Accesso agli atti legittimo se sono in gioco interessi giuridicamente tutelati

Il Tar Abruzzo conferma il diritto di una società, in contenzioso con un'altra, che si era vista rifiutare l'accesso dal Comune poiché la conoscenza degli atti richiesti poteva ostacolare l'azione amministrativa

Deve essere garantito al richiedente l'accesso agli atti quando tale accesso è finalizzato alla cura e tutela di interessi giuridicamente tutelati. Il principio - che trova fondamento nell'articolo 24 della Legge n. 241/90, come novellato dall'articolo 16 della Legge numero /2005 - dovrebbe essere arcinoto in virtù, anche, delle pronunce in tal senso. Evidentemente non è così e sulla questione è tornato il Tribunale amministrativo per l'Abruzzo, sede dell'Aquila con la sentenza qui leggibile come documento correlato accogliendo il ricorso di una società che aveva avanzato - invano, in due occasioni su tre - distinte istanze di accesso agli atti relative a tutte le domande di condono edilizio presentate da una società con la quale aveva in corso un contenzioso di fronte al giudice ordinario e si reputava titolare di un diritto alla retrocessione di una striscia di terreno adiacente a due immobili da quella realizzati. Nella terza occasione, in particolare, l'ente locale aveva opposto un rifiuto temporaneo comunicando che l'accesso sarebbe stato differito fino all'emanazione del provvedimento finale, potendo la conoscenza di atti in fase istruttoria essere di ostacolo allo svolgimento dell'azione amministrativa . Con una quarta richiesta il ricorrente chiedeva l'intera documentazione connessa per la tutela giurisdizionale di suoi rilevanti diritti ed interessi . Formatosi il silenzio rifiuto sull'istanza la società ricorreva al Tar deducendo l'illegittimità per carenza assoluta di motivazione della nota comunale relativa al differimento dell'accesso. E sottolinenando che, anche se il differimento fosse stato motivato, nondimeno esso sarebbe risultato illegittimo in quanto precludeva al deducente di far valere il diritto alla retrocessione di una striscia di terreno adiacente alle due palazzine realizzate dalla controinteressata. Contraddittorio, inoltre, a detta di parte ricorrente, il fatto che il primo accesso agli atti non apparisse controverso allo stesso Comune. I giudici amministrativi hanno ribadito che la richiesta d'accesso era legittima, in quanto rivolta alla cura e tutela di interessi giuridicamente tutelati . Dagli atti risulta evidente che fosse interesse giuridicamente qualificato quello del ricorrente a conoscere tutte le domande di condono presentate dall'altra Società e dunque, hanno concluso i giudici, deve ritenersi illegittimo il silenzio serbato dall'Amministrazione comunale in ordine all'ultima istanza di accesso, atteso peraltro che tale istanza riguarda atti per i quali non è inibito l'accesso ai sensi di Legge. Il Comune, quindi, dovrà rendere disponibili gli atti richiesti. m.c.m.

