Avvocati e agenti di calciatori: bisogna scegliere tra i due albi. Parola del Cnf

di Lucio Giacomardo

di Lucio Giacomardo * Tempi duri per gli Agenti di calciatori. Come se non bastasse la recente indagine avviata dall'Antitrust per verificare l'eventuale violazione di norme a tutela della libera concorrenza, come un fulmine a ciel sereno arriva anche la dichiarazione di incompatibilità da parte del Consiglio Nazionale Forense. In risposta ad uno specifico quesito formulato dal Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Vicenza, infatti, con un parere reso noto il 5 Ottobre 2005, il Consiglio Nazionale Forense ha esplicitamente che le attività di avvocato e di agente di calciatori devono ritenersi incompatibili. Dopo una disamina della figura professionale dell'Agente di calciatori, come risulta dal vigente Regolamento approvato dalla F.I.G.C., l'organismo forense è pervenuto alla conclusione che in particolar modo per le modalità di compenso previste, con una comunanza di interessi tra il calciatore o la società di calcio e l'agente, il quale si trova in posizione di cointeressenza economica rispetto al rappresentato vi sarebbe una violazione dell'art. 45 del codice deontologico forense che vieta la determinazione dei compensi legati ai beni propri del cliente o ai proventi economici da esso conseguiti giudizialmente o in via stragiudiziale. Tanto, viene precisato nello stesso parere, pur volendo prescindere dall'analisi circa la qualificazione delle prestazioni dell'agente di calciatori, ossia se si tratti di obbligazioni di mezzi o di risultato. Quasi a prevenire le prevedibili opposizioni dei numerosissimi avvocati attualmente iscritti nell'Albo degli Agenti di calciatori, il Consiglio Nazionale Forense precisa che, conformemente a quanto previsto nell'apposito Regolamento della F.I.G.C., ogni avvocato potrà comunque svolgere attività professionale nell'interesse di calciatori e società sportive, con il necessario e non eludibile rispetto della normativa professionale propria degli avvocati. In conclusione dello stesso parere, pertanto, con particolare riferimento alle nuove domande, il Consiglio Nazionale Forense afferma che dovrà essere negata, da parte dei rispettivi Consigli dell'Ordine, l'iscrizione a tutti i soggetti che la richiedono senza una rinuncia alla contestuale o precedente iscrizione all'Albo degli Agenti dei calciatori. Analogamente, ma con immediati riflessi di ordine pratico, risultando facile prevedere la necessità di apposite richieste da parte di tutti i Consigli dell'Ordine, tutti gli avvocati che attualmente risultano iscritti in entrambi gli Albi dovranno optare per una sola delle due iscrizioni. *Avvocato -Cultore di istituzioni di Diritto Privato Università degli Studi Federico II di Napoli 2

Regolamento per l'esercizio dell'attività di agente di calciatori Regolamento per le procedure arbitrali Articolo 1 1.E' costituita la Camera Arbitrale per la risoluzione delle controversie tra a agente e calciatore b agente e società c agente ed agente. La Camera Arbitrale ha sede in Roma presso la F.I.G.C.- Commissione Agenti di Calciatori d'ora in avanti, per brevità, indicata come Commissione . La Camera Arbitrale è regolata da un Consiglio Direttivo composto dal Presidente e da due membri effettivi, e due membri supplenti, nominati ogni due anni dal Consiglio Federale e scelti tra magistrati, avvocati con almeno dieci anni di iscrizione agli albi professionali, e professori universitari di materie giuridiche. 2.Il Consiglio Direttivo emana i regolamenti per il funzionamento della Camera Arbitrale e adotta i provvedimenti idonei ad assicurare la massima efficienza dei procedimenti arbitrali da essa amministrati. Articolo 2 1.Presso la Camera Arbitrale sono formati appositi elenchi di arbitri di parte distinti per le categorie degli agenti, dei calciatori e delle società, indicati rispettivamentesecondo le modalità stabilite annualmente dal Consiglio Direttivo della Camera Arbitraledalle associazioni maggiormente rappresentative degli age nti e dei calciatori, e dalle Leghe professionistiche. 