Restrittive le regole per i nuovi depositi fiscali di tabacchi

Le previsioni vigenti, secondo l'Authority, oltre a favorire in maniera immotivata le società a prevalente capitale pubblico hanno un effetto dissuasivo verso i nuovi potenziali operatori del settore, in particolare con un sistema cauzionale sbilanciato

Misure che sembrano definite appositamente per limitare l'accesso di nuovi operatori. È questa, sia pure in forma più diplomatica, l'annotazione che l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato fa nel segnalare al Ministro dell'Economia e delle Finanze la nota trasmessa, che rientra nelle attività di segnalazione e consultive dell'Authority, è qui leggibile come documento correlato i punti critici dell'attuale regolamentazione in materia di depositi fiscali, gli impianti in cui vengono cistoditi i tabacchi lavorati in vista della vendita alle tabaccherie. In particolare l'Antitrust segnala una parte dell'articolo 2 del Dm n. 67/99 che pretende, per la domanda di autorizzazione all'istitituzione di un nuovo deposito fiscale, che siano preventivamente indicate le marche dei prodotti che si intendono custodire, nonché l'articolo 6 dello stesso decreto ministeriale che prevede una cauzione preliminare al rilascio dell'autorizzazione. Dato significativo di tale cauzione, come rileva l'Authority, è che essa è pari all'accisa gravante sulla massima quantità immagazzinabile nel deposito prendendo a riferimento la marca - tra quelle che si intende custodire - con il prezzo di vendita più elevato ma anche il fatto che la cauzione non vale per tutti, ne sono infatti esonerati gli enti pubblici e le società a prevalente capitale pubblico. Tale previsione rappresenta un vantaggio evidente per gli esonerati ed è in grado di limitare il processo di privatizzazione di certune attività svolte in origine dalla monopolista Aams Amministrazione Autonoma dei monopoli di Stato e poi dall'Ente Tabacchi Italiani Eti . Per quanto riguarda i problemi di natura concorrenziale posti dall'articolo 2, rileva l'Authority, essa è evidente l'operatore che si accinge a entrare nel settore, infatti, al momento della richiesta potrebbe non disporre di un quadro certo e definitivo dei propri clienti produttori o importatori , mentre la norma gli impone di previsare le marche per poi determinare la cauzione preliminare. Si tratta di un'ostacolo ingiustificato che si può, peraltro, rimuovere con relativa facilità. Basterebbe infatti - suggerisce il Garante - rendere la cauzione successiva e non preliminare e correlarne l'ammontare ai contratti effettivamente stipulati, da rendere operativi, appunto, dopo la prestazione della cauzione stessa. m.c.

Autorità garante della concorrenza e del mercato Provvedimento n. AS359 del 28 settembre 2006 Regolamentazione riguardante l'istituzione di depositi fiscali Con la presente segnalazione l'Autorità garante della concorrenza e del mercato intende formulare, ai sensi dell'articolo 21 della legge 287/90, osservazioni in merito a talune parti del Decreto del ministro delle Finanze 67/1999, Regolamento recante norme concernenti l'istituzione ed il regime dei depositi fiscali, impianti in cui sono stoccati i tabacchi lavorati in vista della vendita alle tabaccherie. Sono oggetto della presente segnalazione l'articolo 2 del Dm 67/1999 - nella parte in cui stabilisce che nella domanda di autorizzazione all'istituzione del deposito fiscale siano indicate le marche che si intendono introdurre nell'impianto - e l'articolo 5, che prevede la prestazione di una cauzione quale condizione per il rilascio, ai sensi del successivo articolo 6, dell'autorizzazione da parte dell'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato 1 . La cauzione prevista è pari all'accisa 2 gravante sulla quantità massima dei tabacchi che possono essere detenuti nel deposito stesso, prendendo a riferimento la marca con il prezzo di vendita più elevato, tra le marche che si intendono introdurre nel deposito. Sempre secondo l'articolo 5, sono invece esonerati dalla prestazione della cauzione gli enti pubblici e le società a prevalente capitale pubblico. In merito a tale regolamentazione, si rileva in primo luogo che essa ha istituito un trattamento ingiustificatamente differenziato a seconda della proprietà, pubblica o privata, delle imprese con riferimento al pagamento della cauzione. La sopra citata normativa appare, tuttavia, in grado di determinare distorsioni del funzionamento del mercato anche oggi, nella fase successiva alla conclusione del processo di privatizzazione delle attività che sono state svolte in origine dall'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato e successivamente dall'Ente Tabacchi Italiani. La problematica di carattere concorrenziale deriva dalla menzionata previsione di cui all'articolo 2 del decreto, in base alla quale occorre indicare nella domanda di autorizzazione le marche che si intende introdurre nel deposito. I nuovi operatori aspiranti ad entrare nel mercato dei servizi di distribuzione dei tabacchi potrebbero non disporre, infatti, al momento della formulazione della domanda di autorizzazione, di un quadro certo e definitivo dei propri clienti produttori o importatori in Italia di prodotti del tabacco. In tale contesto, la loro entrata potrebbe risultare fortemente ostacolata dalla necessità di indicare nella domanda di autorizzazione le marche che si intende detenere nell'istituendo deposito. Si ricorda che tale necessità deriva dal fatto che la cauzione preliminare al rilascio dell'autorizzazione è rapportata alla capacità di stoccaggio dell'impianto e commisurata al prezzo del prodotto più costoso tra quelli che si intende detenere. Per quanto precede, l'Autorità garante della concorrenza e del mercato auspica una modifica della regolamentazione in discorso, tale da evitare il rischio che vengano frapposti ingiustificati ostacoli all'entrata di nuovi operatori nella distribuzione dei prodotti del tabacco. Una soluzione alternativa a quella dell'attuale regolamentazione, in grado di risolvere gli effetti distorsivi delle previsioni congiunte degli articoli 2 e 5 del decreto, potrebbe essere rappresentata da una cauzione non preliminare al rilascio dell'autorizzazione, bensì successiva e di entità rapportata ai contratti di distribuzione stipulati. Tale cauzione potrebbe essere prestata prima dell'inizio dell'esecuzione dei contratti. Note 1. Salvo l'eventuale esonero che ai sensi dell'articolo 5 può essere accordato dall'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato alle imprese affidabili e di notoria solvibilità, previe visure nel Bollettino dei protesti e acquisizione di idonee referenze bancarie. 2. Il titolare del deposito è il soggetto tenuto al versamento dell'accisa sui tabacchi il depositario autorizzato corrisponde l'accisa per i tabacchi lavorati immessi in consumo nei primi quindici giorni del mese entro la fine dello stesso mese e, per i prodotti immessi in consumo nel periodo dal giorno 16 alla fine del mese, entro il giorno 15 del mese successivo articolo 10 dello stesso decreto .