Le lauree sono equipollenti in fatto prima che in diritto

Palazzo Spada smentisce il Tar Calabria che aveva annullato la nomina di un ingegnere aeronautico al posto di un meccanico per l'equivalenza dei titoli non conta solo la legge ma anche il contenuto specifico

Lauree, per stabilire l'equipollenza si fa riferimento ai contenuti specifici e agli aspetti sostanziali dei titoli di studio. A chiarirlo è stata la quinta sezione del Consiglio di Stato con la decisione 5245/05 depositata lo scorso 3 ottobre e qui leggibile nei documenti correlati . Palazzo Spada ha accolto il ricorso del Comune di Reggio Calabria che si era visto l'annullare dal Tar Reggio Calabria la delibera con cui aveva approvato le graduatorie dei concorsi pubblici. Solo, però, nella parte relativa alla procedura concorsuale per la copertura di otto posti di ingegnere, di cui uno destinato ai laureati in ingegneria meccanica. Il vincitore, infatti, almeno secondo il Tribunale, non era in possesso del prescritto diploma di laurea in ingegneria meccanica, ma di quello in ingegneria aeronautica. Del resto, avevano concluso i giudici amministrativi il bando prevedeva che l'equipollenza dei titoli di studio è soltanto quella prevista dal legislatore e non è suscettibile di interpretazione analogica . Di diverso avviso Piazza Capo di Ferro. In effetti, hanno spiegato i consiglieri di Stato, il bando nella parte in cui ha previsto che l'equipollenza è stabilita dal legislatore ha precisato soltanto che valgono i criteri ordinari per la valutazione. Pertanto, viene stabilita in via amministrativa nel rispetto dei principi della disciplina propria dei singoli settori professionali. cri.cap

