Garanzie ""familiari"" anche per i contratti a progetto: a mamma e papà orario flessibile e formazione per il reinserimento

di Manuela Rinaldi

di Manuela Rinaldi Per tutti i lavoratori e le lavoratrici assunti con contratti di lavoro a progetto, la maternità sarà incentivata. È quanto ha stabilito la circolare del ministero del Lavoro 16/2006 qui leggibile nei documenti correlati, la quale ha chiarito e precisato alcuni elementi riguardo alla applicazione degli incentivi, così come previsti nella riforma dei congedi parentali, all'articolo 9- misure a sostegno della flessibilità di orariodella legge 53/2000, recante Disposizioni per il sostegno della maternità e della paternità, per il diritto alla cura e alla formazione e per il coordinamento dei temi delle città . Gli elementi che la circolare del ministero ha precisato riguardano, innanzitutto, le azioni positive, i soggetti finanziabili, la durata ed i termini per le richieste vediamo nei dettagli ogni singola opzione. Per quel che riguarda le azioni positive, nella circolare viene precisato che esistono tre diverse tipologie 1 innanzitutto, tutti i progetti articolati con lo scopo di consentire alle lavoratrici ed ai lavoratori, di poter usufruire di forme di flessibilità degli orari di lavoro e della organizzazione stessa del lavoro, quali ad esempio il part-time reversibile, il lavoro a domicilio, la flessibilità sui turni di lavoro ed un orario di lavoro concentrato tale condizione è usufruibile anche nel caso in cui uno dei genitori sia un lavoratore autonomo, oppure nel caso in cui i lavoratori e le lavoratrici abbiano in affidamento oppure in adozione un minore 2 l'altra tipologia di azioni positive concerne dei programmi di formazione per il reinserimento dei lavoratori e lavoratrici, dopo che abbiano usufruito dei periodi di congedo parentale l'ultima tipologia di azioni prevista, infine, nella circolare, è quella che riguarda i programmi per la sostituzione del titolare di impresa o del lavoratore autonomo, i quali abbiano beneficiato del periodo di astensione obbligatoria previsto dalla legge, oppure dei periodi di congedo parentale, con un altro imprenditore o lavoratore autonomo. Per quanto riguarda le prime due tipologie di azioni positive finanziabili, la circolare del ministero precisa che possono essere ammesse al finanziamento tutte quelle imprese di diritto privato, individuali o collettive, a partecipazione pubblica, totale o parziale che sia, rimanendo al di fuori di tale ambito gli enti pubblici, le pubbliche amministrazioni, ivi comprese anche le Aziende Sanitarie Locali. Per la categoria di azioni prevista nell'ultimo punto, nella circolare viene affermato che possono essere ammessi al finanziamento tutti i lavoratori e lavoratrici autonome, includendovi anche i liberi professionisti, e i lavoratori e lavoratrici a progetto, a patto e condizione che sia presente un esplicito assenso del committente riguardo alla sostituzione del lavoratore e alla persona che dovrà sostituire lo stesso infine, il titolare della impresa, con o senza dipendenti o collaboratori. In ogni caso, precisa il ministero, per tutte le categorie, sarà responsabilità del richiedente il finanziamento, il fatto di dimostrare di trovarsi in condizione di ammissibilità. In linea generale, la durata massima di tali azioni positive sarà di ventiquattro mesi, ma a tal riguardo pare opportuno precisare alcune differenze che intercorrono fra le diverse tipologie infatti, nel caso in cui l'azione positiva sia del tipo esaminata nel punto 2 - vale a dire programmi di formazione per il reinserimento - la durata della stessa dovrà essere proporzionata alle effettive esigenze, tendendo in considerazione sia la mansione svolta e sia la posizione del lavoratore all'interno della azienda stessa, una volta rientrato dal periodo di congedo. Nel caso in cui, invece, l'azione positiva finanziabile, rientri nella tipologia di cui al punto 3 - vale a dire programmi per la sostituzione del titolare della impresa o lavoratore autonomola durata della stessa non potrà, comunque, eccedere i dodici mesi. L'ultimo chiarimento affrontato dalla circolare del ministero del lavoro, è quello concernente i termini per le richieste infatti, in tale ambito, il ministero ha tenuto a precisare che le domande dovranno essere fatte pervenire, entro e non oltre, il giorno dieci dei mesi di febbraio, giugno ed ottobre di ciascun anno in tal senso, a far fede, sarà la data di arrivo del progetto, e non, come si potrebbe pensare a rigor di logica, quella del timbro postale. Questi, pertanto, sono tutti i chiarimenti che ci arrivano dal ministero del lavoro nell'ambito della maternità dei lavoratori e lavoratrici a progetto tutto ciò al fine ed allo scopo di poter incentivare la maternità in tale settore, facendo sì che le imprese possano fruire ed usufruire di tutti gli incentivi sui progetti di azioni positive per la flessibilità. Ancora una volta, ora da parte del ministero del Lavoro, arriva uno spiraglio per tutti quei lavoratori e lavoratrici assunti con contratti di lavoro a progetto, purtroppo ancora non eccessivamente tutelati nel mondo del lavoro.

