Il tossico alla guida va dal giudice di pace, l'ubriaco dal tribunale

Nelle recenti modifiche al codice della strada il legislatore ha dimenticato la lettera Q del comma 1 dell'articolo 4. E così stato di ebbrezza e sotto l'effetto di droghe prendono strade diverse

Chi viene beccato alla guida di un auto sotto l'effetto di droga sarà giudicato dal giudice di pace, se invece ha alzato un po' il gomito dovrà presentarsi davanti al Tribunale. Infatti, nonostante le recenti modiche al Codice della Strada proprio nella parte in cui è previsto, all'articolo 187, il reato di guida in stato di alterazione per uso di sostanze stupefacenti, resterà in vigore per quanto riguarda la competenza di tale illecito - a differenza della guida in stato di ebbrezza - l'articolo 4, comma1 lettera q , del decreto legislativo 274/00 che prevede la cognizione del magistrato onorario. Lo ha chiarito la Cassazione nella sentenza 35628/05 - depositata il 3 ottobre scorso e qui integralmente leggibile tra gli allegati - con cui ha dato ragione al Gip del Tribunale di Sant'Angelo dei Lombardi che con ordinanza del 17 marzo 2004 aveva dichiarato la propria incompetenza per materia a decidere in ordine al reato di cui all'articolo 187 del Cds, guida in stato di alterazione per uso di sostanze stupefacenti, perché appartenente alla sfera di competenza di attribuzione dei giudice di pace. In particolare, la prima sezione penale di Piazza Cavour ha precisato che il reato previsto dall'articolo 187 Cds, a differenza di quello disciplinato dalla norma precedente articolo 186, guida in stato di ebbrezza , anche dopo la modifica introdotta dall'articolo 6 del decreto legge 151/03, resta attribuito alla competenza per materia del giudice di pace, in quanto il settimo comma del novellato articolo 187 richiama il 186 esclusivamente per la parte relativa all'applicazione delle sanzioni e pertanto l'omesso riferimento alla disposizione attributiva della competenza al tribunale preclude un'interpretazione estensiva .

Cassazione - Sezione prima penale cc - sentenza 27 settembre-3 ottobre 2005, n. 35628 Presidente Fazzioli - Relatore Silvestri Pg Febbraro - ricorrente Gdp in proc. Sant'Angelo Osserva Con ordinanza del 17 marzo 2004, il Gip del Tribunale di Sant'Angelo dei Lombardi, cui il Pm aveva richiesto l'emissione di decreto penale di condanna nei confronti di Mattia Arcangelo Nicola, dichiarava la propria incompetenza per materia a decidere in ordine al reato di cui all'articolo 187, commi 1 e 4 Cds, sostituito dal Dl 151/03, convertito nella legge 214/03, in quanto detto reato è attribuito alla cognizione del Gdp. Con ordinanza del 10 maggio 2005, il Gdp di Calabritto rilevava conflitto di competenza, assumendo che la decisione sul reato di cui all'articolo 187, commi 1 e 4, Cds, doveva essere adottata dal tribunale. Il conflitto negativo, ammissibile in rito, deve essere risolto affermando la competenza del Gdp di Calabritto. Premesso che il testo originario dell'articolo 4, comma 1 lettera q del D.Lgs 274/00, prevedeva la competenza del Gdp per i reati di cui agli articoli 186, comma 2 e 6, 187, commi 4 e 5, e 189, comma 6, del D.Lgs 285/92, di approvazione del nuovo Cds, deve sottolinearsi che la predetta previsione è stata modificata dall'articolo 5 del Dl 151/03, convertito, con modificazioni nella legge 214/03, che ha sostituito l'articolo 186 del Cds, contenente la rubrica guida sotto l'influenza dell'alcool , introducendo nel comma 2 le parole per l'irrogazione della pena è competente il tribunale e spostando la disciplina del reato di rifiuto dell'adempimento dell'obbligo degli accertamenti di cui ai commi 3, 4 e 5 dello stesso articolo dal comma 6 al 7. Di talché deve intendersi eliminato il riferimento all'articolo 186, comma 2 e 6, dal testo dell'articolo 4, comma 1, lettera q del D.Lgs 274/00, con la conseguente sottrazione della cognizione del reato ex articolo 186 alla competenza del Gdp. Per contro, pur essendo stato sostituito anche l'articolo 187 Cds ad opera dell'articolo 6 del Dl 151/03, convertito nella legge 214/03, il Legislatore non ha modificato la competenza devoluta al Gdp in ordine alla guida in stato di alterazione psico-fisica per uso di sostanze stupefacenti, atteso che il comma 7 del novellato articolo 187 richiama l'articolo 186, comma 2, esclusivamente per la parte relativa all'applicazione delle sanzioni comma 2, prima parte e al traino del veicolo fino al luogo indicato dall'interessato o fino alla più vicina autorimessa comma 2, ultimo periodo . Di conseguenza, l'omesso richiamo alla disposizione attributiva della competenza al tribunale non può considerarsi casuale né può essere ovviato mediante un'operazione interpretativa che si risolverebbe in una manipolazione della disciplina. Dai precedenti rilievi deve inferirsi che è tuttora vigente l'articolo 4, comma 1 lettera q del D.Lgs 274/00 nella parte in cui fa riferimento al reato di cui all'articolo 187 del Cds, onde la guida in stato di alterazione psico-fisica per uso di sostanze stupefacenti appartiene ancora alla competenza del Gdp. PQM La Corte suprema di Cassazione, Sezione prima penale, dichiara la competenza del Gdp di Calabritto, cui dispone trasmettersi gli atti.