2.Il Consiglio Direttivo della Camera Arbitrale provvede con cadenza biennale alla formazione di un elenco di giuristi, scelti tra magistrati, avvocati e docenti universitari di materie giuridiche particolarmente esperti in materia sportiva, tra i quali sono nominati con le modalità previste dal regolamento della Camera Arbitrale i Presidenti dei Collegi Arbitrali o gli arbitri unici. 3.Le controversie di valore inferiore a Euro 10,000.00 diecimila sono decise da un arbitro unico designato di comune accordo dalle parti tra i nominativi indicati nell'apposito elenco, ovvero, in mancanza di accordo, scelto nello stesso elenco con criteri di rotazione dal Presidente della Camera Arbitrale. 4.Le controversie di valore superiore alla soglia di Euro 10,000.00 diecimila sono decise da un collegio arbitrale composto da tre arbitri, di cui uno designato da ciascuna delle parti tra i nominativi indicati negli elenchi delle rispettive categorie, ed il terzo, con funzioni di Presidente, designato con criteri di rotazione dal Presidente della Camera Arbitrale tra gli esperti facenti parte dell'apposito elenco. Articolo 3 1.La parte agente, calciatore o società che intende attivare la procedura arbitrale prevista dal Regolamento dell'attività di Agenti di calciatori deve inviare alla controparte, a mezzo di lettera raccomandata a.r., ricorso contenente a l'esposizione dei fatti e delle ragioni poste a fondamento della domanda b i documenti ed i mezzi di prova di cui intende avvalersi, ivi compresi espressamente il nominativo dei testimoni che intende fare escutere c le conclusioni e le richieste sulle quali chiede la pronuncia d la nomina dell'arbitro di parte da scegliere fra quelli inseriti negli appositi elenchi esistenti presso la Camera Arbitrale, ovvero l'istanza rivolta al Presidente della Camera Arbitrale di nomina dell'arbitro unico per le controversie di valore inferiore alla soglia prevista e l'elezione di domicilio dove dovranno essere inviate le comunicazioni previste dal presente regolamento, a cura della segreteria della Camera Arbitrale. 2.Il ricorso entro e non oltre i successivi 10 giorni dall'inoltro alla controparte, deve pervenire alla segreteria della Commissione, che funge anche da segreteria della Camera Arbitrale, corredato della relativa documentazione unitamente all'originale dell'attestazione della raccomandata comprovante l'avvenuto invio alla controparte. Al ricorso deve essere allegata la relativa tassa fissata annualmente dalla Camera Arbitrale, mediante assegno circolare non trasferibile intestato a F.I.G.C. - Roma. La segreteria della Camera Arbitrale, ricevuto il ricorso, dà comunicazione alla parte convenuta dell'avvenuto deposito. Il ricorso è sottoscritto dalla parte o da un avvocato munito di delega rilasciata nelle forme previste dal codice di procedura civile. Articolo 4 1.La parte nei cui confronti è stato proposto il ricorso deve inviare alla Camera Arbitrale ed alla parte ricorrente, a mezzo lettera raccomandata a.r. entro e non oltre 15 giorni dal ricevimento del ricorso, memoria di risposta nella quale devono essere espletate tutte le difese, richiesti tutti i mezzi di prova, con l'indicazione anche degli eventuali testimoni, prodotta tutta la documentazione e formulate eventuali domande riconvenzionali. 2.Ove la controversia, anche a seguito della domanda riconvenzionale, sia di valore superiore alla soglia prevista, nella stessa memoria deve essere nominato l'arbitro di parte scelto fra quelli inseriti negli appositi elenchi esistenti presso la Camera Arbitrale. 