Rappresentanza sindacale: incompatibilità dei componenti e decadenza automatica. L'Aran segue il giudice del lavoro

di Teodoro Elisino

Le incompatibilità del componente Rsu quando la decadenza è automatica. È quanto esaminato dalla sentenza del Tribunale di Lecce dello scorso 5 settembre 2005 qui leggibile nei documenti correlati e dalla circolare dell'Aran 3072 qui leggibile nei documenti correlati . Pubblichiamo di seguito il commento di Teodoro Elisino. di Teodoro Elisino Ancora una volta, c'è voluto l'intervento di un giudice del lavoro per completare e chiarire il contenuto di una disposizione contrattuale. Ancora una volta, infatti, dalla sua naturale sede di negoziazione tra le parti, una norma contrattuale è approdata in un'aula giudiziaria, a causa della superficialità della sua lettera. Ancora una volta, dunque, c'è stato bisogno di un contenzioso per interpretare ciò che altri avrebbero ben potuto dire, in modo esplicito e semplice, in sede di predisposizione del dettato contrattuale. Ormai, gli uffici giudiziari abbondano di contenziosi basati sulla corretta interpretazione di norme contrattuali, contenziosi che sembrano aumentare, purtroppo, di pari passo, con la sottoscrizione di sempre nuove fonti contrattuali. Fosse la giustizia una società per azioni, verrebbe addirittura il dubbio che i sottoscrittori dei contratti predispongono i testi contrattuali nell'intento di fornire clienti alla società stessa. Purtroppo, così non è la giustizia ne gioverebbe dalla mancanza questi clienti , e questi ultimi, farebbero ben volentieri a meno di rivolgersi ad essa. Questa volta, la norma incriminata la rinveniamo nell' Accordo collettivo quadro per la costituzione delle rappresentanze sindacali unitarie per il personale dei comparti delle pubbliche amministrazioni e per la definizione del relativo regolamento elettorale, sottoscritto in data 7 agosto 1998, e precisamente nell'art. 9 - Incompatibilità - La carica di componente della RSU é incompatibile con qualsiasi altra carica in organismi istituzionali o carica esecutiva in partiti e/o movimenti politici. Per altre incompatibilità valgono quelle previste dagli statuti delle rispettive organizzazioni sindacali. Il verificarsi in qualsiasi momento di situazioni di incompatibilità determina la decadenza della carica di componente della RSU . Decadenza dalla carica , bell'inciso, se non fosse che ad esso non è aggiunto e precisato in che modo si determina la decadenza. Ed è proprio su quest'ultimo aspetto che è incentrata la questione portata avanti al Tribunale di Lecce. Un sindacato che chiede dichiararsi l'incompatibilità di un consigliere comunale alla carica di componente della RSU rappresentanza sindacale unitaria , e quest'ultimo che, invece, sostiene che la RSU aveva dichiarato a maggioranza non sussistere tale incompatibilità. Il nodo da sciogliere è, dunque, quello del modo in cui si produce l'incompatibilità, una volta verificatasi, e, precisamente, se l'effetto decadenziale opera in modo automatico ovvero con una delibera dell'organo di appartenenza, la RSU appunto. Il giudice leccese sentenza dello scorso 5 settembre e qui leggibile nei documenti correlati sottolinea, preliminarmente, che la norma prevede tre diverse situazioni di incompatibilità per il componente della RSU a le cariche rivestite in organismi istituzionali b le cariche esecutive in partiti e/o movimenti politici c altre situazioni ritenute incompatibili dagli statuti delle rispettive organizzazioni sindacali. Avvalendosi, anche, di una circolare dell'Aran, n. 3072 del 8 aprile 2004 qui leggibile nei documenti correlati , dopo nemmeno sei anni ! , quindi, diramata a tutte le amministrazioni, evidentemente, proprio per tentare di chiarire i contenuti della norma, il giudice ha ritenuto che la competenza decisoria dell'organo rappresentativo RSU è riferita solo a quelle limitate situazioni che richiedono la concreta individuazione delle incompatibilità , con riferimento a quanto previsto in materia nei singoli statuti delle organizzazioni sindacali, anche con riguardo allo peculiarità dei singoli comparti e dei relativi ordinamenti . In relazione, invece, alle ipotesi rubricate sub a e b , cioè alle situazioni di incompatibilità