Accesso limitato per il procedimento disciplinare: chi non è parte resta fuori (anche il denunciante)

di Teodoro Elisino

di Teodoro Elisino* Non è possibile accedere agli atti di un procedimento disciplinare, anche se iniziato su esposto del richiedente. Lo ha stabilito la seconda sezione del Tar Emilia Romagna con la sentenza 2098/05 depositata lo scorso 12 dicembre e qui leggibile nei documenti correlati . Pertanto, l'autore di un esposto, in seguito al quale è stato dato avvio ad un procedimento disciplinare a carico di un altro soggetto, non è titolare di un interesse personale e concreto all'accesso ai relativi atti, poiché non è parte di detto procedimento, il quale rapporta l'amministrazione, l'incolpato e chi svolge l'attività accusatoria. Il collegio, richiamandosi alla consolidata giurisprudenza del giudice d'appello CdS, Sezione quarta, 4049/03 , ripresa dal Giudice di primo grado cfr di recente Tar Marche, 274/05 ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto ex articolo 25 legge 241/90 per l'accertamento della lesione del diritto all'accesso degli atti formati da una Pa in relazione ad esposto presentato dallo stessa parte attrice. Il ricorrente, già in servizio per circa 40 anni nell'Arma dei Carabinieri, a seguito di alcune vicende avvenute negli anni 2001/2002, invia, in data 24 febbraio 2005, un esposto al ministero della Difesa, nel quale chiedeva che il Comandante della Stazione C.C. del paese in cui le accennate vicende si erano verificate fosse avvicendato nella sede e destinato ad altro incarico . In data 26 aprile 2005, il predetto presentava al Comando provinciale C.C. di Bologna specifica istanza di accesso a tutti gli atti d'ufficio giacenti costà ricevuti e spediti relativi a quanto da me sollevato . Il Comando autorizzava l'accesso tuttavia, poiché questo era limitato all'esposto di cui sopra e alle lettere di trasmissione interne all'Arma, in data 2 settembre 2005 il ricorrente rinnovava la richiesta al Comando provinciale, specificando che i documenti di cui chiedeva l'accesso erano quelli formati dalla Compagnia C.C., nonché dallo stesso Comando provinciale . La richiesta, così come formulata, non era accolta. Avverso tale diniego il ricorrente propone ricorso ex articolo 25 legge 241/90, osservando principalmente che il proprio interesse personale sarebbe dimostrato dall'esposto presentato, e che il diniego opposto dall'Amministrazione sarebbe palesemente finalizzato a non farmi conoscere a che cosa è approdata l'inchiesta amministrativa a carico del Comandante della Stazione C.C. Tra le osservazioni contenute nelle memoria dell'amministrazione resistente, tra le altre cose, evidenziamo ? l'improcedibilità/inammissibilità del ricorso, per carenza di interesse ad agire e per difetto di posizione giuridicamente tutelata ? l'infondatezza, nel merito, della pretesa del ricorrente, che si risolverebbe in un controllo generalizzato dell'operato della Pa , ora sanzionato dall'articolo 24, comma 3 legge 241/90, nel testo novellato dalla legge 15/2005. In merito alle predette eccezioni, il collegio ritiene fondata ed assorbente di ogni altra quella con cui si deduce il difetto di legittimazione ad agire del ricorrente. I giudici, infatti rilevano che il vantato interesse ad agire del ricorrente, basato sulla circostanza di aver presentato un esposto e nell'esigenza di conoscere le risultanze della conseguente inchiesta amministrativa avviata, non può essere riconosciuto, considerato che la consolidata giurisprudenza, come già riferito in premessa, ritiene che l'autore di un esposto non è parte dell'eventuale procedimento consequenziale, e, pertanto, non è titolare di un interesse personale e concreto all'accesso ai relativi atti. Anche l'argomentazione dell'amministrazione della Difesa, secondo cui l'esercizio del diritto di accesso si risolverebbe, nel caso di specie, in un inammissibile controllo generalizzato dell'operato della Pa, è condivisa dal collegio. Per le motivazioni dianzi esposte, quindi, il Tar per l'Emilia Romagna ritiene giusta la motivazione contenuta nella controversa nota 8 settembre 2005 con cui il Comando prov.le C.C. di Bologna ha denegato l'accoglimento dell'istanza di accesso del ricorrente, in quanto dalla predetta istanza non si evincono i concreti motivi e l'interesse legittimo per il quale l'istante ha necessità di accedere alla documentazione richiesta . In ossequio alle disposizioni contenute nella legge 241/90, e per paura di conseguenze legate al diniego d'accesso, impiegati solerti di pubblici uffici, in casi analoghi a quelli in esame, forse consentono l'accesso ai fascicoli. Questi impiegati, pur non obbligati a tener conto di una sentenza amministrativa, è il caso che ponderino nel giusto modo i principi in essa contenuti, per evitare che la preoccupazione di non rispettare le disposizioni sul diritto di accesso si trasformi, per loro, nella preoccupazione, forse più seria, di aver violato i principi contenuti nella legge sulla privacy. *Avvocato

