Anche i familiari dei vip hanno diritto alla privacy: no alle foto della madre e del neonato sui media

La nascita di un bambino ed i suoi primi istanti di vita sono delicatissimi e devono essere tutelati al massimo. La maternità, anche dei vip o dei loro congiunti, è un momento strettamente privato che non può essere oggetto di un reportage fotografico su una rivista la privacy dei parenti di un vip è soggetta ad alcune limitazioni, ma non può essere violata indisturbatamente. Le autorità interne non hanno equamente bilanciato i contrapposti interessi ledendo quelli ex art. 8 Cedu dell’ex moglie e del figlio di un noto politico lettone.

È quanto deciso dalla CEDU nel caso Dupate c. Lettonia ricomma /11 del 19 novembre. La ricorrente era sposata con il segretario di un partito politico, dirigente di un ente statale nonché testimonial di un periodico che, dopo il divorzio, senza chiederne l’autorizzazione ed a sua insaputa, non solo pubblicò un servizio sul divorzio e sue fotografie relative alla prima gravidanza, ma anche una foto storia sull’uscita dalla maternità con foto pixellate del secondo figlio era stata pedinata dall’uscita dell’ospedale sino a dentro al giardino di casa sua. In primo grado il Tribunale di Riga attestò la violazione della privacy della donna. In appello, però, accogliendo le doglianze del giornale, la decisione veniva ribaltata. Secondo i Giudici non sussisteva lesione della privacy in quanto la donna era legata ad un personaggio famoso , le foto erano state scattate in un luogo pubblico ed erano relative ad un evento specifico. La Cassazione rigettò il ricorso e la CEDU, concordando col primo grado, ha attestato la violazione della loro privacy e serenità familiare . Libertà di stampa e privacy, quale bilanciamento? La libertà di stampa, intesa come libertà di espressione e di informazione ex art. 10 Cedu, ha un ruolo fondamentale in una società democratica, ma deve necessariamente rispettare i diritti tutelati dall’art. 8 Cedu. Sebbene la libertà di espressione includa la pubblicazione di fotografie, questa è comunque un'area in cui la protezione dei diritti e della reputazione degli altri assume particolare importanza , poiché le fotografie possono contenere informazioni molto personali o anche intime su un individuo e la sua famiglia .Il compito di divulgare le informazioni include necessariamente doveri e responsabilità , oltre che limiti che la stampa deve imporsi spontaneamente.Ogniqualvolta si tratta di informazioni che mettono in gioco la vita privata di un'altra persona, i giornalisti sono tenuti a considerare, per quanto possibile, l'impatto delle informazioni e delle immagini da pubblicare prima della loro diffusione.Alcuni eventi relativi alla vita privata e familiare godono di una protezione particolarmente attenta ai sensi dell'articolo Cedu e pertanto meritano particolare prudenza e cautela nel coprirli Couderc e Hachette Filipacchi Associés c. Francia [GC] nella rassegna del 13/11/15 e Von Hannover c.Germania n. 2[GC] del 2012, neretto, nda . I familiari dei vip hanno diritto alla privacy seppur con alcune limitazioni. È accettabile la pubblicazione di informazioni sui vip e sui loro familiari da parte dei media finchè contribuiscono ad un dibattito pubblico o politico di interesse generale per la collettività, mentre non lo è assolutamente se volto a soddisfare una mera curiosità come nella fattispecie. È plausibile che i congiunti di celebrità che partecipino ad eventi pubblici o privati di pubblico interesse possano essere citati ed oggetto di reportages, ma la nascita di un bambino è pur sempre un evento privato che impone limitazioni alla libertà di stampa è giusto darne notizia e citare il nome della madre, ma non si deve andare oltre al massimo si può dare atto della nascita extraconiugale od illegittima del figlio di un membro di una famiglia reale . In breve, il compagno di un personaggio pubblico viene attratto nella sua sfera di notorietà e potrebbe subire, nei suddetti limiti, restrizioni alla propria privacy. La nascita è un momento sacro e non può essere oggetto di servizi sui media. Come detto il momento del parto e quello immediatamente successivo sono molto delicati e sono i primi in cui s’instaura un rapporto madre figlio, necessitando, perciò, di particolare tutela per il benessere psico-fisico di entrambi. È vietato perciò pedinare la puerpera ed il neonato per fare un reportage fotografico. Non interessa se alcune foto siano state scattate in spazi potenzialmente pubblici come la strada od il parcheggio dell’ospedale, che la donna non sia stata oggetto di un trattamento umiliante, ciò che rileva è il contributo che può dare la notizia al dibattito pubblico ed in questo caso era solo la soddisfazione di una mera curiosità, tanto più che la coppia non era più sposata ed il padre non rivestiva più alcun ruolo pubblico. Le foto sono pacificamente state scattate di nascosto e la violazione della privacy non viene esclusa dal fatto che i volti siano stati pixellati o non individuabili perché gli interessati erano in una macchina dai vetri oscurati. Doveri delle Corti interne . Le Corti hanno il dovere di vigilare sul corretto bilanciamento tra questi contrapposti interessi. Nella fattispecie tale bilanciamento non è stato attuato correttamente, poiché non sono state distinte le informazioni che rientravano nella sfera pubblica e in quella privata, non sono state tenute in considerazione la forte intrusione nella sfera privata e il carattere estremamente riservato del momento immortalato nel contestato servizio. Nessun dubbio dunque sulla violazione della serenità familiare e la riservatezza della ricorrente e del suo neonato.

CASE_OF_DUPATE_v._LATVIA