Consiglio di Stato - Sezione quinta - decisione 26 aprile-3 ottobre 2005, n. 5245 Presidente Elefante - relatore Buonvino Ricorrente Giuliano Fatto 1 - Con la sentenza appellata il TAR ha accolto il ricorso proposto dall'odierno appellato ing. Garescì per l'annullamento della determinazione 1328/01, del Comune di Reggio Calabria avente ad oggetto l'approvazione delle graduatorie di concorsi pubblici, nella parte relativa al concorso per titoli ed esami per la copertura di otto posti di ingegnere, di cui uno destinato ai laureati in ingegneria meccanica e del quale era riuscito vincitore l'odierno appellante, ing. Giuliano. Il Tar, ritenuto che quest'ultimo non era in possesso del prescritto diploma di laurea in ingegneria meccanica, ma di laurea in ingegneria aeronautica e che il bando prevedeva che l'equipollenza dei titoli di studio è soltanto quella prevista dal legislatore e non è suscettibile di interpretazione analogica , accoglieva il ricorso proposto dall'ing. Garescì, nella considerazione che ad esso non potesse partecipare l'ing. Giuliano, difettando di titolo equipollente conforme alle previsioni del bando di concorso. 2 - Per l'appellante la sentenza sarebbe erronea in quanto i titoli in questione sarebbero tra loro equipollenti. Si è costituito ad adjuvandum il Comune di Reggio Calabria, concludendo per l'accoglimento dell'appello, mentre non si è costituito in giudizio l'originario ricorrente ing. Garescì. Con memorie conclusionali le parti costituite ribadiscono i propri assunti difensivi. Con ordinanza 18/2003, la Sezione ha accolto l'istanza di sospensione dell'efficacia della sentenza appellata. Diritto 1 - Con la sentenza appellata il TAR ha accolto il ricorso proposto dall'odierno appellato ing. Garescì per l'annullamento della determinazione 1328/01, del Comune di Reggio Calabria avente ad oggetto l'approvazione delle graduatorie di concorsi pubblici, nella parte relativa al concorso per titoli ed esami per la copertura di otto posti di ingegnere, di cui uno destinato ai laureati in ingegneria meccanica e del quale era riuscito vincitore l'odierno appellante, ing. Giuliano. Il Tar, ritenuto che quest'ultimo non era in possesso del prescritto diploma di laurea in ingegneria meccanica, ma di laurea in ingegneria aeronautica e che il bando prevedeva che l'equipollenza dei titoli di studio è soltanto quella prevista dal legislatore e non è suscettibile di interpretazione analogica , accoglieva il ricorso proposto dall'ing. Garescì, nella considerazione che ad esso non potesse partecipare l'ing. Giuliano, difettando di titolo equipollente conforme alle previsioni del bando di concorso. In particolare, i primi giudici hanno ritenuto illegittimo e non conforme alle rigide previsioni del bando non impugnato l'operato del Comune che ha ritenuto sussistere l'equipollenza tra i predetti titoli di laurea sulla base della loro appartenenza alla medesima facoltà e della valutazione del corso di studi dei due indirizzi, nonché in relazione all'analogia tra i piani di studio e le materie sostenute. Per l'appellante la sentenza sarebbe erronea in quanto i titoli in questione sarebbero tra loro equipollenti. 2 - L'appello è fondato. Prevedeva il bando di gara, all'articolo 3, prg. 1, sub n. 6, che, per l'accesso al concorso, fosse necessario possedere, per l'area meccanica - cod. F4-02 diploma di laurea in ingegneria meccanica o equipollente . Lo stesso bando, al successivo prg. 2, prevedeva che l'equipollenza dei titoli di studio è soltanto quella prevista dal legislatore e non suscettibile di interpretazione analogica un elenco delle equipollenze è consultabile sul sito Internet dell'amministrazione comunale . Per i primi giudici una previsione siffatta aveva carattere rigido e inderogabile, con la conseguenza che una valutazione di equipollenza favorevole operata con modalità difformi da quelle individuate dalla lex specialis della gara era da ritenersi illegittima. Ritiene la Sezione che la previsione del bando conduca, se correttamente interpretata, a differenti conclusioni. Laddove il bando prevede che l'equipollenza dei titoli di studio è soltanto quella prevista dal legislatore e non suscettibile di interpretazione analogica , ha inteso semplicemente precisare che, ai fini della valutazione di equipollenza valgono i criteri che ordinariamente supportano le valutazioni in materia. Solo in taluni casi eccezionali, infatti, che qui non interessano, il legislatore ha affermato direttamente equipollenze tra specifici titoli di laurea. Ma, a parte tali eccezionali ipotesi, nella norma l'equipollenza viene stabilita in via amministrativa nel rispetto, naturalmente, di principi desumibili dalla speciale disciplina propria dei singoli settori di cui si tratta e ciò tanto più, poi, nell'assetto normativo in vigore al momento della pubblicazione del bando e, in particolare, del Dm 599/99, a mente del quale articolo 4 , i corsi di studio dello stesso livello, comunque denominati dagli atenei, aventi gli stessi obiettivi formativi qualificanti e le conseguenti attività formative indispensabili di cui all'articolo 10, comma 1, sono raggruppati in classi di appartenenza, nel seguito denominate classi e i titoli conseguiti al termine dei corsi di studio dello stesso livello, appartenenti alla stessa classe, hanno identico valore legale e, inoltre, le due lauree di cui qui si discute sono inserite nella medesima classe, quella delle lauree in ingegneria industriale, caratterizzate da obiettivi formativi qualificanti tra loro coincidenti e da una serie di esami di base del pari coincidenti cfr. Dm 4 agosto 2000 . È da ritenere, quindi, che la norma di bando abbia inteso fare riferimento agli specifici meccanismi valutativi, da parte degli organi preposti, che consentono di pervenire a decretare l'equipollenza tra titoli di laurea sulla base della vigente disciplina normativa. Escluso, quindi, che possa farsi logicamente riferimento al criterio del bando rigidamente interpretato, occorre, allora, pervenire ad una corretta interpretazione del bando stesso, che consenta di coniugare un ineludibile criterio di certezza giuridica in merito alla reale sussistenza della richiesta equipollenza con l'esigenza, per la stessa amministrazione interessata, di verificare, sulla base di criteri valutativi validi e verificabili, la reale sussistenza della stessa, escludendo apprezzamenti basati sulla semplice analogia. In proposito, appare utile ricordare che questo Consiglio ha ritenuto che, in una fattispecie concorsuale assunzione di un esperto presso un Comune in cui era richiesto specificamente il titolo di laurea in ingegneria, fosse da ritenere equipollente e valido, quindi, ai fini di che trattatasi, il diploma di laurea in architettura, pur non previsto dal bando e ciò in considerazione delle affinità dei relativi corsi di studio e delle relative competenze cfr. Sezione quinta, 1329/91 con ciò significando che deve aversi riferimento agli specifici contenuti e aspetti sostanziali dei titoli di studio in questione e non alle mere enunciazioni formali. Ebbene, nella specie, l'apprezzamento operato dal Comune di Reggio Calabria appare corretto, avendo messo in luce che i titoli in questione appartengono entrambi alla facoltà di ingegneria che, in seno a questa, attengono alla stessa area o classe - industriale - e che, inoltre, le materie principali dei due corsi di studio sono sostanzialmente coincidenti. Non si è trattato, in definitiva, di un apprezzamento fondato sull'analogia tanto più che si tratta di lauree rilasciate dalla stessa facoltà e proprie di un'area unica , bensì di una valutazione che, tenuto conto degli ordinari principi di valutazione delle equipollenze tra titoli di studio, ha logicamente ritenuto che titoli connotati dalle dette caratteristiche fossero tra loro equipollenti. La coerenza e logicità dell'apprezzamento operato dal Comune è stata, del resto, anche se in un momento successivo, confermata dal C.U.N. il 7 novembre 2002 con un attestato - prodotto nel presente grado di giudizio e non contestato - in cui viene espresso parere favorevole in merito alla equipollenza della laurea in ingegneria Aeronautica con quella in ingegneria meccanica ai fini dell'ammissione allo specifico concorso di cui si tratta sicché è anche da ritenere che se il Comune, anziché operare un autonomo apprezzamento, avesse richiesto il parere del predetto organo, ne sarebbe comunque conseguita la stessa dichiarazione di equipollenza dichiarazione di equipollenza resa, del resto, anche in precedenti occasioni dallo stesso C.U.N. così come documentato, in primo grado, dall'odierno appellante. 3 - Per tali motivi l'appello in epigrafe appare fondato e va accolto e, per l'effetto, in riforma della sentenza appellata, deve essere respinto il ricorso di primo grado. Le spese dei due gradi di giudizio possono essere integralmente compensate tra le parti. PQM Il CdS in sede giurisdizionale, Sezione Quinta, accoglie l'appello in epigrafe e, per l'effetto, respinge il ricorso di primo grado. Compensa tra le parti le spese del doppio grado. Ordina che la presente decisione sia eseguita dall'autorità amministrativa. 2 N . RIC. 3 N . RIcomma -02 RA