Codice penale, come la CdL ha perso una grande occasione (anche di dialogo)

Tra amarezza e delusione il commento di Carlo Nordio che ha presieduto la commissione per la riforma La speranza di approvarla in questa legislatura è pari a zero . A meno che le priorità dell'esecutivo non cambino

Le occasioni mancate della giustizia. Oggi verrà consegnata la parte speciale della riforma del Codice penale preparata dalla commissione ministeriale presieduta da Carlo Nordio. E sempre oggi, a Catania, durante un convegno organizzato dalla Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Catania, verrà presentato il disegno di legge sulla riforma del Codice di procedura penale redatto dalla commissione ministeriale presieduta da Antonio Dalia. Due progetti, questi, che difficilmente vedranno la luce prima della fine della legislatura mancando poche sedute parlamentari alla scadenza. Due grosse occasioni perse, inserite nel programma elettorale della Cdl, ma una grossa occasione persa soprattutto riguardo la riforma del Codice penale, dal momento che la commissione Nordio ha praticamente chiuso gli elaborati. A giugno del 2004, la commissione consegnò ufficialmente la parte generale del progetto al ministro seguì un'estate caratterizzata dalle dimissioni del ministro dell'Economia Giulio Tremonti e dai terremoti interni alla Cdl. La commissione, comunque, proseguì con la parte speciale, anche se la parte generale venne presentata solo a distanza di dieci mesi, più precisamente ad aprile di quest'anno vedi tra gli arretrati del 22 aprile 2005 . Ma da quel giugno del 2004, nessuno ha più esortato i commissari. A parlare dello stato dei lavori è proprio il presidente Nordio che ha annunciato per oggi la consegna della parte speciale, corredata da un progetto di articolato sul quale sarebbe semplicissimo predisporre i decreti delegati, mentre entro la fine dell'anno arriverebbero anche le disposizioni di coordinamento. La speranza di approvare entro questa legislatura la riforma del Codice penale è pari a zero ha ammesso il presidente che declina ogni responsabilità da parte della commissione. Per la redazione della parte speciale ci siamo presi tutto il tempo ha detto Nordio semplicemente perché la parte generale è ferma in un cassetto da un anno e mezzo constatata quindi la mancanza di interesse da parte del legislatore, in considerazione del fatto che ogni componente ha comunque il suo lavoro e oltretutto le risorse per le commissioni di studio nel corso degli anni sono diminuite, nessuno si è precipitato sulla parte speciale. Eppure il lavoro è praticamente finito ci sono speranze per la prossima legislatura - ha continuato Nordio - soprattutto perché noi abbiamo tenuto conto delle commissioni ministeriali che ci hanno preceduto, a partire da quella presieduta da Carlo Federico Grosso, un lavoro congiunto che potrebbe far sì che la riforma venga approvata in breve tempo . Ma il tempo forse ci sarebbe stato anche in questa legislatura, visto che, come dice lo stesso presidente, la parte generale era stata presentata quasi due anni fa. Noi abbiamo presentato la parte generale con due anni di anticipo rispetto alla fine della legislatura - ha spiegato il presidente della commissione - e se avessimo avuto lo sprone, la parte speciale sarebbe arrivata entro i successivi sei mesi . Corredata ovviamente di articolato sulla legge delega e dalle disposizioni di coordinamento, dando al Parlamento un anno e mezzo di tempo per approvare la riforma. Nello stesso periodo, ricorda Nordio, dichiarazioni di esponenti dell'opposizione, a partire da Giuliano Pisapia, responsabile giustizia di Rifondazione, a Guido Calvi Ds , riportavano che se la maggioranza avesse accantonato il disegno di legge sulla recidiva, l'opposizione si sarebbe seduta al tavolo della riforma del Codice penale. Approvare adesso la riforma del Codice penale è molto difficile, in teoria si potrebbe fare ha detto Nordio, ci vorrebbe però una forte volontà da parte dell'esecutivo che tradotta in parole povere significherebbe decidere a colpi di maggioranza proprio nell'ultimo scorcio di legislatura. Contemporaneamente poi dovrebbero essere accantonati tutti quei progetti parlamentari che cozzano con la riforma Nordio, a partire dalla ex Cirielli, per passare al disegno di legge sulla legittima difesa. Noi abbiamo agito in assoluta libertà - ha continuato il Procuratore - e il Parlamento è sovrano purtroppo dobbiamo constatare che alcune volte va nella direzione opposta. Il nostro è un discorso organico e ci spiace vedere che ogniqualvolta che si interviene sul Codice penale, lo si fa con provvedimenti settoriali . Interventi settoriali che i commissari guardano con preoccupazione anche se andassero nella nostra direzione, perché il Codice penale è una cosa molto delicata . Certo è che, come dice il presidente della commissione ministeriale, la riforma del Codice penale è un'occasione mancata la giustizia - ha concluso - è un terreno sul quale maggioranza e opposizione si sono sempre scontrate, mentre invece la riforma del Codice penale poteva essere un'ottima occasione per dialogare . Paola Alunni