Ministero del Lavoro Circolare n. 16 del 18 maggio 2006 Applicazione articolo 9 della legge 53/2000 sulle modalità di presentazione dei progetti di azioni positive per la flessibilità in favore della conciliazione tra vita professionale e familiare. Oggetto chiarimenti sull'applicazione dell'articolo 9 legge 53/2000 e sulle modalità di presentazione dei progetti di azioni positive per la flessibilità in favore della conciliazione tra vita professionale e familiare. La presente circolare contiene alcune specifiche in merito ai progetti finanziabili ex lege 53/2000, articolo 9, con particolare riferimento ai soggetti che possono presentare richiesta di finanziamento, alla durata delle azioni e ai termini di presentazione dei progetti. Le precedenti circolari n. 14 del 12 marzo 2002 e n. 4 del 10 marzo 2003, e i relativi allegati, sono da intendersi aggiornate e a tutti gli effetti superate dalla presente. I documenti cui è necessario attenersi per la presentazione delle richieste di finanziamento Guida Rapida, Schemi per la definizione dei costi, Guida alla compilazione degli Schemi per la definizione dei costi, sono disponibili e scaricabili dal sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali http //www.welfare.gov.it/Lavoro/OccupazioneEMercatoDelLavoro/Politiche_conciliazione_lav_fam/. 1. Soggetti finanziabili Con specifico riferimento alle tipologie di azione previste dalle lettere a flessibilità di orario e b programmi di formazione per il reinserimento dei lavoratori dopo un periodo di congedo parentale, possono essere ammesse a finanziamento le imprese di diritto privato, individuali o collettive, a partecipazione pubblica, totale o parziale, poiché detta partecipazione non intacca il regime di tipo privatistico nel quale esse operano ed agiscono. Si precisa che rientrano tra i soggetti non ammissibili anche gli enti pubblici e le pubbliche amministrazioni, comprese le ASL, di cui all'articolo 1 comma 2 del D.Lgs 165/01. Con specifico riferimento all'azione di sostituzione prevista dalla lettera c , possono essere ammessi al finanziamento i seguenti soggetti titolare di impresa, inteso come colui che esercita individualmente l'attività d'impresa con o senza dipendenti/collaboratori lavoratore/trice autonomo/a, inclusi i/le liberi/e professionisti/e lavoratori/trici a progetto a condizione che vi sia l'assenso esplicito del committente sulla sostituzione e sul sostituto . Per tutte le tipologie di progetto, la dimostrazione di essere un soggetto in condizione di ammissibilità, tramite opportuna documentazione, è una responsabilità a carico del soggetto richiedente il finanziamento. Si precisa, inoltre, che le aziende che hanno già usufruito di finanziamenti ai sensi dell'articolo 9 lettere a , b , c , possono presentare una nuova domanda di finanziamento alle seguenti condizioni - che il precedente progetto sia concluso in ogni sua parte, incluse la visita ispettiva e l'autorizzazione al pagamento del saldo - che il nuovo intervento contenga e indichi chiaramente elementi di novità sostanziale rispetto al precedente ad esempio, sviluppando un'azione riferita ad una diversa tipologia progettuale ovvero per una differente azione positiva di flessibilità . 2. Durata delle azioni La durata massima delle azioni è di 24 mesi. Per i progetti riferiti alle tipologie b e c , in considerazione della natura delle azioni cui sono riferite, sono necessarie alcune precisazioni aggiuntive, che comportano una ulteriore delimitazione dei termini temporali cui riferire la durata dell'azione. La durata dei programmi di formazione al rientro - lettera b - deve essere proporzionata alle effettive esigenze, in relazione alle mansioni svolte e alla posizione ricoperta in azienda, del lavoratore/trice in rientro da un congedo parentale, e quindi alla durata dello stesso. Si ricorda, inoltre, che la necessità di attuare un programma di formazione al rientro si configura a partire da un periodo di congedo di almeno 60 giorni. L'estensione del congedo parentale cui riferire la sostituzione prevista dalla lettera c non può eccedere i 12 mesi. La durata massima dell'azione di 24 mesi è dunque da intendersi esclusivamente riferita ai soli casi in cui vi sia la necessità di coprire un congedo parentale frazionato, sempre nel limite dei 12 mesi complessivi sopra indicato. 