No all'indennizzo diretto: l'Oua si mobilita

Appello dell'Organismo unitario per modificare il regolamento del codice delle assicurazioni. Tutte le critiche articolo per articolo

Indennizzo diretto, serve un intervento immediato per tutelare i cittadini. Alla vigilia del Consiglio dei ministri di giovedì 22 dicembre, l'Oua ha rivolto un appello alle forze politiche affinché si modifichino alcuni aspetti del nuovo Codice delle assicurazioni e del relativo regolamento che l'organismo ha evidenziato nelle note critiche sulla nuova normativa inviate ai partiti qui leggibili nei documenti correlati . Del resto, ha dichiarato Michelina Grillo, presidente dell'Oua L'avvocatura, anche a seguito delle iniziative di protesta del luglio scorso, promosse dall'Ordine di Roma, con l'Ordine di Milano e l'Oua, aveva ottenuto che quanto eliminato dal testo originario del codice Pdl Lettieri non venisse fatto rientrare con il regolamento attuativo, cosa che, invece, è puntualmente avvenuta il nuovo Regolamento approntato dal ministero delle Attività Produttive, a nostro avviso, è in aperto contrasto con la volontà del legislatore . E ha incalzato Questa non è una battaglia a tutela degli interessi degli avvocati, oltretutto legittimi, ma a tutela dei danneggiati . Inoltre, ha continuato la Grillo, i cittadini con la nuova normativa sarebbero spinti a privarsi dell'assistenza legale, utile, invece, per la migliore soddisfazione dei loro diritti. La stessa Cassazione, del resto, con la sentenza 11606/05 ha stabilito che le spese relative alla consulenza legale devono comunque essere a carico dell'assicuratore responsabile del sinistro. Se la normativa non verrà modificata - ha aggiunto il leader dell'Organismo politico - saremo costretti a formalizzare al Presidente della Repubblica la richiesta di non firmare il Dpr con cui deve essere emanato il regolamento . E in assenza di risposte convincenti, ha concluso Michelina Grillo, non si esclude l'impugnazione delle nuove norme, in particolare per la palese violazione degli articoli 76 eccesso di delega e 3 principio di eguaglianza . cri.cap

Oua Considerazioni critiche sul codice delle assicurazioni - Rca Articolo 143 Sulle modalità di denuncia del sinistro L'omissione dell'obbligo di denuncia a mezzo dell'apposito modulo a predisporsi da parte dell'Isvap fa scattare le conseguenze di cui all'articolo 1915 Cc suscita perplessità la integrazione di tale obbligo edittale -che la giurisprudenza ha sempre inteso meramente ordinatorio e senza nessuna conseguenza decadenziale con una fonte normativa men che amministrativa l'Isvap , specie per relazione alla ipotesi in cui la denuncia venga comunque fatta e nei termini, ma senza il rispetto delle forme di cui al modulario ad adottarsi. Analoghe considerazioni valgono per il caso in cui vi sia denuncia non resa in forma congiunta e secondo il modulo Cid, riuscendo difficile immaginare che tale eventuale mera mancanza formale, pur in presenza di tutti gli elementi informativi richiesti per la conoscenza del sinistro e la relativa assunzione di responsabilità, impedisca il formarsi della presunzione iuris tantum di cui al n 2 dell'articolo in commento. Articolo 146 Sul diritto di accesso La norma, che prima facie sembra aderire all'esigenza del danneggiato di una piena conoscenza degli accertamenti -anche conservativisvolti nella fase stragiudiziale dall'assicuratore e dai suoi delegati, si manifesta, di fatto, di scarsa praticabilità e dubbia efficacia infatti, a parte l'esclusione di tutti i documenti che riguardino i terzi a causa della riserva operata con il richiamo alla normativa a tutela della privacy , le modalità di esercizio del diritto sono demandate ad un regolamento il cui testo è affidato alla compilazione propositiva dell'Isvap !! . Inoltre, v'è previsione di sbarramento al momento della pendenza giudiziale, il che riduce ulteriormente l'ambito di applicazione della previsione. Quel che è, infine, più disarmante è l'assenza di un adeguato restraint all'obbligazione di facere in capo all'assicuratore, limitandosi il comma 3 a prevedere che in caso di inadempimento il danneggiato potrà svolgere reclamo all'Isvap !! . Articolo 147 Sullo