Chi controlla i controllori della Cassa forense?

di Stefano Rosa

di Stefano Rosa* L'Aiga ha anticipato il dibattito che si sta svolgendo in maniera finalmente serrata sulla preoccupante situazione di instabilità dell'attuale sistema previdenziale forense, rilevando la sua inevitabile entrata in crisi, in difetto di urgenti interventi strutturali, a far data dall'anno 2027. g avvocati hanno esposto, nel corso di convegni, audizioni davanti all'organo gestore previdenziale forense ed alla commissione bicamerale di vigilanza degli enti pensionistici, le soluzioni ritenute necessarie per giungere alla stabilità del sistema ed al riassetto previdenziale forense sforzo propositivo che ha ricevuto consensi, dichiarazioni d'intenti e persino garanzie sull'intenzione di affrontare lo studio di una inevitabile ed urgente riforma in termini strutturali e non parametrici. Le dichiarazioni rese dal presidente della Cassaforense e dal coordinatore della commissione per la Riforma previdenziale insediata dal Comitato dei Delegati riportate dalla stampa specializzata vanno, invece, in direzione esattamente contraria. La riforma ideata si basa esclusivamente su misure parametriche aumento del contributo soggettivo ed oggettivo, innalzamento dell'età pensionabile a 70 anni , inidonee a risolvere la crisi di sistema e gravemente lesive degli interessi e delle aspettative dei giovani avvocati e rivela l'assoluta mancanza di preoccupazione per una riforma strutturale in grado di assicurare la copertura previdenziale anche alle generazioni future. In contrasto, peraltro, con quanto emerge nel dibattito sulla riforma previdenziale di carattere generale, e cioè che una riforma di carattere strutturale è l'unica strada da percorrere per giungere alla soluzione corretta dei problemi. Le autorità ministeriali e di vigilanza hanno infatti individuato, in assonanza con la proposta Aiga, soluzioni tecniche che prevedono il passaggio dal sistema retributivo a ripartizione ad un sistema misto connotato da caratteristiche appartenenti al sistema contributivo, stranamente non recepite soltanto dagli organi preposti alla gestione della previdenza forense. Il conflitto generazionale, denunciato da tempo dall'Aiga, evidenziato ancora una volta nel Congresso Nazionale di Napoli, viene così a trovare definitivo corollario nell'atteggiamento equivoco, ma persistente, di chi, istituzionalmente preposto alla tutela ed alla garanzia di un patto di solidarietà infragenerazionale, continua a violarne le fondamenta. I Giovani Avvocati che rappresentano oltre il 60 per cento dei contribuenti attivi della Cassaforense auspicano che i controlli e la vigilanza delle autorità preposte si attivino per riequilibrare le gestioni nel medio-lungo periodo e per garantire effettivamente agli iscritti alle casse professionali il mantenimento della promessa sulla prestazione previdenziale . *Avvocato, responsabile Aiga per la previdenza