Valide le dichiarazioni fiscali consegnate dal corriere (autorizzato)

di Benito Fuoco

di Benito Fuoco La dichiarazione inviata a mezzo corriere privato è valida a tutti gli effetti, e la data di consegna del plico al corriere privato vale come data di presentazione all'ufficio finanziario di destinazione. Con queste conclusioni, la sezione n. 5 della Commissione tributaria regionale del Lazio nella sentenza 118/2005 depositata il 6 ottobre 2005 e qui leggibile tra gli allegati, ha stabilito che, la data utile di presentazione della dichiarazione fiscale, coincide con quella di consegna al corriere. Questo tuttavia, a condizione che il corriere sia munito di autorizzazione generale all'effettuazione di recapito della corrispondenza e sia titolare di licenza individuale. LA VICENDA La società quale soggetto non residente nel territorio dello stato Italiano, ha promosso ricorso avverso un diniego al rimborso Iva per l'anno d'imposta 1997. Nel ricorso presentato la società ha esposto di aver sostenuto in Italia dei costi addebitati nell'anno 1997 da fornitori italiani con Iva detraibile a norma dell'articolo 19 del Dpr 633/72 da cui, con richiesta inviata il 30 giugno 1998 per mezzo del corriere Dhl, era scaturito il diritto al rimborso relativo. L'Agenzia delle entrate di Roma 6, ritenendo di aver ricevuto la consegna della dichiarazione in data primo luglio 1998 e quindi fuori termine di presentazione consentito termine ultimo trenta giugno 1998 , aveva emesso l'atto di diniego al rimborso, atto che veniva opposto nei termini dalla società francese. La sezione n. 60 della Ctp di Roma alla luce della sentenza della Corte costituzionale 477/00 che ritiene quale data utile quella di consegna dell'atto al soggetto abilitato ad eseguirla ritenendo che la dichiarazione fosse stata prodotta in tempo utile, accoglieva il ricorso. L'Ufficio, dopo aver rilevato che la società si era servita di un corriere privato e non del servizio postale francese, sostenendo che la data utile fosse quella di ricevimento del plico e che pertanto il termine ultimo fosse inutilmente trascorso, ha proposto appello alla Ctr del Lazio. LA SENTENZA La Commissione tributaria regionale del Lazio ha confermato la decisione dei giudici provinciali. A partire dalla direttiva 97/67/Ce, citano i giudici regionali, i servizi di recapito della corrispondenza, in concorrenza con i servizi postali nazionali, sono assicurati anche da imprese titolari di licenze individuali. Poiché in Italia, prosegue il collegio, la società Dhl che ha eseguito il servizio di recapito postale risulta intestataria di autorizzazione poichè all'epoca della spedizione avvenuta in Francia l'Amministrazione finanziaria non ha fornito prova che la società stessa non fosse titolare di licenza ai sensi della predetta direttiva, la decisione dei primi giudici tributari che ha ritenuto la dichiarazione presentata in tempo utile, deve essere confermata. La Ctr del Lazio in tal modo, pronunciando definitivamente, ha stabilito che la presentazione della dichiarazione annuale, anche se eseguita per mezzo delle agenzie di recapito autorizzate, sia da intendere compiuta regolarmente e con decorrenza dalla data di consegna dell'atto al corriere. IL PRINCIPIO Nella presentazione delle dichiarazioni fiscali, alla luce della sentenza della Corte costituzionale 477/00, la data utile da considerare, in caso di utilizzo delle agenzie di recapito autorizzate, è quella di consegna dell'atto al corriere autorizzato.