3.L'originale della ricevuta postale attestante la spedizione alla parte ricorrente della memoria difensiva deve essere inviata tempestivamente alla Camera Arbitrale 4. Il ricorrente nei cui confronti sia stata spiegata domanda riconvenzionale può inviare alla Camera Arbitrale, entro e non oltre 15 giorni dal ricevimento della memoria contenente la domanda riconvenzionale, memoria difensiva allegando tutta la documentazione di cui intende avvalersi e richiedendo i mezzi di prova ritenuti utili con l'indicazione degli eventuali testimoni, ed eventualmente nominare il proprio arbitro di parte ove il valore della controversia a seguito della riconvenzionale lo richieda. Di tale memoria e della relativa eventuale documentazione la parte deve darne notizia all'altra mediante spedizione a mezzo lettera raccomandata a.r., la cui ricevuta deve essere inviata tempestivamente, pena l'irricevibilità delle difese, alla Camera Arbitrale. La memoria di risposta è sottoscritta dalla parte o da un avvocato munito di delega rilasciata nelle forme previste dal codice di procedura civile. Articolo 5 1.Il Presidente della Camera Arbitrale, accertati il deposito del ricorso e l'avvenuta comunicazione del deposito alla parte convenuta, verifica la ritualità degli atti e, specificatamente a nel caso in cui il ricorso, di valore superiore alla soglia prevista, non contenga la nomina dell'arbitro di parte o contenga la nomina di un arbitro non compreso negli appositi elenchi, dichiara l'irricevibilità del ricorso che viene comunicata al ricorrente a cura della segreteria della Camera Arbitrale parimenti dichiara l'irricevibiltà del ricorso nel caso in cui allo stesso non sia allegato l'importo previsto dall'articolo 2, comma 3, o non sia allegata la ricevuta attestante la spedizione del ricorso alla controparte mediante lettera raccomandata a.r. b nel caso in cui la parte convenuta non si sia costituita o non abbia nominato un proprio arbitro o abbia indicato un arbitro non compreso tra quelli iscritti negli appositi elenchi, provvede alla designazione dell'arbitro della parte stessa, individuandolo, con criteri automatici di successione cronologica, tra quelli inseriti negli appositi elenchi a seconda della categoria di appartenenza della parte resistente c invita le parti, in caso di controversia di valore sotto soglia, a nominare di comune accordo entro cinque giorni l'arbitro unico, ovvero - in mancanza di accordo o in caso di controversie di valore superiore - nomina senza indugio l'arbitro unico o il Presidente del Collegio Arbitrale. 2.L'arbitro unico o il Presidente designato del Collegio Arbitrale, entro 30 giorni dalla nomina, convoca la riunione per la costituzione dell'organo giudicante e la contestuale accettazione degli incarichi e per la comparizione delle parti, dandone comunicazione agli interessati con lettera raccomandata a.r. inviata almeno 10 giorni prima della riunione. Articolo 6 1.La segreteria della Camera Arbitrale cura la redazione di un registro protocollo per tutti i ricorsi. La segreteria stessa attribuisce ai ricorsi, immediatamente e nell'ordine in cui pervengono, il numero di protocollo progressivo che risulta dal relativo registro ai fini del riscontro dell'ordine cronologico nell'assegnazione. 2. Gli arbitri mantengono l'incarico sino alla decisione dei procedimenti loro assegnati, anche qualora non siano confermati negli appositi elenchi. Articolo 7 1. Alla riunione fissata ai sensi dell'articolo 5, comma 2, le parti compaiono personalmente con l'assistenza di un avvocato munito di delega. 2. Le riunioni degli arbitri si svolgono presso la sede della Federazione Italiana Giuoco Calcio ed alle stesse assiste, con funzione di segretario, il segretario della Camera Arbitrale o altra persona designata dal Presidente della Camera Arbitrale. In caso di necessità l'arbitro unico o il Presidente del Collegio Arbitrale possono indicare un'altra sede. Articolo 8 1.Gli arbitri esperiscono il tentativo obbligatorio di conciliazione e qualora abbia esito negativo fissano i termini e le modalità di svolgimento del procedimento secondo le disposizioni del codice di procedura civile. 