individuate in via diretta dall'accordo sindacale, il giudice sostiene che non vi è alcuna valutazione che la RSU debba effettuare, limitandosi, tale organismo, a prendere atto di una decadenza che si determina ope legis al verificarsi della situazione di incompatibilità. In effetti, come lodevolmente è detto nelle motivazioni della sentenza, diversamente ragionando, potrebbe non verificarsi mai l'effetto decandenziale, sol se si pensi che un potere valutativo in capo alla RSU sull'incompatibilità dei propri componenti comporterebbe la mancata dichiarazione di essa tutte le volte in cui la maggioranza dei suoi stessi componenti decide di non deliberare per la decadenza. Ipotesi, quest'ultima, che ben potrebbe verificarsi allorquando la maggioranza dei componenti si trovi in situazione di incompatibilità. Si consideri solo che la RSU può essere composta anche di poche unità e, quindi, in alcuni casi, già due componenti costituiscono un numero sufficiente per deliberare. La norma che prevede che le decisioni relative all'attività della RSU sono assunte a maggioranza dei componenti è contenuta nell'articolo 8 - Decisioni - dell'Accordo citato. Nel caso specifico, quindi, il giudice ha ritenuto sussistere l'incompatibilità per un componente RSU eletto consigliere comunale in un comune il cui territorio, pur non coincidendo con quello di competenza dell'ente di appartenenza del componente RSU, è in esso compreso. Questa della competenza territoriale, per la verità, è un tema del tutto nuovo, per niente accennato nella norma contrattuale che neppure indirettamente sembra far riferimento a questioni di competenza territoriale, né da esse far dipendere il determinarsi della decadenza. Evidentemente, il Tribunale di Lecce ha ritenuto, forse non a torto, essere quella della competenza la ratio della disposizione contrattuale. Prima che sull'argomento esaminato decidano altri Tribunali, verosimilmente anche in modo diverso, ci si augura che si intervenga con una modifica della norma, anche solo per ponderare, questa volta nella giusta sede, quelle questioni sulla competenza che il giudice di Lecce ha considerate solo presupposte.

Tribunale di Lecce - Sezione lavoro - estratto sentenza 5 settembre 2005 Il Gdl osserva. Con ricorso del 1/08/05, il ricorrente un sindacato autonomo chiedeva dichiararsi in via urgente l'incompatibilità alla carica di rsu del convenuto X.Y. e la decadenza dello stesso dalla carica. Il resistente contestava le avverse pretese deducendo che la rsu aveva a maggioranza ritenuto non sussistere l'incompatibilità del X.Y. All'odierna udienza le parti discutevano la controversia. L'articolo 9 dell'accordo quadro 1998 per la costituzione delle RSU prevede tre diverse situazioni di incompatibilità per il componente della RSU a le cariche rivestite in organismi istituzionali b le cariche esecutive in partiti e/o movimenti politici- c altre situazioni ritenute incompatibili dagli statuti delle rispettive organizzazioni sindacali. Le parti controvertono essenzialmente in ordine alla situazione che si verifica una volta verificatasi l'incompatibilità, in relazione alla automaticità del prodursi dell'effetto decadenziale ovvero alla necessità di una delibera della rsu con esiti imprevedibili della delibera e, come nel caso, con possibilità di esclusione dell' effetto decadenziale da parte della RSU a maggioranza . Sul problema, in via astratta, in questa sede sì condivide l'orientamento interpretativo suggerito dal ricorrente, secondo il quale la formula utilizzata dall'accordo il verificarsi in qualsiasi momento di situazioni dl incompatibilità determina la decadenza della carica di componente della RSU sembra escludere intermedi azioni di alcun genere, non recando il testo alcun riferimento, neppure indiretto, ad una competenza decisoria del1a RSU interessata, ma correlando piuttosto direttamente l'effetto decadenziale al verificarsi della situazione di incompatibi1ità determina la decadenza . Questo giudice è consapevole che su tema è intervenuta l' ARAN con una circolare interpretativa n. 3072 del 1'8 aprile 2004 nella quale prima facie sembra prevalere la ipotesi della competenza della RSU, e tuttavia aderisce all'interpretazione della circolare