Mediazione tributaria: un 2012 soddisfacente!

Il nuovo istituto della mediazione tributaria - introdotto dall'art. 39, comma 9, d.l. n. 98/2011, che ha inserito l'art. 17- bis d.lgs. n. 546/1992 ha riscosso un certo successo nell’anno 2012. Infatti, da un’analisi delle istanze per le quali il termine di costituzione in giudizio è già scaduto, si è riscontrato che mediamente due contribuenti su tre, dopo la fase amministrativa, non hanno instaurato la controversia.

Uno strumento per ridurre il contenzioso. È ormai noto che l'Istituto della Mediazione tributaria ha introdotto, per le controversie di valore non superiore a 20mila euro, relative ad atti dell'Agenzia delle Entrate e notificati a decorrere dall'1 aprile 2012, un rimedio da esperire in via preliminare ogni qualvolta si intenda presentare un ricorso, pena l'inammissibilità dello stesso. Lo scopo della mediazione è quello di ridurre la conflittualità, evitando le lungaggini e i costi del contenzioso. Un istituto che sta sortendo l’effetto sperato. Un po’ di dati Dati alla mano, infatti, emerge che, al 31 dicembre 2012, a fronte di 47.740 istanze presentate, quelle esaminate nel merito sono 23.395. Per quelle ancora in corso di lavorazione, invece, è pendente il termine di conclusione del procedimento. Il 49,8% delle istanze esaminate risultano già definite, per un totale di 11.658. Di queste, il 27,8% delle istanze esaminate, cioè 6.504, sono state rigettate. Le istanze con proposta di mediazione in corso, invece, ammontato a 5.233. Circa 50.000 ricorsi in meno. La conferma della proficuità della gestione della mediazione è data dalla riduzione del flusso delle nuove controversie relative ad atti dell'Agenzia delle Entrate. Il numero complessivo dei ricorsi presentati in Ctp nel corso del 2012 è inferiore del 30% circa rispetto al 2011.

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