Commissione tributaria regionale di Roma - Sezione quinta - sentenza 4 luglio-6 ottobre 2005, n. 118 Presidente Bajardi - Relatore Barberio Corsetti Ricorrente Conexant System France Sas Fatto e svolgimento del rapporto contenzioso Con ricorso in data 14 novembre 2000 parte attrice ha promosso ricorso avverso l'atto di diniego relativo al rimborso Iva richiesto ai sensi dell'articolo 38ter del Dpr 633/72. Nel ricorso la società, soggetto non residente nel territorio dello Stato, ha esposto di aver sostenuto in Italia nell'anno 1997 costi addebitati da fornitori italiani con Iva detraibile ai sensi dell'articolo 19 del Dpr 633/72 e che l'Iva corrisposta con riferimento a tali costi era pari a lire 255.542,000 che in data 30 giugno 1998, ai sensi dell'articolo 38ter del Dpr 633/72, ha inviato istanza di rimborso all'Ufficio delle entrate di Roma 6, per messo di corriere Dhl. In data 11 agosto 2000 il suddetto Ufficio ha emesso provvedimento di diniego motivato esclusivamente sulla base della mancata presentazione dell'istanza di rimborso entro il termine del 30 giugno stabilito dal Dm 20 maggio 1982. L'Ufficio delle entrate non si è costituito in giudizio. Con sentenza 352/60/2003 del 25 giugno-9 luglio 2003, la Commissione tributaria provinciale di Roma, Sezione sesta, ha accolto il ricorso rilevando che, alla luce della sentenza della Corte costituzionale 477/00, per la verifica della formalità della data, deve farsi riferimento a quella di consegna dell'atto al soggetto abilitato o autorizzato ad eseguirla che nel caso di specie la condizione del rispetto del termine del 30 giugno di cui all'articolo 1 del Dm 20 maggio 1982 è stata soddisfatta, essendo stata l'istanza spedita il 30 giugno 1998, nel merito ha ritenuto il ricorso meritevole di accoglimento stante l'assolvimento dell'onere probatorio gravante sulla società ricorrente in merito al diritto al rimborso dell'Iva ex articolo 38ter Dpr 633/72. Avverso la suddetta sentenza l'Ufficio delle entrate di Roma 6, con atto depositato in data 28 ottobre 2004, ha proposto appello rilevando che, essendosi la società appellata avvalsa di un corriere privato e non del servizio postale dello stato francese, fa fede la data di consegna dell'atto al destinatario 1 luglio 1998 e non la data di consegna della società richiedente al corriere 30 giugno 1998 . L'appellante conclude con la richiesta di accoglimento dell'appello, in riforma della sentenza impugnata, con condanna dell'appellata alle spese di entrambi i gradi di giudizio. Si osserva La questione oggetto della presente controversia è se la data da prendere a riferimento per la richiesta di rimborso sia quella di consegna al corriere della richiesta stessa o quella di recapito dell'amministrazione finanziaria. La norma che viene in rilievo è l'articolo 1 del Dm 20 maggio 1982 che ha dato attuazione all'articolo 38ter del Dpr 633/72, in forza del quale i soggetti ivi disciplinati possono ottenere il rimborso su apposita istanza da presentare, entro . L'Amministrazione finanziaria sostiene che, non essendo stato affidato il plico al servizio postale francese, fa fede solo la data di consegna del plico stesso al destinatario, non essendo assimilabile la consegna ad un corriere privato alla consegna al servizio postale. Si deve peraltro ricordare che la Francia fa parte del servizio postale universale e che a partire dalla direttiva 97/67/Ce i servizi di recapito della corrispondenza sono assicurati anche da imprese titolari di licenze individuali, in concorrenza con i servizi postali nazionali. La Dhl express risulta attualmente intestataria, in Italia, di una autorizzazione generale all'effettuazione dei servizi di recapito postale. L'Amministrazione finanziaria non ha fornito alcuna prova che la Dhl, all'epoca della spedizione, non fosse titolare in Francia di una licenza o autorizzazione rilasciata ai sensi della predetta direttiva. Ne consegue che l'appello non può essere accolto e che la data di spedizione documentata in atti deve essere ritenuta certa ed equivalente alla data indicata in una spedizione postale. Sussistono tuttavia giusti motivi per compensare le spese del giudizio. PQM Conferma la sentenza impugnata e compensa le spese del giudizio.