Madre senza capacità genitoriali, padre ubriaco maltratta i figli: giusta la dichiarazione di adottabilità

Nel corso del procedimento sono emersi elementi univoci circa la necessità di sospendere la potestà genitoriale.

Con l’ordinanza n. 7974, depositata il 2 aprile 2013, la Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito. Le norme. La legge n. 184/1983, come modificata dalla legge n. 149/2001, disciplina le modalità di adozione e di affidamento dei minori. L’art. 8 prevede che sono dichiarati in stato di adottabilità dal tribunale per i minorenni del distretto nel quale si trovano, i minori di cui sia accertata la situazione di abbandono perché privi di assistenza morale e materiale da parte dei genitori o dei parenti tenuti a provvedervi, purché la mancanza di assistenza non sia dovuta a causa di forza maggiore di carattere transitorio . Durante lo stato di adottabilità l’esercizio della potestà dei genitori è sospeso, gli interessi del minore vengono salvaguardati da un tutore nominato dal Tribunale ove già non esista. La dichiarazione di adottabilità. Una donna ricorre in Cassazione contro la decisione della Corte d’Appello che, come il Tribunale, ha dichiarato l’adottabilità dei suoi due figli. La S.C. rigetta il ricorso, rilevando come corrette le argomentazioni dei giudici di merito, che hanno condotto il procedimento nel rispetto delle norme processuali ed assumendo le prove necessarie, tramite CTU e relazioni dei servizi sociali. Da tali indagini la madre è risultata carente di capacità genitoriali, vista la sua superficialità ed inconsapevolezza dei reali ed effettivi bisogni dei figli, nonché la presenza di disagi manifestati dai bambini . Il nuovo rapporto matrimoniale è poi del tutto instabile. La posizione del padre è risultata del tutto negativa è spesso ubriaco e maltratta la propria compagna e i figli stessi. I figli staranno meglio altrove, lontano dai genitori.

Corte di Cassazione, sez. VI Civile 1, ordinanza 14 dicembre 2012 2 aprile 2013, n. 7974 Presidente Salmè Relatore Dogliotti Fatto e diritto Il Tribunale per i Minorenni di Palermo, con sentenza in data 29 gennaio 2010, dichiara l'adottabilità di due minori, che viene confermata dalla Corte d'Appello di Palermo, con sentenza in data 7 giugno 2010. Ricorre per cassazione la madre dei minori, A.P. Resiste, con controricorso, il curatore speciale dei minori. La ricorrente, con un unico motivo di ricorso, attinente a vizio di motivazione, propone in sostanza profili e situazioni di fatto, non controllabili in questa sede, a fronte di una sentenza caratterizzata da motivazione congrua e non illogica. Esamina la Corte di Merito, richiamando in gran parte le argomentazioni del Giudice di primo grado, le carenti capacità genitoriali della madre. Richiama la c.t.u. espletata, nonché le varie relazioni dei Servizi Sociali, ove si evidenzia nella madre superficialità ed inconsapevolezza dei reali ed effettivi bisogni dei figli, nonché la presenza di disagi manifestati dai bambini. Anche il nuovo rapporto matrimoniale della madre non appare - secondo la Corte - positivo, quanto alle esigenze dei minori, non risultando affatto stabile, secondo le indicazioni della relazione integrativa del c.t.u Del tutto negativa infine la posizione del padre che, spesso, si ubriacava, maltrattando la compagna e i figli. Va rigettato pertanto il ricorso. La natura della controversia e la posizione delle parti richiede la compensazione delle spese. P.Q.M. La Corte rigetta il ricorso dichiara compensate le spese di giudizio tra le parti.