Il giardino è condominiale ma l'interesse per gli alberi è di tutta la città: niente garage

Confermato il sequestro di un polmone verde nel centro di Milano nonostante la maggioranza dei condomini fosse favorevole all'abbattimento per fare posto alle auto

Gli alberi dei giardini condominiali - specie nelle città dove c'è poco verde - sono un bene di tutti i cittadini e per abbatterli, e costruire un garage, non basta la decisione della maggioranza dei padroni di casa. Anche il parere dei condomini in minoranza deve essere tenuto presente, così come l'interesse generale degli abitanti della città a non essere privati di un prezioso polmone verde. Per questo la Cassazione - con la sentenza 24396/05 depositata il 28 giugno e qui leggibile tra gli allegati - ha confermato il sequestro di un giardino condominiale, a Milano, dove 17 alberi ad alto fusto rischiavano di essere abbattuti per far posto a un'autorimessa sotterranea. L'amministratore del condominio, Roberto A., forte del parere positivo del grosso dei residenti nello stabile, aveva appaltato l'incarico a una ditta anche dopo la denuncia di alcuni proprietari dissenzienti e contrari all'abbattimento delle piante. In seguito alle proteste della minoranza, la magistratura aveva sospeso le delibere condominiali che avevano autorizzato i lavori, perchè le opere si discostavano dai progetti presentati per ottenere il nulla osta edilizio. Ma la maggioranza - capeggiata dall'amministratore - era andata avanti lo stesso ed aveva emesso un'altra delibera per aggirare quelle sospese. A questo punto il Pm che si è occupato del caso ha capito che quelle 17 piante erano a rischio così, per proteggerlo dai bulldozer, ha messo i sigilli al giardino. Invano contro gli alberi sotto tutela, l'amministratore ha protestato in Cassazione. La Suprema corte ha convalidato il sequestro del fazzoletto di bosco metropolitano, sopravvissuto - finora - sottolineando che altrimenti sarebbero stati irreversibili i danni conseguenti al previsto e irrinunciabile taglio degli alberi, non solo per i condomini ma, più in generale, per i cittadini . Ad avviso di Piazza Cavour è ravvisabile, a carico dell'amministratore, l'ipotesi di reato configurata dall'articolo 388 Cp, ossia la mancata esecuzione di un provvedimento del giudice. Il rigetto del ricorso era stato chiesto dal sostituto procuratore generale Elisabetta Cesqui.