Una costituente per riavvicinare Università e lavoro

La Conferenza dei Rettori lancia un appello alla politica e chiede un confronto con le forze sociali. Giallo sulle lauree triennali la Crui è felice perché non sono obbligatorie, il presidente dell'Aiga è perplesso questo vanifica tutti gli obiettivi

Università, la missione e il senso stesso dell'istruzione accademica devono essere affidate ad una Costituente. Una grande assise nazionale preparata e preceduta da un documento programmatico analiticamente discusso negli Atenei e tra le forze sociali, produttive e professionali. È questo la richiesta del presidente della Conferenza dei rettori delle Università italiane Crui , Piero Tosi, lanciata ieri dal palco dell'Auditorium Parco della Musica a Roma, durante la presentazione della Relazione sullo stato delle Università italiane 2005 qui leggibile nei documenti correlati insieme al documento Un anno al servizio del sistema universitario . Di fronte all'autorevole parterre - erano presenti Romano Prodi, leader dell'Unione, Piero Fassino, segretario dei Ds, Letizia Moratti, ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, Gianni Letta, sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri, Luciano Violante, capogruppo dei Ds alla Camera e Marco Follini, segretario dell'Udc - Tosi ha rivolto un appello alle forze politiche che saranno impegnate nella campagna elettorale del 2006, Ricordatevi dell'Università nei vostri programmi. La percentuale dei laureati. Quanto alla percentuale dei laureati nel Belpaese, ha detto ieri il presidente della Crui, è ancora oggi fra le più basse d'Europa, anche se è aumentata del 33 per cento negli ultimi tre anni. Quello che serve, ha continuato Tosi, è un profondo riesame dei contenuti degli insegnamenti dei corsi di studio e occorre uscire dall'enfatizzazione dell'Università professionalizzante, dare centralità allo studente, rivedere il sistema dei crediti e ripensare il modo di insegnare e imparare . La didattica polifunzionale. Nonostante il grande successo dei master di primo livello, ha detto ieri Piero Tosi, il troppo frequente perseguimento degli studi con laurea magistrale è reale e impone una riflessione profonda. Il problema - ha continuato Tosi - è duplice da una parte, si continua a paragonare la laurea triennale con quella tradizionale di quattro o cinque anni, ritenendo, anche dal versante dei docenti, che l'attuale sia di serie B, evidentemente dimenticando tutto il male che si era detto di quelle precedenti dall'altra, ha creato una pericolosa deriva l'aver enfatizzato, da parte del legislatore della precedente e dell'attuale legislatura, come le lauree triennali dovessero rispondere alle necessità del mondo del lavoro maggiormente spendibili sul mercato del lavoro , cioè, retoricamente, dovessero essere professionalizzanti nella riforma della riforma si è a lungo fatto riferimento alla cosiddetta Y un anno comune e poi la scelta dello studente fra due percorsi, uno professionalizzante , l'altro verso la laurea magistrale ma, leggendo bene le norme, la Y fortunatamente non è affatto obbligatoria, proprio come la Crui aveva chiesto . Un'affermazione, quella di Piero Tosi, che ha sorpreso il presidente dell'Aiga Associazione italiana giovani avvocati , Mario Papa, che raggiunto telefonicamente, si è detto perplesso, perché sostenere che la laurea cosiddetta ad Y non è affatto obbligatoria, sembra mischiare ancora una volta le carte . Tuttavia, occorre capire se il presidente della Crui si riferisse invece al periodo di passaggio tra la vecchia e la nuova classe, anche se forse sarebbe stato meglio pensare ad una norma transitoria. Altrimenti, se così non fosse sarebbe del tutto vanificato il lavoro e l'apporto dell'Aiga alla redazione del decreto ministeriale messo a punto dal Miur e che, lo scorso 27 luglio, in proposito si veda in arretrati del 28 luglio , ha ottenuto il parere favorevole delle commissioni Cultura di Camera e Senato. Il dm, infatti, ha introdotto la nuova laurea magistrale in giurisprudenza a ciclo unico di quattro anni. Le risorse finanziarie. Piero Tosi, ha affrontato anche il problema della spesa e della ricerca sottolineando che L'Università è strutturata sulla base del carattere pubblico dell'interesse pertanto è preciso dovere dello Stato sostenerla . E ha incalzato È una vera e propria falsità lasciar credere che la spesa per il personale universitario sia elevata. I dati recentemente pubblicati dal Comitato per la valutazione dimostrano che la percentuale delle spese per il personale sul totale delle uscite è, in due terzi degli Atenei, inferiore al 61 per cento . Tutto ciò in presenza di un rapporto studenti-docenti fra i più alti d'Europa . Concorsi. Sulla credibilità dei concorsi il presidente della Crui ha le idee chiare sono uno snodo decisivo per un'Università che voglia davvero presentarsi in modo cristallino all'opinione pubblica . Pertanto, è necessaria una riforma anche per smontare lo stereotipo del concorso-truffa . Tuttavia, ha ammesso lo stesso Tosi, le accuse mosse ai concorsi hanno trovato, obiettivamente, la loro base in autentici episodi di malcostume o di esasperato localismo, comportamenti che anche qui denuncio con durezza . Fuga dei cervelli. Il fenomeno esiste - ha ammesso Piero Tosi - e c'è sempre stato. [ ] I danni sono considerevoli da tutti i punti di vista, in un momento in cui l'Italia avrebbe per di più bisogno del massimo apporto da parte delle sue intelligenze più creative . Tuttavia, ha aggiunto una vera politica del rientro dei cervelli è frutto di un impegno di sistema . Il programma dei Ds. Scuola, università e ricerca saranno uno dei pilastri del programma di governo del centrosinistra . Ad assicurarlo è stato ieri il leader dei Ds lasciando l'Auditorium di Roma dove si è concluso l'annuale incontro dei rettori di tutta Italia che hanno ascoltato la Relazione sullo stato degli atenei italiani letta del presidente della Crui, Piero Tosi. Una relazione impietosa, quella di Tosi, secondo Fassino, il quale ha denunciato un'Università abbandonata e le inadempienze del governo, sottolineando l'assoluta assenza di indicazioni utili all'Università e alla scuola alla finanziaria che il governo sta per presentare al parlamento . Malgrado tutto, ha detto il leader della Quercia, il centrosinistra farà suo l'appello dei rettori, poiché ritiene fondamentali scuola, Università e ricerca quali leve per rilanciare l'Italia e farla uscire dalla crisi . Queste tre realtà, ha quindi concluso Fassino saranno uno dei pilastri dell'idea che noi abbiamo dell'Italia e del suo sviluppo . Cristina Cappuccini

Conferenza dei rettori delle Università italiane Un anno al servizio del sistema universitario Le attività della Crui 20 settembre 2005

Conferenza dei rettori delle Università italiane Relazione sullo Stato delle Università Italiane 2005 a cura di Piero Tosi 20 settembre 2005