stato di bisogno L'articolo riscrive la previsione di cui all'articolo 24 legge 990/69 -che non viene peraltro espressamente abrogato-, disancorando l'anticipazione della liquidazione del risarcimento dalla verifica degli elementi del fumus boni iuris e del periculum in mora -che la giurisprudenza aveva rigorosamente, finora, ritenuto indispensabili-, ora limitata alla sussistenza di un generico e non meglio qualificato stato di bisogno che si accompagni all' accertamento di gravi elementi di responsabilità a carico del conducente orbene, a parte l'evidente atecnìa della formula linguistica utilizzata, viene da chiedersi di quale conducente trattasi e se l'ordinanza debba essere resa -nel silenzio della normanei suoi confronti ovvero del suo assicuratore ovvero ancora -nel caso dell'indennizzo direttodi quello dello stesso danneggiato istante. È lecito dubitare della praticabilità anche di tale norma, con l'aggravante della almeno implicita abrogazione della attuale provvisionale. Articolo 148 Sulle modalità del risarcimento I termini dell'istanza risarcitoria, in virtù in virtù del richiamo operato dall'articolo 145, di procedibilità dell'azionevengono sospesi in caso di - rifiuto del danneggiato di assoggettarsi a accertamenti diagnostici, cui lo stesso potrebbe legittimamente rifiutare di sottoporsi per la loro invasività, con conseguente effetto di paralisi della giustiziabilità del diritto leso, il che rende la norma di dubbia costituzionalità - richiesta, entro 30 gg. dalla ricezione della raccomandata di costituzione in mora, da parte dell'assicuratore, di integrazione della documentazione prodotta dal danneggiato, con il pericolo di egualmente concedere a quello, diritto potestativo di prolungare lo spatium che precede la possibile azione con istanze immotivate di integrazione che nessuno -se non appunto il giudicepotrebbe valutare per tali. Viene data facoltà al solo assicuratore, durante il periodo istruttorio, di poter acquisire informazioni dagli organi di polizia. Nel caso di liquidazione giudiziale di somma superiore di oltre la metà a quella offerta è prevista la segnalazione all'Isvap per gli accertamenti relativi all'osservanza delle disposizioni della presente !?! . Articolo 149 Sul cosiddetto indennizzo diretto La posizione geografica dell'articolo ne rende manifesta la natura di norma speciale rispetto a quelle che lo precedono, tale da consentirne lettura derogatoria solo per le parti da questo espressamente novate rispetto alle previsioni, appunto, precedenti ciò è molto importante proprio in relazione al suddetto n 11 dell'articolo 148, che prevede l'obbligo di liquidazione degli onorari ai professionisti intervenuti, che non è derogato da alcuna previsione contenuta nell'articolo 149, di talché, è del tutto lecito affermare che ben si potrà oggi inoltrare la richiesta di risarcimento, in nome e per conto del danneggiato, direttamente alla compagnia di questi e così acquisire il diritto al pagamento delle relative competenze per l'intervento. Nel caso di mancata accettazione dell'offerta, il danneggiato ha l'obbligo di citare in giudizio il proprio assicuratore, salva la facoltà di intervento estromittente dell'assicuratore del responsabile, senza che sia specificata se si mantiene -come per logica giuridica si dovrebbe, ma come farebbe escludere la formula nei soli confronti - il litisconsorzio necessario almeno nei confronti del responsabile medesimo. Articolo 150 Sul regolamento di attuazione La prima lettura del regolamento predisposto dal Ministero delle Attività produttive, in esecuzione della delega prevista dall'articolo 150 del Codice, conferma la legittimità delle preoccupazioni manifestate dall'Avvocatura quanto alla possibile reintroduzione dalla finestra della previsione di cui al comma 22 dell'articolo 7 del PDL Lettieri, atto Camera 3632, -che vincolava l'obbligo di riconoscere anche le spese legali, oltre al risarcimento del danno, alle sole ipotesi di ritardo colpevole dell'assicurazione nella presentazione dell'offerta risarcitoria-, che si era riusciti a far uscire dalla porta principale del codice in caso di risarcimento diretto, a favore dei legali intervenuti, all'articolo 9 n 