Ex Cirielli, arriva il primo stop

In Camera di consiglio i giudici delle leggi avrebbero concordato sull'illegittimità dell'articolo 7 che limita i benefici per i recidivi. Le diverse posizioni sull'articolo 10 hanno fatto però slittare la causa che verrà fissata a nuovo ruolo

La legge 251/05, meglio conosciuta come ex Cirielli è caduta sotto la scure della Corte costituzionale. I giudici delle leggi, riunitisi ieri in camera di consiglio, hanno cassato l'articolo 7 della legge, che ha limitato i benefici per i recidivi e tagliato i termini di prescrizione per gli incensurati. Secondo quanto è emerso, l'articolo è stato ritenuto parzialmente illegittimo, in particolare nel passaggio in cui non prevede che il beneficio del permesso premio possa essere concesso ai condannati recidivi che prima del dicembre 2005 data di entrata in vigore delle nuove disposizioni abbiano già maturato i requisiti per ottenere le alternative richieste per una completa disamina dell'articolo 7 vedi commento di Luca Blasi in D& G n. 3 del 21 gennaio 2006, pag. 101 e seg. . Secondo la Corte l'articolo sarebbe illegittimo in base all'articolo 27 della Costituzione il quale prevede che le pene devono tendere alla rieducazione del condannato. I giudici però, non avrebbero trovato un'intesa su un secondo ricorso, quello relativo all'articolo 10 della legge che subordina la riduzione dei termini di prescrizione per gli incensurati alla condizione della mancata apertura del dibattimento nei processi penali pendenti al momento dell'entrata in vigore della norma. Il passaggio fu introdotto con un emendamento presentato dall'Udc e volto a cancellare ogni riferimento della normativa al caso Previti con la modifica il provvedimento cessò di essere il salva-Previti vedi tra gli arretrati del 30 novembre, dell'8 dicembre e 13 dicembre 2005 . La causa slittata verrà adesso fissata a nuovo ruolo e probabilmente verrà affrontata dopo la pausa estiva.