secondo la quale, a ben vedere. la circolare dell'ARAN riferisce questa posizione solo a quelle situazioni che nella precedente elencazione sono rubricate sub c , sicché la competenza decisoria dell'organo rappresentativo è riferita solo a quelle limitate situazioni che richiedono la concreta individuazione delle incompatibilità , con riferimento a quanto previsto in materia nei singoli statuti delle organizzazioni sindacali, anche con riguardo allo peculiarità dei singoli comparti e dei relativi ordinamenti In relazione invece alle ipotesi rubricate sub a e b cioè alle situazioni di incompatibilità individuate in via diretta dall'accordo sindacale, non vi è alcuna valutazione che la RSU deve effettuare, sicché non vi è spazio per una delibera stessa se non meramente dichiarativa In altri termini, la carica di consigliere comunale, come quella di titolare di cariche esecutive in partiti e/o movimenti politici sono da ritenere incompatibili in via assoluta con quella di componente purché il territorio di competenza dell'ente coincida o ricomprenda il territorio nel quale la carica istituzionale c politica ha-effetto .In queste due situazioni ma anche in quella, richiamata dall' ARAN, del trasferimento del rappresentante in altra amministrazione la decadenza si determina ope legis al verificarsi della situazione di incompatibilità. con la conseguenza che la successiva presa d'atto della RSU ha mero valore dichiarativo dell' effetto già determinatosi, vincolato nel suo contenuto. Tale interpretazione va del resto affermata quale unica razionale in quanto, a ragionare diversamente ed ammettendo un generale potere valutativo della RSU sull'incompatibilità dei propri membri finirebbe con l'ammettere la possibilità che l'incompatibilità di più o addirittura di tutti i membri della RSU possa non essere mai dichiarata sol che la maggioranza dei componenti della RSU magari formata proprio dai soggetti incompatibili non deliberi per la decadenza del membro eletto alla carica politica Non essendovi interpretazioni alternative plausibili, non vi è spazio neppure per sollevare una pregiudiziale interpretativa Sussiste la legittimazione attiva dei componenti della rsu, portatori di un interesse giuridicamente tutelato dall' ordinamento al regolare funzionamento della RSU sussiste la legittimazione passiva , oltre che del membro del membro divenuto incompatibile, anche degli altri componenti della RSU che hanno avallato la scelta del membro, nonché del Ministero che ha propri adempimenti rilevanti ai sensi di Statuto Nel caso,è pacifico che il convenuto X.Y. sia stato eletto consigliere comunale nel comune di Z. mentre risulta che il territorio-di competenza dell'ente, pur non coincidendo con il territorio nel quale la carica istituzionale e politica ha effetto, lo ricomprende sussiste dunque incompatibilità. Sussiste il periculum in mora, oltre che il fumus boni juris, in considerazione del fatto che il funzionamento della RSU con membri decaduti dalla carica è un funzionamento che nel caso pacificamente si protrae ed è attuale e perdurante e che tuttavia è un funzionamento irregolare i cui effetti non sempre sono facilmente rimuovibili in un ordinario giudizio cognitorio. PQM dichiara in via urgente l'incompatibilità alla carica di rsu del convenuto X.Y. e la decadenza dello stesso dalla carica

Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni Circolare del 8 aprile 2004 Oggetto Incompatibilità dalla carica di componente della RSU. L'articolo 9 dell'Accordo collettivo quadro del 7 agosto 1998 sulla costituzione delle RSU nei comparti e relativo regolamento elettorale, disciplina i casi di incompatibilità prevedendo che la carica di componente della RSU sia incompatibile con qualsiasi carica in organismi istituzionali o carica esecutiva in partiti e/o movimenti politici. In sostanza il suddetto articolo 9, nel testo letterale, si limita ad individuare alcune fattispecie rinviando la concreta individuazione delle incompatibilità, non solo a quanto previsto in materia nei singoli statuti delle organizzazioni sindacali che presentano i candidati in sede di elezione, ma anche in ragione della peculiarità dei singoli comparti e dei relativi ordinamenti. Non esiste, pertanto, una