2. Se le parti non hanno disposto altrimenti, gli arbitri debbono pronunciare il lodo nel termine di 180 giorni dalla data di costituzione e accettazione della nomina. Il termine è sospeso dal 1 agosto al 15 settembre di ogni anno. Trovano applicazione le disposizioni dell'articolo 820 c.p.c Articolo 9 1.Gli arbitri decidono con arbitrato rituale e secondo diritto sulla base degli atti che risultino conformi alle disposizioni regolamentari federali e di ogni attività istruttoria espletata. Con la decisione gli arbitri pronunciano sull'attribuzione delle spese della controversia e sul compenso loro spettante, determinato secondo le tariffe ispirate a criteri di economicità e fissate dal Consiglio Direttivo della Camera Arbitrale. 2. Qualora dall'esame degli atti o dalle risultanze istruttorie gli arbitri rilevino violazioni di norme federali, delle Confederazioni o della F.I.F.A., da parte di agenti, tesserati o società, trasmettono gli atti alla Commissione per quanto di competenza. Articolo 10 1. Il lodo è deliberato in conformità all'articolo 823 c.p.c 2. Gli arbitri depositano il lodo in triplice originale presso la segreteria della Camera Arbitrale che Provvede a comunicare la decisione a ciascuna delle parti mediante spedizione di un originale del lodo con lettera raccomandata a.r. Trova applicazione l'articolo 826 c.p.c. in materia di correzione del lodo. Articolo 11 1.Le parti sono tenute a porre spontaneamente in esecuzione le decisio ni degli arbitri nel termine di trenta giorni dalla comunicazione, informando tempestivamente dell'adempimento la segreteria della Camera Arbitrale. 2.In difetto di adempimento spontaneo e su istanza della parte interessata, la Camera Arbitrale trasmette gli atti alla Commissione per l'adozione di provvedimenti disciplinari a carico dell'agente o l'inoltro agli organi disciplinari competenti per i comportamenti dei tesserati, e cura attraverso gli organi federali l'esecuzione coattiva del lodo nell'ambito dell'ordinamento federale. 3.In caso di esecuzione in danno di un agente la Commissione può richiedere l'escussione della polizza assicurativa di cui all'articolo 8 del regolamento degli Agenti di calciatori. 4.In caso di esecuzione in danno di un calciatore, la Camera Arbitrale, attraverso la Lega competente, manda alla società di appartenenza del calciatore di effettuare una trattenuta sugli emolumenti mensili del calciatore esecutato nella misura del 20% da mettere a disposizione dell'avente diritto fino all'estinzione del debito, ovvero manda gli atti alla FIFA qualora il calciatore sia tesserato con società estera. 5.Le Leghe, su richiesta della Camera Arbitrale, assicurano l'esecuzione in danno delle società.

Consiglio nazionale forense parere 27 aprile 2005, n. 16 In relazione alla richiesta di parere di cui in allegato alla presente, comunico che la Commissione consultiva ha esaminato la richiesta ed ha deliberato quanto segue Il quesito verte sull'eventuale incompatibilità tra la contemporanea iscrizione nell'albo degli avvocati ed in quello degli agenti di calciatori, atteso che detta ultima attività è disciplinata dalla Figc nell'ambito delle attribuzioni pubblicistiche proprie delle federazioni sportive, ed è pertanto da considerarsi come una vera e propria professione regolamentata. L'incompatibilità potrebbe derivare dalla facoltà di organizzare in forma imprenditoriale la professione di agente di calciatore e dalla caratteristica di obbligazione di risultato anziché di mezzi tipica del contratto di attività dell'agente di calciatori. La Commissione, dopo ampia discussione, fa propria la proposta del relatore e rende il seguente parere L'attività di agente di calciatori si configura come attività almeno parzialmente regolamentata, posto che esistono attribuzioni esclusive della categoria professionale, un albo ed un esame per accedervi. La Figc ha emanato altresì un regolamento per l'esercizio della professione ed un codice di condotta professionale . L'attività assume più precisi contorni, da un punto di vista sostanziale, nel quadro delle norme civilistiche sulla conclusione di contratti nell'interesse di un terzo c, sul fronte delle modalità di esercizio della