sull'home page dei loro siti Internet lo chiarisce la risoluzione 60/2006 dell'Agenzia delle entrate disponibile fra i documenti correlati . L'amministrazione risolve una questione sorta dall'interpretazione delle norme contenute nell'articolo 35 del Dpr 633/72 dopo le modifiche introdotte dal Dpr 404/01 il contrasto, in particolare, è nato dal confronto fra il comma 1 e il comma 2 lettera e della disposizione il primo parla della necessità di indicare il numero di partita Iva nel sito web, mentre il secondo prescrive a chi si occupa di commercio elettronico di inserire nella dichiarazione di inizio attività l'indirizzo del sito e i dati identificativi dell'internet service provider. In molti hanno creduto che entrambi gli adempimenti riguardassero soltanto i soggetti Iva impegnati nell'e-commerce. Gli uffici del fisco, però, fanno notare che la soluzione della controversia sta nella lettera della norma, laddove il comma 1 parla di inserimento del codice fiscale nella home page dell'eventuale sito web è evidente, sottolinea la risoluzione 60/2006, che il legislatore non intendeva riferirsi ai soli soggetti Iva impegnati sul fronte del commercio elettronico per i quali, invece, la disponibilità di un sito Internet è necessaria per lo svolgimento dell'attività e dunque qualficarla come eventuale sarebbe stata un errore. d.f.

Agenzia delle Entrate Risoluzione 60/E 16 maggio 2006 Oggetto Indicazione numero partita Iva nel sito web - articolo 35, comma 1, del D.P.R. n. 633 del 1972. Con la nota in riferimento codesta Federazione delle Associazioni Italiane ha chiesto chiarimenti in merito alla corretta interpretazione dell'articolo 35 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, con specifico riguardo al rapporto tra comma 1 e comma 2, lettera e della citata disposizione . In particolare, si vuole sapere se il numero di partita Iva, attribuito dagli uffici dell'Agenzia a quanti intraprendono l'esercizio di impresa, arte o professione nel territorio dello Stato, debba o meno essere indicato nella home-page del sito web anche nel caso in cui il sito venga utilizzato per scopi meramente propagandistici e pubblicitari, senza il compimento di attività di commercio elettronico. A tale proposito si osserva che l'articolo 35, comma 1, del Dpr n. 633 citato - come modificato dall'articolo 2, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 5 ottobre 2001, n. 404 in vigore dal 1 dicembre 2001 - dispone che 1. L'ufficio attribuisce al contribuente un numero di partita Iva che resterà invariato anche nelle ipotesi di variazioni di domicilio fiscale fino al momento della cessazione dell'attività e che deve essere indicato nelle dichiarazioni, nella home-page dell'eventuale sito web e in ogni altro documento ove richiesto 2. Dalla dichiarazione di inizio attività devono risultare e per i soggetti che svolgono attività di commercio elettronico, l'indirizzo del sito web ed i dati identificativi dell'internet service provider Da un'interpretazione sistematica delle disposizioni in commento emerge che l'adempimento previsto all'articolo 35, comma 1, ha natura e finalità differenti rispetto a quello contenuto nel comma 2, lettera e , limitato ai soli soggetti che effettuano attività di commercio elettronico. L'obbligo di indicazione del numero di partita Iva nel sito web rileva per tutti i soggetti passivi Iva, a prescindere dalle concrete modalità di esercizio dell'attività. Di conseguenza, quando un soggetto Iva dispone di un sito web relativo all'attività esercitata, quand'anche utilizzato solamente per scopi pubblicitari, lo stesso è tenuto ad indicare il numero di partita Iva, come chiaramente disposto dall'articolo 35, comma 1. L'articolo 35, comma 2, lettera e , concerne, invece, il contenuto della dichiarazione di inizio attività, la cui presentazione è un adempimento che precede l'attribuzione della partita Iva ed è finalizzato, fra l'altro, all'acquisizione da parte dell'Amministrazione finanziaria delle informazioni inerenti all'attività da esercitare. D'altro canto, qualora l'indicazione del numero di partita Iva nel sito web fosse necessaria solamente per quanti svolgono attività di commercio elettronico, non vi sarebbe stata ragione di qualificare, al comma 1, il sito web come eventuale , posto che, in caso di commercio elettronico, l'esistenza di uno spazio web è necessaria ai fini dello svolgimento dell'attività.