Lavoratori sospesi, requisiti soggettivi e durata della prestazione: ecco gli ultimi chiarimenti su Aspi e mini - Aspi

Con le circolari nn. 36 e 37 del 14 marzo 2013, l’INPS è intervenuto nuovamente in materia di Aspi e mini Aspi, cioè la nuova assicurazione sociale per l’impiego il primo provvedimento fornisce chiarimenti in ordine all’erogazione dell’indennità ai lavoratori sospesi per crisi aziendali o occupazionali, mentre il secondo integra le precedenti diposizioni impartite alla luce delle novità contenute nella legge di stabilità 2013.

L’Aspi in caso di crisi aziendali o occupazionali. L’INPS premette anzitutto che l’art. 3, comma 17, l. n. 92/2012, riconosce, in via sperimentale per il periodo 2013-2015, l’erogazione fino a un massimo di 20 milioni di euro dell’indennità di disoccupazione Aspi anche ai lavoratori sospesi per crisi aziendali o occupazionali in possesso di particolari requisiti assicurativi e contributivi, a condizione che ci sia un intervento integrativo pari almeno alla misura del 20% dell’indennità stessa a carico dei Fondi bilaterali o dei nuovi Fondi di solidarietà. Tale novità ha comportato l’abrogazione a partire da gennaio 2013 delle lettere a , b e c , comma 1, art. 19, D.l. n. 185/2008, che prevedeva le prestazioni di disoccupazione con i requisiti normali e ridotti per i lavoratori sospesi. Definizione e requisiti soggettivi richiesti. Quanto alla definizione di crisi aziendali o occupazionali, il provvedimento rimanda al D.M. n. 46441/2009 si intendono quindi situazioni di mercato o eventi naturali transitori e di carattere temporaneo che determinino, per qualunque tipologia di datore di lavoro privato, mancanza di lavoro, di commesse, di ordini o clienti. Per quanto riguarda invece i requisiti soggettivi richiesti, il citato art. 3, comma 17, richiama i requisiti per l’erogazione della indennità di disoccupazione legata all’Aspi, in quanto compatibili con una tutela di sostegno del reddito erogata in costanza di rapporto di lavoro, dal momento che l’indennità in oggetto, come detto, è legata alla sospensione del rapporto e non alla cessazione dello stesso. Questi i requisiti in dettaglio due anni di assicurazione contro la disoccupazione due anni dal versamento del primo contributo contro la disoccupazione, precisando che il biennio viene determinato a decorrere dal primo giorno in cui il lavoratore risulta disoccupato un anno di contribuzione contro la disoccupazione contributi DS e/o Aspi nel biennio precedente l’inizio del periodo di sospensione. Durata massima e computo. La circolare precisa poi che la durata del trattamento è pari a un massimo di 90 giornate da computare nel biennio mobile quest’ultimo è un parametro utilizzato nelle prestazioni di CIG in caso di fruizione del trattamento per periodi non consecutivi ed è l’arco temporale di durata all’interno del quale vanno collocate le giornate richieste. Ai fini del computo del biennio vanno considerate le 104 settimane immediatamente precedenti la prima giornata effettiva di sospensione del lavoratore. Durata massima della prestazione Aspi Alla luce delle modifiche apportate dalla legge di stabilità 2013, il successivo provvedimento in esame circolare n. 37/2013 spiega che per i lavoratori di età inferiore ai 55 anni, l'indennità Aspi viene corrisposta per un periodo massimo di dodici mesi, detratti gli eventuali periodi di indennità già fruiti a titolo di indennità di disoccupazione Aspi o mini Aspi negli ultimi dodici mesi precedenti la data di cessazione del rapporto di lavoro. Per gli over 55, invece, l'indennità è corrisposta per un periodo massimo di diciotto mesi, nei limiti delle settimane di contribuzione negli ultimi due anni, e ferma restando la detrazione dei periodi di indennità già fruiti negli ultimi diciotto mesi precedenti la data di cessazione del rapporto di lavoro. e mini Aspi. L’indennità di disoccupazione mini Aspi è corrisposta mensilmente per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione nei dodici mesi precedenti la data di cessazione del rapporto di lavoro a tal fine non vanno computati i periodi contributivi che hanno già comportato l’erogazione della prestazione. Infine, nel caso in cui il soggetto percettore di indennità mini-Aspi trovi un’occupazione con carattere di lavoro subordinato, l’indennità è sospesa fino ad un massimo di cinque giorni, secondo quanto disposto dall’art. 2, comma 23, l. n. 92/2012.

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