professione, nell'ambito della disciplina dettata dalle competenti federazioni sportive. Si deve senz'altro convenire con le pronunzie giurisprudenziali, diligentemente reperite da codesto Consiglio, sulla circostanza che l'ordinamento sportivo presente tratti di significativa regolamentazione pubblicistica e che, in tal senso, le federazioni sportive collegate al Coni siano detentrici di un potere di normazione autonoma, che ha nel settore di attività della federazioni il proprio natura sbocco e ambito applicativo. Pare opportuno, peraltro, ai fini di accertare la compatibilità dell'attività di procuratore di calciatori con l'esercizio della professione forense, considerare da un punto di vista strettamente oggettivo oggetto e fine di detta attività. Essa, quanto all'attività che il procuratore deve svolgere, consiste nella rappresentanzatendenzialmente prolungata nel tempo - dello sportivo o della società sportiva, al fine di concludere uno o più contratti di prestazione sportiva, verso un corrispettivo articolo 3, regolamento F.I.G.C. per l'esercizio dell'attività di agente di calciatore . Sono presenti, dunque, da un punto di vista civilistico, elementi propri del contratto di mandato con rappresentanza articolo 1704 segg. Cc e di quello di mediazione articolo 1754 cc . L'attività dell'agente di calciatore si differenzia, peraltro, dalla mera prestazione di consulenza giuridica, posto che il procuratore si vincola all'interesse del cliente, può dare carattere imprenditoriale alla propria attività e, addirittura, cedere a società di capitali i diritti economici derivanti dalla propria attività articolo 4, comma 2, reg. FIGC . Le attività di avvocato e di agente di calciatori devono ritenersi, pertanto, incompatibili. Osta, infatti, in tal senso l'articolo 3, Rdl 1578/33, ove prevede - tra le cause di incompatibilità - sia l'esercizio di commercio in nome proprio o in nome altrui , sia la qualità [ ] di mediatore . Depone nel senso della natura commerciale dell'attività anche la struttura del compenso per l'attività di agente di calciatori, posto che esso è calcolato in base al reddito lordo annuo del calciatore risultante dal contratto depositato . Nel caso l'agente presti la sua opera a favore delle società sportive, invece, il modello standard di contratto di rappresentanza predisposto dalla Figc prevede una somma forfettaria predeterminata. La retribuzione spettante all'agente è dunque riferita non alle singole attività poste in essere dal professionista, quanto ad un valore esterno quale il reddito complessivo del calciatore od una previa pattuizione a forfait. Tale struttura retributiva crea una comunanza di interessi tra il calciatore o la società di calcio e l'agente, il quale si trova senza dubbio in posizione di cointeressenza economica rispetto al rappresentato. Posto che l'interpretazione corrente ravvisa, in tale limitazione, la ratio di evitare ogni condizione di subalternità economica e gerarchica atta a compromettere il decoro e l'indipendenza del professionista forense. Dal punto di vista deontologico, poi, non può trascurarsi la circostanza che l'articolo 45 codice deontologico forense vieta compensi legati ai beni propri del cliente o ai proventi economici da esso conseguiti giudizialmente od in via stragiudiziale. In tal senso l'incompatabilità tra le due professioni dal punto di vista retributivo sussiste in ogni caso, anche prescindendo dal considerare se l'obbligazione tipica dell'agente di calciatori sia di mezzi ovvero di risultato. Deve peraltro notarsi che, anche affermando l'incompatibilità tra le due professioni, l'avvocato può comunque svolgere attività a favore di calciatori e società calcistiche anche se non iscritto nell'albo degli agenti di calciatori, come previsto esplicitamente dalla stessa normativa professionale della Figc Ai calciatori e alle società sportive non è consentito avvalersi dell'opera di un agente non iscritto nell'Albo, salvo che si tratti di un avvocato iscritto nel relativo albo, e per