Ex Cirielli: arriva l'emendamento Udc che ""spacca"" a destra e a sinistra

Si applica solo in tribunale il provvedimento all'esame dell'Aula ma come quinto punto all'ordine del giorno. Vito Fi , Ddl da votare entro la settimana. La Lega pronta a ingoiare il rospo. Anche Cirielli presenta un emendamento. Centrosinistra diviso

Se l'Udc va con il Centrosinistra arriva allo 0,4 % come è successo a Bolzano, con noi aveva il 2,5 %. L'anonimo esponente del Centrodestra riassume così la situazione venutasi a creare tra i centristi e il resto della maggioranza legata alla discussione della legge che inasprisce le pene per i recidivi e riforma i tempi della prescrizione. Ieri mattina alla Camera sono stati presentati gli emendamenti al disegno di legge sulla prescrizione, meglio conosciuto come ex Cirielli o salva Previti. 97 in tutto le proposte di modifica, tutte presentate dal Centrosinistra, tranne l'emendamento annunciato durante il fine settimana dall'Udc e quello dell'ex padre del provvedimento Edmondo Cirielli An . Secondo il testo dei centristi, firmato dal capogruppo a Montecitorio Luca Volontè seguito dalla responsabile Giustizia del partito Erminia Mazzoni, se per effetto delle nuove disposizioni, i termini di prescrizione risultano più brevi, le stesse si dovranno applicare solo ai procedimenti e ai processi in corso a esclusione dei processi già pendenti in grado di appello o davanti alla Corte di cassazione. Una norma transitoria che, se approvata, farebbe cadere definitivamente la dicitura salva-Previti , perché l'ex ministro della Difesa non ne potrebbe più usufruire, al contempo però, si eviterebbe la falcidia dei processi come annunciato dai dati presentati dalla Cassazione vedi tra gli arretrati del 20 ottobre 2005 . Dopo un fine settimana di dichiarazioni, dal diretto interessato Cesare Previti, al vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, Virginio Rognoni, che da domani affronterà in plenum l'argomento sulla base della delibera della VI commissione, votata lo scorso 25 ottobre vedi tra gli arretrati del 26 ottobre , ieri è stata anche la volta del presidente del Senato Sarebbe ingiusto, secondo Marcello Pera, far diventare il provvedimento una legge contro Cesare Previti La riforma della recidiva e della prescrizione - ha detto il presidente Pera - è opportuna perché dà un sistema di certezze e di garanzia alla durata dei processi, ma osservo che nel dibattito politico sta diventando una legge contro Cesare Previti e questo sarebbe ingiusto . Dichiarazioni di Pera a parte, il dibattito ieri si è scatenato tutto sulla modifica presentata dai centristi, ritenuta da più parti incostituzionale, a partire dal responsabile giustizia di Forza Italia Giuseppe Gargani. Ma la proposta di modificare la norma transitoria ha spaccato anche il Centrosinistra. Sull'incostituzionalità dell'emendamento si è dichiarato anche l'esponente dei Verdi Pier Paolo Cento, che ha dato paradossalmente ragione a Previti perché la proposta di modifica andrebbe contro il favor rei. Però è un paradosso - ha detto Cento - perché in realtà tutta la legge è condizionata dal conflitto di interessi che c'è in una parte importante del Centrodestra. Sarebbe un errore introdurre l'emendamento dell'Udc perché - prosegue - aumenterebbe il carattere ad personam di questa legge, come è stato un errore questa legge pensata solo per risolvere la vicenda personale di Cesare Previti . Il giudizio dei Ds, anche ad emendamento Udc approvato non cambia il no a quella legge - ha dichiarato Anna Finocchiaro - resta anche dopo le novità che potrebbero essere introdotte dall'emendamento Udc. Anzi, a nostro parere, si potrebbero addirittura aggravare i molti motivi di discriminazione e di incostituzionalità del provvedimento . Diversa la posizione di Rifondazione qualsiasi emendamento teso a rendere la legge meno dannosa e incostituzionale sotto meno profili, sarà un emendamento che voteremo ha detto Giuliano Pisapia, capogruppo Rc in commissione Giustizia, che ha però ribadito la contrarietà del suo gruppo all'intero provvedimento. Voteremo e faremo di tutto - ha detto ancora Pisapia -perché vengano approvate, le nostre pregiudiziali di incostituzionalità e di certo il nostro voto finale, indipendentemente dalle modifiche sarà contrario . Per la Margherita, ha parlato il responsabile Giustizia, Giuseppe Fanfani, secondo il quale il provvedimento andrebbe ritirato, ma se loro volessero andare avanti e spaccarsi la testa su questa legge, noi faremo il possibile per affondare la legge, il che vuol dire anche valutare seriamente la possibilità di votare l'emendamento Udc . I centristi, comunque, insistono per la votazione della modifica, perché, ha dichiarato Erminia Mazzoni se dovesse essere bocciato senza addurre motivazioni tecniche credo che avremmo delle difficoltà oggettive a votare la legge . Il testo è all'ordine del giorno della seduta di oggi, ma solo come quinto punto all'ordine del giorno, quindi una votazione del provvedimento tra oggi e domani risulta difficile, a meno di una inversione dell'ordine del giorno. Ieri però, il capogruppo degli azzurri a Montecitorio, Elio Vito ha affermato che il Ddl va approvato entro la settimana e la Lega, per bocca del ministro del Welfare Roberto Maroni, si è detta pronta ad ingoiare il rospo. A noi - ha detto Maroni - interessa solo la devolution, per ottenere la quale entro la fine di questa legislatura abbiamo ingoiato rospi di tutti i tipi, adesso manca un solo voto al Senato, abbiamo fatto 30 faremo 31 . An dal canto suo si è sempre dichiarata disposta a votare il provvedimento pur di portare a casa le modifiche sulla recidiva e ancora ieri il capogruppo di An alla Camera, Ignazio La Russa ha affermato di votare la legge così com'è . Ancora una volta, però, la posizione dell'ex padre della proposta ed esponente di An, Edmondo Cirielli, si distanzia da quella del partito, avendo presentato un emendamento volto a mantenere gli attuali tempi di prescrizione per i reati contro l'incolumità pubblica come l'omicidio colposo e le lesioni colpose connesse. Intanto questa mattina si svolgerà un incontro tecnico tra gli esponenti di Forza Italia e Udc, al termine del quale si riuscirà a capire se anche questa volta, come già capitò al Senato, i centristi alla fine si decideranno a votare il testo. A Palazzo Madama però, riuscirono a portare a casa qualche modifica, questa volta un ulteriore ritocco del testo costringerebbe il provvedimento ad un altro passaggio parlamentare che lo metterebbe seriamente a rischio approvazione entro la fine della legislatura. Oppure, come ha affermato la settimana scorsa il premier Silvio Berlusconi, sarà proprio Forza Italia a capitolare perché la maggioranza non si impiccherà su questo provvedimento . Ancora una volta, comunque, la mediazione spetterà al presidente del Consiglio. p.a.