Ordinamento giudiziario: il Pm si riorganizza (con calma)

La riforma entrerà in vigore il 4 aprile ma le disposizioni saranno efficaci soltanto il 19 giugno, novanta giorni dopo la pubblicazione. Al Csm intanto si discute ancora sulla nomina di diciassette consiglieri di Cassazione

Arrivano in Gazzetta anche i decreti delegati sulla riorganizzazione dell'ufficio del Pm e sulla disciplina degli illeciti disciplinari, rispettivamente Dlgs 106/06 pubblicato sulla Gazzetta n. 66 del 20 marzo e Dlgs 109/06 in GU n. 67 del 21 marzo. Mentre però gli illeciti entreranno in vigore il 19 giugno 2006, concordemente con la decorrenza dell'efficacia, per la riorganizzazione dell'ufficio del Pm, la legge entrerà in vigore il 4 aprile prossimo, mentre le disposizioni contenute, dice il decreto sono efficaci a decorrere dal novantesimo giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta . Una sorta di norma transitoria aggiunta che, per quanto riguarda la riorganizzazione delle procure, serve agli uffici per non arrivare impreparati alle novità che scatteranno da metà giugno. Lo scarto tra l'entrata in vigore della legge e la data di efficacia delle disposizioni, ha spiegato il vicepresidente dell'Associazione nazionale magistrati, Nello Rossi, servirà proprio alle procure per avviare tutte le necessarie disposizioni di carattere organizzativo . Del resto anche la guida alla redazione dei testi normativi della Presidenza del consiglio e la circolare del 20 aprile 2001, sempre della presidenza del Consiglio, prevedono uno scarto tra entrata in vigore Di una legge ed efficacia delle norme. La famosa gerarchizzazione delle procure, uno dei punti più criticati dall'Anm, sarà quindi legge dello Stato tra una decina di giorni e resta adesso da capire se nella norma transitoria aggiuntiva saranno comprese tutte le disposizioni. Più precisamente, il decreto regolamenta, all'articolo 5, i rapporti tra procura e organi di informazione, dove si specifica che è fatto divieto ai magistrati della procura della Repubblica rilasciare dichiarazioni o fornire notizie agli organi di informazione circa l'attività giudiziaria dell'ufficio . Forse dal prossimo 4 aprile, i magistrati dovranno fare più attenzione alle dichiarazioni che rilasceranno perché il procuratore avrà l'obbligo di segnalare al consiglio giudiziario, per l'esercizio del potere di vigilanza e di sollecitazione dell'azione disciplinare, le condotte dei magistrati del suo ufficio che siano in contrasto col divieto fissato . Ma essendo le disposizioni efficaci dalla metà di giugno, si potranno avere ancora due mesi e mezzo di dichiarazioni libere. Una norma transitoria ponte è stata ad esempio pensata, per il decreto legislativo riguardante l'organico della Cassazione e della Procura generale, andato in Gazzetta il 3 febbraio scorso, in vigore dal 18 febbraio ma efficace dal 4 maggio. Lo scarto tra entrata in vigore della legge ed efficacia delle disposizioni ha creato al Csm in terza commissione, una accesa discussione sul concorso per la nomina di diciassette posti di consigliere alla Suprema corte. Il consigliere di Unicost, Leonida Primicerio, e come lui il laico di Forza Italia Giorgio Spangher, della Lega, Mariella Ventura Sarno e Giovanni Mammone di Mi, hanno posto la questione pregiudiziale dell'applicabilità in via d'urgenza del decreto legislativo in materia, dal momento che prevede una procedura speciale per il conferimento delle funzioni di legittimità ai magistrati di appello destinati al massimario e alla procura generale indipendentemente dal possesso dei requisiti che, secondo le regole vigenti, lo consentirebbero. Alla proposta si sono opposti i togati Maria Giuliana Civinini Md e Giuseppe Fici Movimenti riuniti , dal momento che il concorso verrebbe bloccato, quando invece le nomine sarebbero potute arrivare anche entro la settimana. Se la discussione dovesse protrarsi ancora a lungo, più precisamente fino al 4 maggio prossimo, data di entrata in vigore del decreto legislativo, andranno necessariamente applicate le nuove disposizioni. p.a.