Il difetto di giurisdizione scavalca i confini delle fase cautelare

Il convenuto può eccepirlo anche direttamente nel giudizio di merito con il primo atto difensivo

Ai sensi dell'articolo 4 della legge 218/95, di riforma del sistema italiano del diritto internazionale privato, la mancata proposizione, da parte del convenuto, della eccezione di carenza di giurisdizione nella fase del procedimento cautelare ante causam nella specie, ex articolo 700 Cpc non comporta accettazione della giurisdizione del giudice italiano quanto al diverso ed autonomo giudizio di merito che segua quello cautelare, e non preclude, pertanto, al medesimo convenuto di eccepire, in esso, nel primo atto difensivo, il difetto di giurisdizione del giudice adito. Non si segnalano precedenti in termini. Lo hanno affermato le Sezioni unite civili della Cassazione nella sentenza 2448/06, depositata il 6 febbraio e qui integralmente leggibile tra i documenti allegati.

Cassazione - Sezioni unite civili - sentenza 19 gennaio-6 febbraio 2006, n. 2448 Presidente Olla - Relatore Berruti Pm Palmieri - conforme - Ricorrente Siam Line Srl Svolgimento del processo La Srl Siam Line chiedeva con atto ex articolo 700 Cpc del gennaio 1999, al Tribunale di Firenze, di inibire provvisoriamente alla Srl Brigitte Ravel, società di diritto belga con sede in Belgio, la produzione la commercializzazione di zoccoli aventi la molla a suola. Ciò in quanto tali prodotti costituivano imitazione servile di zoccoli da essa attrice prodotti e commercializzati. Il giudice dell'urgenza i con provvedimento del marzo 1999, ravvisata la particolarità tecnica dei prodotti in conflitto e la circostanza confusoria allegata, dava i provvedimenti richiesti. Il reclamo avverso il provvedimento urgente veniva respinto. Con citazione del 25 marzo 1999 la Siam Line conveniva davanti al predetto tribunale la Brigitte Ravel chiedendone la condanna alla definitiva inibizione della produzione e commercializzazione del prodotto in questione, nonché al risarcimento dei danni. La convenuta sì costituiva eccependo la carenza di giurisdizione del giudice Italiano, ed in subordine la incompetenza del Tribunale fiorentino. Il Tribunale dichiarava il difetto della giurisdizione del Giudice italiano sulla domanda di concorrenza sleale perfezionata all'estero, e la propria incompetenza territoriale quanto al contratto di concessione di vendita stipulato nel luglio del 1988,rispetto al quale dichiarava anche la inefficacia del provvedimento cautelare. La Corte di merito rigettava l'appello principale della Siam Line ed accoglieva quello incidentale della Ravel. Pertanto confermava la carenza di giurisdizione del giudice Italiano e condannava la appellante principale al pagamento delle spese di entrambi i gradi del giudizio. La sentenza in esame riteneva quanto alla eccezione di incompetenza per territorio, che ai sensi dell'articolo 38 Cpc essa era stata tempestivamente avanzata nella prima difesa utile del giudizio di merito di primo grado e che non rivestiva alcuna rilevanza la circostanza che di tale questione non si era fatto cenno nella fase cautelare. Riteneva quanto alla questione di giurisdizione, a fortiori, che essa pure può essere sollevata per la prima volta nella fase di merito per la ragione che essa può risultare fondata nella fase sommaria e non in quella di merito, e quindi perché la relativa questione a differenza della questione di competenza può essere sollevata anche di ufficio. Riteneva pertanto che l'avere la difesa della resistente eccepito la carenza di giurisdizione del Giudice italiano solo nella fase del reclamo avverso il provvedimento urgente e non in occasione della sua prima difesa nel giudizio cautelare , non aveva comportato accettazione della giurisdizione italiana quanto al giudizio di merito né poteva esser fatta rientrare nella ipotesi di decadenza conseguente alla mancata eccezione. Contro questa sentenza ricorre per cassazione con tre motivi la Siam Line. Resiste con controricorso e spiega ricorso incidentale condizionato la Brigitte Ravel. La causa è stata rimessa alle Su per l'esame della questione di giurisdizione. Motivi delle decisione 1. I ricorsi vanno preliminarmente riuniti. 2. Con il primo motivo del ricorso principale la Siam Line sostiene la violazione e la falsa applicazione dell'articolo 4 della legge 218/95, conseguente all'avere la corte di merito ritenuto che la mancata proposizione della eccezione di carenza di giurisdizione per tutta la fase della urgenza non ha precluso la possibilità di avanzarla successivamente,nel giudizio di merito. Sostiene quindi che la corte di merito non ha considerato che la regola dell'articolo 37 Cpc riguarda esclusivamente la competenza e che non sussiste, quanto alla questione che rileva, la autonomia tra giudizio cautelare e giudizio di merito, giacché essi hanno avuto il medesimo contenuto. 2. Con il secondo motivo la Siam Line lamenta la violazione o la falsa applicazione dell'articolo 104 Cpc, conseguente all'avere la Corte fiorentina tratto argomenti a sostegno della tesi criticata con la prima doglianza da una errata applicazione individuazione del giudice territorialmente competente. 2.a. I due motivi vanno esaminati insieme attesa la strumentalità della doglianza di cui al secondo motivo rispetto alla questione di giurisdizione. 