3, in palese ultrapetizione della delega e, quindi, in violazione della natura terziaria e sottoordinata della norma regolamentare, si prevede, infatti, che non sono considerati danni accessori le spese sostenute dal danneggiato per consulenza o assistenza professionale diversa da quella medico-legale !! Il commento ai singoli articoli non può che concludersi con il rilievo che la nuova disciplina risarcitoria manifesta palesi profili di incostituzionalità e di lesione di consolidati principi generali dell'ordinamento in materia di responsabilità civile, nonché dubbia efficacia e praticabilità. Quanto ai primi, è agevole osservare l'eccesso di delega ex articolo 76 Costituzione in cui è caduto il legislatore delegato invero, la norma delegante articolo 4 legge 229/03 si limita a porre, alle lettere e e f , tra gli altri, quali principi e criteri direttivi, la garanzia di una corretta gestione patrimoniale e finanziaria delle imprese autorizzate all'esercizio dell'attività assicurativa , nonché l'armonizzazione della disciplina delle diverse figure di intermediari nell'attività di distribuzione dei servizi assicurativi . La normativa suscita ulteriore questione di non manifesta infondatezza di illegittimità costituzionale per la possibile lesione del principio di uguaglianza, che discende dalla agevolazione al danneggiato ammesso al risarcimento diretto, il quale otterrà soddisfazione poziore dal proprio assicuratore -da lui ben conosciuto ed addirittura scelto si presume anche per le garanzie di serietà professionale e di solidità patrimoniale rispetto a tutti gli altri casi in cui dovrà invece rivolgersi, secondo la previsione generale, all'assicurazione del responsabile civile a lui potenzialmente ignota o effettivamente inesistente per i casi di scopertura assicurativa del responsabile diversità di trattamento che appare ingiustificata, ove si consideri la mancanza di specificità dei casi che il legislatore ha previsto rientrare nelle ipotesi di cui all'articolo 149. Vi è, poi, il problema di come inserire la nuova disciplina nel sistema organico dei princìpi di responsabilità civile da un lato, v'è l'evidente atecnìa di chi parla di indennizzo in luogo che di risarcimento -come invece fa correttamente il legislatore delegato nella rubrica dell'articolo 149-, lapsus peraltro rivelativo di come si possa per tale via scardinare del tutto il principio di risarcibilità del danno ingiusto come corrispondenza necessaria fra l'evento sinistroso e la pedissequa obbligazione di ricostituzione per equivalente del patrimonio leso, principio sancito dall'articolo 2043 Cc che rappresenta autentica clausola generale dell'ordinamento in materia dall'altro, va denunciata la difficoltà di raccordare le condizioni oggi previste, soprattutto ai fini della procedibilità dell'azione, con quelle previgenti ex legge 990/69 e succ. mod., che certo non possono intendersi implicitamente abrogate. Il conseguente disagio ermeneutico di omogeneizzazione della normativa affaticherà non poco gli operatori, specie per la previsione di sospensione del corso del termine in caso di richiesta di integrazione istruttoria, la quale, in quanto rimessa alla iniziativa delle parti, condurrà facilmente a contrasti interpretativi sul suo assolvimento o meno. D'altronde, che la apparente semplificazione, invocata a giustificazione della novella, possa infine risolversi in un appesantimento delle incombenze richieste a fini risarcitori e quindi in una involontaria spinta alle lungaggini nella definizione liquidatoria del sinistro e, finalmente, addirittura in un aumento del contenzioso giudiziario, è prognosi che nasce dalla elementare considerazione che tutto il castello normativo dell'indennizzo diretto poggi sulla compilazione congiunta del modello CID e, soprattutto, sul riconoscimento di responsabilità di uno dei veicoli coinvolti, in assenza dell'uno o dell'altro dei quali elementi nè è dubbia la applicabilità. Il tutto, ancora regolarmente vigente la presunzione di corresponsabilità ex articolo 2054 Cc! ?? ?? ?? ?? 2 Via G.G. Belli, 27 - 00193 Roma - Tel. 06.32.18.983 - 06.32.21.805 - Fax 06.32.19.431 www.oua.it - e-mail segreteria@oua.it - claudio.rao@oua.it