L’Autorità Nazionale Anticorruzione, per bocca del Presidente Raffaele Cantone, ha espresso l’intenzione di presentare una serie di emendamenti al disegno di legge delega sulla riforma della Pubblica Amministrazione. Al centro della proposta l’obbligo di pubblicazione online dei dati patrimoniali e reddituali che, secondo il progetto dell’ANAC, dovrebbe essere limitato a chi ricopre una carica elettiva.
Le nuove proposte. Il Presidente dell’ANAC Raffaele Cantone fissa i paletti sugli obblighi di trasparenza e pubblicità nella pubblica amministrazione. In seguito all’introduzione del d.lgs. numero 33/2013, che è intervenuto sulla materia, l’intenzione di Cantone è di presentare un pacchetto di emendamenti all’interno del disegno di legge delega sulla riforma della P.A., attualmente all’esame del Senato. Pubblicità, ma solo per le cariche elettive. Il pericolo attuale è quello di imporre degli adempimenti in maniera indifferenziata, vanificando così lo scopo della normativa che è la prevenzione della corruzione. Per questo, la proposta è di pubblicare online i dati patrimoniali e reddituali soltanto di quei soggetti che ricoprono cariche elettive. E per gli incarichi non elettivi? Invece, per gli incarichi non elettivi, sarebbe sufficiente «un’attestazione da parte dell’ente che la documentazione su redditi e patrimonio è stata depositata». In questo modo, chi avesse un interesse giuridicamente tutelato potrebbe fare la richiesta di accesso ai dati, senza dover mettere tutti i dati indiscriminatamente online. Infatti, sottolinea Cantone, «le norme su pubblicità e trasparenza realizzano una significativa compressione della privacy e per questo vanno contemperate in base al rischio effettivo». Obiettivo numero uno. In più, «bisogna capire che la funzione delle norme sulla trasparenza è la prevenzione della corruzione e che obblighi eccessivamente restrittivi finiscono per realizzare l’effetto contrario».