3. Documenti per la presentazione della richiesta di finanziamento Per la richiesta di finanziamento è necessario Compilare il Modello di domanda per l'ammissione ai finanziamenti scaricabile dal sito del Ministero, tenendo presente che le informazioni da riportare nella sezione Preventivo delle spese devono essere necessariamente accompagnate dalla compilazione dello Schema per la definizione del piano dei costi utilizzando il modello riferito alla tipologia prescelta, anch'esso scaricabile dal sito del Ministero. Allegare la seguente documentazione 1. l'accordo sindacale, presupposto indispensabile per l'ammissibilità al finanziamento per i progetti di lettera a e b , che, come previsto dall'articolo 2 del decreto interministeriale 15 maggio 2001, deve essere di secondo livello, aziendale o territoriale 2. l'intesa nazionale o territoriale tra le associazioni datoriali, presupposto indispensabile per l'ammissibilità al finanziamento per i progetti di lettera c 3. la dichiarazione di non avere contemporaneamente richiesto finanziamenti ai sensi dell'articolo 2 della legge 125/91 [per tutte le tipologie] 4. una copia del CCNL applicato nell'azienda, su supporto informatico o cartaceo, per i progetti di lettera a e b 5. dichiarazione di autorizzazione al trattamento dei dati [lettera a , b , c ] 6. certificato della Camera di Commercio, ovvero copia dell'atto costitutivo o statuto [lettera a , b , c ] 7. certificazione INPS e INAIL [lettera a , b , c ] 8. coordinate bancarie [lettera a , b , c ] 9. codice fiscale [lettera a , b , c ] 10. visura camerale lettera c 11. parametri di riferimento per il compenso del sostituto [ lettera c ] 12. nel caso di lavoratore autonomo, elementi e documenti attinenti la propria attività [ lettera c ] in caso di adesione a una sperimentazione promossa dalle autonomie locali, allegare la documentazione relativa [lettera a , b , c ]. Si precisa che le richieste di finanziamento non conformi al contenuto della presente circolare e non corredate della documentazione indicata nei punti da 1. a 4. non potranno essere ammesse a valutazione. I documenti elencati ai punti successivi, se non trasmessi contestualmente alla domanda di finanziamento, dovranno pervenire entro quindici giorni dalla scadenza di presentazione, ad eccezione della documentazione già in possesso dell'amministrazione procedente, ovvero detenuta istituzionalmente da altre pubbliche amministrazioni, per la quale si applica il comma 1 dell'articolo 43 del Dpr 445/00 e il comma 2 dell'articolo 18 della legge 241/90, e successive modificazioni. Al riguardo si precisa che l'interessato dovrà comunicare all'Amministrazione gli elementi necessari per il reperimento delle informazioni o dei dati richiesti. 4. Termini di presentazione dei progetti. Le scadenze per la presentazione dei progetti sono il 10 febbraio, 10 giugno e 10 ottobre di ogni anno, come previsto dall'articolo 4 del decreto interministeriale 15 maggio 2001. I progetti dovranno essere inviati in originale e due copie e indirizzati al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Direzione Generale del Mercato del Lavoro - Divisione IV, Via Fornovo 8, 00192 Roma. Al fine di accelerare l'iter di valutazione, i progetti dovranno pervenire entro e non oltre la data di scadenza di presentazione a cui si intende partecipare, tramite spedizione postale con ricevuta di ritorno, ovvero consegna a mano allo stesso ufficio all'indirizzo sopra riportato, che provvederà a rilasciare apposita ricevuta di arrivo. Si evidenzia dunque che il termine per la presentazione è rappresentato dalla data di arrivo del progetto all'Amministrazione e non da quella del timbro postale di partenza del plico. I progetti pervenuti fuori termine saranno restituiti all'azienda proponente e potranno essere aggiornati e ripresentati entro la successiva scadenza. Si fa presente infine che presso la Direzione Generale del Mercato del Lavoro opera una task force dedicata allo sviluppo delle azioni di conciliazione, alla quale è possibile rivolgersi per indicazioni e supporto in fase di progettazione, tramite il seguente indirizzo di posta elettronica progettocon@welfare.gov.it