2.b. Osserva la Corte che pacificamente la questione di giurisdizione non è stata proposta nella fase sommaria. Il quesito sottoposto alla Corte dunque é se il silenzio sul punto della parte chiamata innanzi al giudice protratto per tale fase, integri la fattispecie prevista dalla ultima parte del comma 1 dell'articolo 4 della legge di riforma del sistema di diritto internazionale privato, la quale recita essa la giurisdizione n.d.r nondimeno sussiste se . il convenuto compaia senza eccepire il difetto di giurisdizione nel primo atto difensivo . Ritiene il collegio che la risposta debba essere negativa. Non possono condividersi, peraltro, le osservazioni contenute nella sentenza impugnata, relative ad una analogia tra la norma dell'articolo 38 Cpc in tema di eccezione di competenza e quella dell'articolo 4 citato. La formulazione della prima infatti che richiede la formalità di cui si tratta non oltre la prima udienza di trattazione con chiarezza indica una ventaglio di attività giudiziarie realizzabili da parte del soggetto nei cui confronti viene avanzata una pretesa che giungono fino, appunto, alla prima udienza di trattazione. Dunque l'eccezione che non viene sollevata nella comparsa di costituzione può ancora essere avanzata fino al predetto momento. La norma dell'articolo 4 della legge 215/98 invece fa riferimento al ben più ampio concetto di comparsa nel processo che sì realizza nel primo atto difensivo, e dunque non anche in atti che a tale comparsa seguono. Ciò tuttavia non comporta il fondamento della doglianza del ricorrente principale giacché la norma dell'articolo 669quater Cpc comma 5, la quale stabilisce che quando la causa penda davanti ad un giudice straniero e quello italiano non ha competenza sul merito si applica la norma dell'articolo 669ter Cpc,ovvero il principio per il quale quando appunto il giudice italiano non è competente sul merito della causa la domanda cautelare si propone a quello che sarebbe competente per materia o valore, del luogo in cui deve essere eseguito il provvedimento cautelare , dimostra che può ben aversi una giurisdizione in fase cautelare scissa da quella del merito della causa. La giurisprudenza della Corte di cassazione peraltro ha da tempo affermato siffatta scindibilità sulla base della autonomia del giudizio cautelare rispetto a quello di merito. Il giudizio cautelare ancorché legato da un nesso di strumentalità a quello di merito rimane distinto per la diversità degli obbiettivi processuali perseguiti, ovvero una tutela provvisoria ed anticipata in un caso, basata sull'apprezzamento di circostanze e criteri peculiari, ed una definitiva basata sulla individuazione delle situazioni sostanziali in conflitto Cassazione, 10822/04 12288/04 16094/03 10363/97 . Consegue come ha concluso la corte fiorentina, che la mancata proposizione nella fase sommaria della questione di giurisdizione non ha dato luogo ad accettazione della giurisdizione in questione quanto al diverso ed autonomo giudizio di merito. I due motivi sono infondati. 3. Con il terzo motivo di ricorso la Siam line lamenta la motivazione omessa, insufficiente e contraddittoria su di un punto decisivo della controversia. Sostiene che la corte fiorentina, che ha rilevato a sostegno ulteriore della statuizione sulla giurisdizione,che il danno da contraffazione di cui si tratta era stato prodotto in paesi diversi dall'Italia, che nella specie si doveva aver riguardo al danno prodotto in Italia.Ciò avrebbe dovuto far concludere per la esistenza di una facoltà di scelta in capo ad essa danneggiata tra più giurisdizioni concorrenti inclusa quella italiana. 3.a. Con il quarto motivo la ricorrente lamenta la violazione e la falsa applicazione degli articoli 2598 Cc e 122 Cpc. Sostiene la cortedi merito. ha omesso ogni pronuncia sulla sua doglianza avverso la pronuncia del primo giudice che non aveva ritenuto applicabile la disciplina della imitazione servile di cui al n. 3 dell'articolo 2598 Cc. Da tale errore la corte d i merito avrebbe tratto quello ulteriore di dare rilievo alla norma di diritto internazionale privato, che invece non doveva venire in questione giacché la fattispecie da regolare non presentava estraneità rispetto all'ordinamento italiano. 3.b. Osserva la Corte t anzitutto I che le due questioni, da esaminarsi. insiemein quanto. connesse. dalla, comune. direzione a censurare la statuizione sulla giurisdizione, sono avanzate per la prima volta in questa sede. Infatti la corte di merito ha osservato che in primo grado non era stato dedotto alcun illecito compiuto in Italia alla Ravel, tanto contrattuale che extracontrattuale,e peraltro innanzi a tale giudice non si è realizzato un ampliamento della originaria domanda. L'abile formulazione delle censure in esame, tenta dietro lo schermo della omessa pronunzia, di superare siffatta realtà processuale per introdurre in questa sede una domanda nuova. I due motivi debbono essere dichiarati inammissibili. 4. Il ricorso principale deve essere rigettato. Deve essere dichiarata assorbita la trattazione del ricorso incidentale che è condizionato all'accoglimento del principale. Deve essere dichiarata la carenza di giurisdizione del Giudice italiano. Ricorrono giusti motivi per compensare le spese del giudizio di legittimità. PQM La Corte riunisce i ricorsi. Rigetta il ricorso principale e dichiara assorbito il ricorso incidentale. Dichiara il difetto di giurisdizione del Giudice italiano. Compensa le spese del giudizio di legittimità.