attività conforme alla normativa professionale vigente articolo 5, reg.Figc . Questa norma assume importanza centrale al fine di valutare i rapporti tra le due attività professionali, poiché consente all'avvocato di svolgere attività professionale nell'interesse di calciatori e società sportive senza necessità di iscriversi nell'albo degli agenti di calciatori, e con l'unica, necessaria, limitazione del rispetto della normativa professionale propria dell'avvocato. In tal senso l'iscrizione in entrambi gli albi non conferisce all'avvocato maggiori competenze o possibilità aggiuntive di lavoro, bensì produce l'unico effetto di sottrarre il professionista alle regole deontologiche dell'ordinamento forense, posto che eventuali sanzioni disciplinari sono irrogate da apposita commissione insediata presso la federazione giuoco calcio articolo 18, reg. Figc e sono rapportate al codice di comportamento specifico della professione di agente. Per le suesposte considerazioni, ed in relazione al progressivo processo di strutturazione cui è andata incontro la professione di agente di calciatori, deve confermarsi ed integrarsi l'orientamento espresso in prima battuta nel parere 146/03 in I pareri del Consiglio nazionale forense 2001-2003 , a cura di V. Panucciio, Milano 2005, p.108 . In conclusione, salva la possibilità di svolgere ogni attività conforme all'ordinamento forense nell'interesse di atleti e società sportive, deve essere negata, da parte del Consiglio dell'Ordine degli avvocati, l'iscrizione a colui che la richieda e non intenda rinunziare ad una precedente iscrizione nell'albo degli agenti di calciatori coloro che già facciano parte di entrambi gli albi devono optare per una delle due iscrizioni .

Codice di Condotta Professionale per gli agenti di calciatori I. L'agente di calciatori ha l'obbligo di svolgere il suo lavoro coscienziosamente e di comportarsi nella sua attività professionale in maniera degna di rispetto e confacente alla sua professione. Lo stesso, pur non essendo tesserato della F.I.G.C., è tenuto a rispettare le norme federali, statutarie e regolamentari della F.I.G.C., delle Confederazioni e della F.I.F.A II. L'agente di calciatori deve attenersi alla verità, alla chiarezza ed all'obiettività nei rapporti con il suo assistito e nelle trattative con i partner ed altre parti in causa. III. L'agente di calciatori deve proteggere gli interessi del suo assistito, con imparzialità e nel rispetto della legge e dei regolamenti sportivi, dando luogo a relazioni d'affari improntate alla chiarezza ed alla legalità. IV. Nel corso delle trattative con i suoi interlocutori e le altre parti in causa, l'agente di calciatori non deve venire meno al rispetto dei loro diritti. In particolare deve rispettare i rapporti contrattuali dei suoi colleghi e deve astenersi da qualsiasi azione diretta ad indurre calciatori a revocare gli incarichi conferiti a colleghi agenti, anche se ciò non sia finalizzato ad instaurare nuovi rapporti professionali. V. L'agente di calciatori deve tenere la contabilità prevista dalla legge, e rispettare le norme fiscali vigenti nel paese in cui opera. Su richiesta di qualsiasi autorità sportiva che conduca un'inchiesta su casi disciplinari o controversie, l'agente di calciatori deve essere in grado di produrre registri ed altra documentazione direttamente attinente al caso in questione. A richiesta dell'assistito, l'agente di calciatori deve, senza indugio, documentare i costi e le spese e consegnare documentazione fiscale idonea. VI. L'agente di calciatori deve evitare di agire contemporaneamente per più giocatori appartenenti alla medesima squadra, qualora ciò possa determinare una situazione anche solo potenzialmente conflittuale con la società stessa, e deve altresì evitare qualsiasi situazione in cui possa ravvisarsi un conflitto di interessi. VII. L'agente nei rapporti con i colleghi deve mantenere una condotta ispirata a principi di lealtà e correttezza, e rispettare le norme in materia di concorrenza.