casistica delle incompatibilità, né l'Aran può definirla in quanto la natura endosindacale e unitaria della RSU, organismo elettivo di rappresentanza dei lavoratori che assume le decisioni a maggioranza dei propri componenti, esclude che altri soggetti Aran, Amministrazioni, Organizzazioni sindacali possano direttamente intervenire sulla sua composizione e sul suo funzionamento. In sostanza la RSU, una volta eletta, vive di vita propria e agisce autonomamente. Pertanto, nel caso in cui si rilevi una incompatibilità, è esclusivamente in capo alla RSU il compito di dichiarare decaduto il componente e di provvedere alla sua sostituzione, dandone comunicazione all'Amministrazione e ai lavoratori interessati. Ciò non significa che, nel caso in cui siano rilevate irregolarità, le stesse non possano essere evidenziate e segnalate alla RSU, per le eventuali decisioni di competenza. Tale circostanza, comunque, non incide sulle relazioni sindacali nell'Amministrazione in quanto al tavolo della contrattazione integrativa partecipa la RSU nella sua dimensione unitaria e, pertanto, non rileva la posizione del singolo componente. Diverso si presenta il caso della decadenza cosiddetta automatica del componente della RSU nel caso in cui il lavoratore non presti più servizio nell'Amministrazione pensionamento, trasferimento, comando presso altra Amministrazione, etc. , fattispecie che non rientra nel concetto di cui sopra incompatibilità tra più e diverse cariche . Poiché la condizione di eleggibilità cfr. articolo 3, comma 2, parte II dell'Accordo quadro 7 agosto 1998 alla carica di componente della RSU è che il lavoratore sia in servizio a tempo indeterminato sia a tempo pieno che a tempo parziale , tale condizione deve permanere anche dopo la elezione, pena la decadenza dalla carica di eletto nella RSU. In sostanza dalla norma citata si evince che il requisito necessario per ricoprire la carica di componente della RSU non si esaurisce nella condizione di dipendenza, ma è necessaria la presenza in servizio dell'eletto. Anche in questo caso rimane esclusivamente in capo alla RSU il compito di provvedere alla sua sostituzione dandone comunicazione all'Amministrazione e ai lavoratori interessati. Indipendentemente dalla motivazione della decadenza dei suoi componenti dimissioni, incompatibilità, pensionamento, etc. , se la RSU si trova nella condizione di non poter provvedere alla loro sostituzione e da ciò derivi il venir meno del numero legale previsto per il suo funzionamento e per l'assunzione delle decisioni cfr. articolo 8 Accordo quadro 7 agosto 1998 , poiché la RSU è uno dei soggetti necessari alla contrattazione integrativa, le Organizzazioni sindacali rappresentative dovranno essere invitate ad indire nuovamente le elezioni. Tale circostanza si presenta anche nell'ipotesi prevista dall'articolo 7, comma 3 dell'Accordo quadro del 7 agosto 1998 e cioè nel caso in cui le dimissioni e conseguenti sostituzioni dei componenti della RSU superi il 50% degli stessi. In tutti i casi di decadenza, nel corso del triennio dalla loro elezione, occorre fare riferimento a quanto stabilito nell'Accordo di interpretazione autentica del 13 febbraio 2001 che prevede a la rielezione della RSU entro i cinquanta giorni immediatamente successivi alla decadenza attivando le procedure entro cinque giorni da quest'ultima b nell'attesa, la prosecuzione delle relazioni sindacali con le organizzazioni di categoria firmatarie dei CCNL e con gli eventuali componenti della RSU rimasti in carica c la possibilità che, nel periodo di cui al punto precedente, si possa pervenire alla sottoscrizione dei contratti integrativi con i componenti della RSU rimasti in carica e le organizzazioni sindacali di categoria sopracitate. Ai sensi dell'articolo 1 parte II del regolamento elettorale dell'Accordo quadro del 7 agosto 1998, solo le Organizzazioni sindacali rappresentative, congiuntamente o disgiuntamente, possono indire le nuove elezioni. Con la presente nota di chiarimenti che si aggiunge a quelle già precedentemente inviate a codeste Amministrazioni, tutte pubblicate nel sito internet dell'Aran nella Sezione Relazioni Sindacali , questa Agenzia comunica che non risponderà più a quesiti sulla materia.