Tar Abruzzo - Sezione per l'Aquila - sentenza 10 maggio-9 giugno 2006, n. 411 Presidente Speca - Estensore Rasola Ricorrente Pretaroli Fatto Il ricorrente, quale titolare di immobili confinanti con quelli realizzati dalla Società indicata in epigrafe, nonché quale titolare dell'asserito diritto alla retrocessione di una striscia di terreno adiacente alle due palazzine realizzate da detta Società, per la quale ha in corso un contenzioso davanti al G.O. con la controinteressata, ha avanzato tre distinte istanze di accesso agli atti relative a tutte le domande di condono edilizio presentate dalla Società stessa. In risposta alla prima istanza del 7 luglio 2005 il Comune di Silvi ha trasmesso la documentazione relative a tre domande di condono edilizio, le nnumero , 207 e 218 del 23.3.2004. Avendo avuto notizia di altre analoghe domande presentate dalla Soc. Appalti Engineering in data 9 dicembre 2004, il ricorrente ha prodotto ulteriore istanza di accesso, che ha avuto esito negativo, nel senso che si è negata l'esistenza di tali atti. Ad una terza documentata istanza di acceso del 5 novembre 2005, con cui si è insistito per aver copia delle ulteriori domande di sanatoria, il Comune ha opposto un temporaneo rifiuto, rispondendo, con nota del 29 novembre 2005, che per tali domande era in corso l'istruttoria e che l'accesso sarebbe stato differito fino all'emanazione del provvedimento finale, potendo la conoscenza di atti in fase istruttoria essere di ostacolo allo svolgimento dell'azione amministrativa. Con una quarta istanza del 16 gennaio 2006 il ricorrente ha insistito per il rilascio di copia di tutti gli atti relativi a domande di sanatoria presentate in aggiunta a quelle del 23 marzo 2004 per la tutela giurisdizionale di suoi rilevanti diritti ed interessi. Essendo invano decorsi trenta giorni da tale ultima istanza, l'esponente ha notificato in data 17 marzo 2006 l'odierno ricorso con cui deduce l'illegittimità per carenza assoluta di motivazione della nota del Comune del 29 novembre 2005 di differimento dell'accesso per le ragioni sopra evidenziate, accesso che può essere differito solo se la documentazione richiesta rientra in uno dei casi previsti dall'articolo 24 legge 241/90, il che nella specie non è. In ogni caso, anche se il differimento fosse stato congruamente motivato, sarebbe illegittimo perchè preclude al deducente di far valere il diritto alla retrocessione di una striscia di terreno adiacente alle due palazzine realizzate dalla controinteressata. Il comportamento del Comune inoltre appare contraddittorio in quanto, in relazione alla prima istanza di accesso, non si è ritenuto che il rilascio di copie degli atti potesse ostacolare il regolare svolgimento dell'azione amministrativa. La causa è stata posta in decisione nell'udienza camerale del 20 aprile 2006. Diritto Il ricorso appare fondato e va accolto. Ai sensi dell'articolo 24 della legge 241/90, come novellato dall'articolo 16 della legge 15/2005, deve essere garantito al richiedente l'accesso agli atti quando tale acceso è finalizzato alla cura e tutela di interessi giuridicamente tutelati. Nella specie il ricorrente ha provato, mediante il deposito di due atti di citazione, di avere interesse alla retrocessione di una striscia di un più ampio terreno, ceduto a suo tempo alla Società Appalti Engineering, striscia immediatamente confinante e posta a servizio degli immobili realizzati da detta Società e per i quali la stessa ha chiesto il condono. È pertanto evidente che è interesse giuridicamente qualificato quello del ricorrente di conoscere tutte le domande di condono presentate dalla Società anzidetta, per cui illegittimo deve ritenersi il silenzio serbato dall'Amministrazione comunale in ordine all'ultima istanza di accesso prodotta il 16 gennaio 2006 dal ricorrente, atteso peraltro che tale istanza riguarda atti per i quali non è inibito l'accesso, ai sensi dell'articolo 24 citato, comma 1. Va comunque osservato, per completezza di trattazione, che l'ammissibilità di tale istanza, nonché l'ammissibilità del ricorso notificato il 17 marzo 2006, non sono impediti dalla circostanza dell'omessa impugnativa, nel termine di cui al comma 5 dell'articolo 25 legge 241/90, della precedente nota del 29 novembre 2005, con cui il Comune aveva differito l'accesso fino all'emanazione del provvedimento finale, sostenendo che le domande di condono erano in fase di istruttoria e che il rilascio di atti, in tale fase, avrebbe potuto ostacolare il regolare svolgimento dell'azione amministrativa. Secondo la giurisprudenza, infatti, ai sensi dell'articolo 25 menzionato, un soggetto, ancorché non abbia proposto tempestivo ricorso contro il diniego o differimento di accesso ad atti amministrativi, ben può proporre una nuova domanda, senza che sussista alcuna preclusione alla proposizione di ricorso contro la reiterazione del diniego Tar Puglia, BA, Sezione prima, 4145/05 Tar Lazio, Sezione terza, 9805/05 . Per le ragioni che precedono il ricorso va accolto, ordinando al Comune di rilasciare gli atti richiesti. La spese di causa seguono la soccombenza. PQM Il Tar per l'Abruzzo - L'Aquila, accoglie il ricorso e, per l'effetto, ordina al Comune di Silvi il rilascio degli atti chiesti. Condanna l'Amministrazione comunale al pagamento delle spese di causa che liquida in euro 1.500,00. Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'Autorità amministrativa. ?? ?? ?? ?? 3 nrg. REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL TRIBUNALE AMMINISTRATIVO PER L'ABRUZZO L'AQUILA