Tar Emilia Romagna - Sezione seconda - sentenza 24 novembre-12 dicembre 2005, n. 2098 Presidente Papiano - Relatore Calderoni Ricorrente Marra Fatto e diritto I. Il ricorrente, già in servizio per circa 40 anni nell'Arma dei Carabinieri, premette in fatto alcune vicende - avvenute negli anni 2001/2002 in Comune di Camugnano BO e riguardanti, oltre a sé medesimo, la propria consorte - in esito alle quali ha inviato, in data 24 febbraio 2005 un esposto al ministero della Difesa, nel quale chiedeva che il Comandante della Stazione C.C. di Camugnano fosse avvicendato nella sede e destinato ad altro incarico . Successivamente, in data 26 aprile 2005 presentava al Comando provinciale C.C. di Bologna specifica istanza di accesso a tutti gli atti d'ufficio giacenti costà ricevuti e spediti relativi a quanto da me sollevato . Il Comando autorizzava l'accesso, che avveniva il 17 giugno 2005 tuttavia, poiché questo era limitato all'esposto di cui sopra e alle lettere di trasmissione interne all'Arma, in data 2 settembre 2005 egli rinnovava la richiesta al Comando provinciale, specificando che i documenti di cui chiedeva l'accesso erano quelli formati dalla Compagnia C.C. di Vergato, nonché dallo stesso Comando provinciale . Al che, con nota 8 settembre 2005 il suddetto Comando disponeva il non accoglimento dell'istanza. Ritenendo violata la normativa in materia di accesso, il ricorrente ha proposto, in proprio, il presente ricorso ex articolo 25 legge n. 241/1990, nel quale deduce che il proprio interesse personale sarebbe dimostrato dall'esposto presentato e che il diniego opposto dall'Amministrazione sarebbe palesemente finalizzato a non farmi conoscere a che cosa è approdata l'inchiesta amministrativa , a carico del Comandante della Stazione C.C. di Camugnano. II. Nell'imminenza dell'odierna Camera di Consiglio, l'Amministrazione ha prodotto documentazione e memoria, nella quale si eccepisce l'inammissibilità del ricorso, per omessa notifica al ministero della Difesa, unico organo legittimato a stare in giudizio l'improcedibilità/inammissibilità dello stesso, per carenza di interesse ad agire e per difetto di posizione giuridicamente tutelata l'infondatezza, nel merito, della pretesa del ricorrente, che si risolverebbe in un controllo generalizzato dell'operato della Pa , ora sanzionato dall'articolo 24, comma 3 legge 241/90, nel testo novellato dalla legge 15/2005. III. All'odierna Camera di Consiglio, previa audizione del ricorrente in proprio e della difesa erariale, il ricorso è stato trattenuto in decisione. IV.1. Ciò premesso, il Collegio osserva che, delle eccezioni sollevate in rito dalla difesa dell'Amministrazione, si rivela fondata ed assorbente di ogni altra quella con cui si deduce il difetto di legittimazione ad agire del ricorrente. IV.2. Invero, egli fonda esplicitamente il proprio interesse ad agire nella circostanza di aver presentato un esposto al ministero della Difesa e, indirettamente, nell'esigenza di conoscere le risultanze della conseguente inchiesta amministrativa avviata ma, al contrario, la consolidata giurisprudenza amministrativa del Giudice di appello, ripresa dal Giudice di I grado cfr di recente Tar Marche, 274/05 è nel senso che l'autore di un esposto, in seguito al quale è stato dato avvio ad un procedimento disciplinare a carico di un altro soggetto, non è titolare di un interesse personale e concreto all'accesso ai relativi atti, poiché non è parte di detto procedimento, il quale rapporta l'Amministrazione, l'incolpato e chi svolge l'attività accusatoria CdS, Sezione quarta, 4049/03 . IV.3. Altresì da condividere è l'ulteriore argomento opposto dall'Amministrazione resistente, secondo cui l'esercizio del diritto di accesso si risolverebbe, nel caso di specie, in un inammissibile controllo generalizzato dell'operato della Pa invero, che il diritto di accesso debba sempre essere connesso ad una situazione giuridicamente rilevante quale, come si è visto, non è quella dell'autore di un esposto e non possa tradursi in strumento di controllo generalizzato sull'azione amministrativa costituisce pacifico principio giurisprudenziale cfr. CdS, Sezione quinta, 6581/04 Tar Lazio, Sezione terza, 3906/05 Tar Campania, Napoli, Sezione quinta, 18532/04, 5481/01, 1329/03 Tar Veneto, Sezione prima, 2395/03 Tar Lombardia Milano, Sezione prima, 3252/04 , ora fatto proprio dal legislatore della legge 15/2005, che lo ha trasfuso nel nuovo testo del comma 3 dell'articolo 24 legge 241/90. IV.4. Sotto i profili dianzi esposti, risulta, conseguentemente, esatta la motivazione contenuta nella controversa nota 8 settembre 2005 con cui il Comando prov. le C.C. di Bologna ha denegato l'accoglimento dell'istanza di accesso 2 settembre 2005 del ricorrente, in quanto dalla predetta istanza non si evincono i concreti motivi e l'interesse legittimo per il quale l'istante ha necessità di accedere alla documentazione richiesta . V. Conclusivamente, il Collegio deve addivenire ad una declaratoria di inammissibilità del presente ricorso. Le spese di lite possono, tuttavia, essere compensate, ricorrendo giusti motivi in tal senso. PQM Il Tar per l'Emilia-Romagna, Sezione II, dichiara inammissibile il ricorso in premessa. Spese compensate. Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'Autorità amministrativa. 2